Il matrimonio vittoriano

Per affrontare la lettura del romanzo tardo-vittoriano e comprendere le sue composite dinamiche è necessario prendere coscienza del complesso ed articolato quadro storico che ne costituisce la base. La situazione di assoluta disparità nello sviluppo del pensiero femminile e di quello maschile affonda le sue radici nella segregazione culturale in cui la donna è stata tenuta per molti secoli. Lo stereotipo della donna relegata nella gabbia della convenzione, costretta a subire un ‘rispetto vuoto’, conferito solamente in ragione del suo aspetto fisico, si trascina lungo tutto l’Ottocento. Per porre la stessa in contrasto con rappresentazioni più lusinghiere bisogna attendere i significativi sviluppi legislativi di metà secolo, in particolare la legge del 1848 che consente di aprire alcune università ad una cerchia ristretta di donne.

di Cristina  Ceron

Cristina Ceron è docente di lingua e letteratura inglese presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Verona. Ha pubblicato saggi sulle odi di John Keats, sull’Amleto e su vari aspetti delle poesie e dei romanzi di Thomas Hardy. Nel 2003 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi da cui ha tratto la monografia “Thomas Hardy: la poesia della memoria. Passato e presente, presenza ed assenza.” (Verona, Libreria Editrice Universitaria, 2004). Attualmente è impegnata in un progetto di ricerca del Dipartimento di Linguistica, Letterature e Scienze della Comunicazione sull’evoluzione dei concetti di matrimonio e famiglia nel romanzo di fine Ottocento.

Il matrimonio vittoriano

Caratteristiche Tipografiche

Pagine 280
Formato 16x23
Rilegatura Cucita
   

Edizione Italiana

Ultima Edizione Stampa  
Anno 2007
ISBN 978-88-89480-82-3