dell'effimero

Con la parola «effimero» le cose sono andate su per giù così: mi dovevo liberare di un peso, non di quei pesi che puoi quantificare in grammi o in chili. Il mio era un peso che aveva il singolare nome di idea. Un’idea, sì, solo un’idea, ma pesantissima. Nella mia testa l’idea funzionava come un polo magnetico che allineava violentemente sulle proprie linee di forza tutto ciò che potevo sentire. Ricordo chiaramente che una delle proprietà di quell’idea era di non avere un peso costante. L’idea pesava ogni giorno sempre di più. Quel peso soffocava sul nascere tutto ciò che affiorava furtivamente dal fondo in cui si era nascosto il resto di me stesso. L’idea si era imposta al punto da rendere irreale tutto quello che la vita mandava in onda di me. Il mio film di esistenza ora lo proiettava lei e io, senza aprire bocca, stavo a guardarlo.

di Gabriele  Fedrigo

Gabriele Fedrigo è esploratore freelance. Fra le sue pubblicazioni: Tilt! I carnet Roland Barthes (2013) Idiorritmie (2014) Droga sottile (2016)

dell'effimero

Caratteristiche Tipografiche

Pagine 586
Formato 12x22
Rilegatura Brossura
   

Edizione Italiana

Ultima Edizione Stampa  2019
Anno 2019
ISBN 978-88-6464-504-9