Verona nella calcografia Cristini



Introduzioni di Chiara Cappellina

Verona si racconta, incisa in una selezione di stampe antiche del XIX e XX secolo. Calcografie che recano la firma di artisti italiani e stranieri. Ecco come appare: un’incisione, tracciata, pulita, sinuosa, tratteggiata con linee elementari e un paradosso cromatico di contrasti neri e luci radenti, Un’enorme calcografia fattasi città: una acquaforte. Acqua. Forte. Le vedute offrono un’insolita prospettiva grandangolare su Verona, immobile sotto la luce gelida e ferma del cielo. Nel suo cuore scorre possente il fiume. E come l’Adige che attraversandola disegna con le rive il suo profilo, così la mano del calcografo ne trasferisce sulla carta l’anima, fortemente compressa col torchio a stella, il mordente trattenuto nei solchi incisi. Immagini suggestive destinate, sulla medesima lastra, ad integrare, rinforzare, armonizzare effetti particolari. Nelle stampe qui raccolte, create dall’arte di Luciano Cristini, che così rese onore alla preziosa eredità del padre, Verona sorge ritratta con precisione, sospesa in una magica atmosfera, pervasa da una singolare malinconia del passato. Palazzi, chiese, castelli, piazze brulicanti d’una umanità composita, monumenti e luoghi d’arte, ne esprimono la singolare poetica in ogni sua espressione: dall’Arena al Teatro Romano, da Ponte Pietra alle Arche scaligere. Le porte, le strade, l’anfiteatro raccontano la storia di una vivace città romana, amata da Giulio Cesare, Valerio Catullo, Vitruvio ed esaltata, nella sua bellezza, da famosi artisti veronesi, quali D. Broglio, Pino Casarini, Angelo Dall’Oca Bianca, Ettore Fagiuoli, protagonisti della pittura italiana a cavallo tra Ottocento e Novecento. Documenti d’epoca, stampe, che ancora oggi legano in modo indissolubile il nome di questi maestri alla città. Vengono così proposte all’attenzione del lettore un tessuto di immagini, personaggi e scorci che transitano dal loro linguaggio pittorico all’abilità incisoria del calcografo, dalla realtà all’opera incisa, dal torchio alla stampa. Cartoline antiche da Verona, le acqueforti del Fagiuoli, di Casarini, di Broglio e di Dall’Oca Bianca, i quali cristallizzano, grazie al continuo esercizio calcografico fatto da Luciano Cristini, la tradizione che da sempre ha individuato nella città scaligera e nelle sue vedute storiche, il luogo privilegiato di interpretazioni poetiche, e nell’acquaforte, un mezzo espressivo eccezionale per evocarle. Lo stesso D’Annunzio, visitando la libreria antiquaria che Gino Cristini, appassionato bibliofilo, aveva nei pressi di Portoni Borsari, ne rimase affascinato, al punto di richiedere alcune calcografie allo stampatore veronese. Le sue lettere al “giovane torcoliere”, qui immortalate, restano tra gli ultimi scritti del Vate, che volle per sé le esemplari incisioni di questa città veneta. Chi non conosce Verona, ma ha occasione di avvicinarvisi attraverso queste incisioni, potrà percepire ciò che è stata questa città e ne resterà colpito: il merito di questa opera é di averne riletto la storia attraverso le vedute incise sul rame, iniziando dalle sue origini per arrivare agli eventi di oggi: la visita di Papa Benedetto XVI in ottobre e l’eccezionale mostra del Mantegna, che abbiamo vissuto e letto sui giornali. Sfogliando le pagine di questo volume, che catturano lo sguardo in una lenta, intensa successione, va così in scena la storia di una città, degli artisti che l’hanno ritratta, dei calcografi che l’hanno incisa, perché la stampa è memoria di se stessa. E i disegni fermano il tempo. Fino al presente.

di Giovanni  Colognese

Insegnante di Lettere, Storia e Geografia, è cultore della materia di Storia dell’Evoluzione delle Tecniche commerciali presso la Facoltà di Economia dell’Università di Verona. Si occupa di studi storici ed economici veronesi.

Verona nella calcografia Cristini

Caratteristiche Tipografiche

Pagine 152
Formato 14x21
Rilegatura Cucita
   

Edizione Italiana

Ultima Edizione Stampa  2006
Anno 2006
ISBN 88-89480-88-2