L'opera di Arnaldo Ederle dal 1963 al 2018. Impressioni e riflessioni

Quella di Arnaldo Ederle, recentemente scomparso, è stata certamente una della voci più coerenti e profonde della poesia italiana, come fatto rilevare da alcuni dei suoi più illustri amici e colleghi, che ne hanno, nel corso degli anni e con un’attenzione che mai è venuta meno, presentato e commentato l’opera. Dagli esordi “sperimentali” degli anni ’60 del secolo scorso egli è venuto affrancandosi con consapevole celerità, approdando a una visione del comporre ispirata a un solidale, generoso umanesimo e, insieme, a una visione dell’arte — in lui favorita dagli studi musicali — per molti versi precorritrice di quel ritorno, per così dire, “al classico” che i maggiori tra gli studiosi di linguaggi e di estetica (da Chomsky al nostro Ferraris) registrano con attenta sensibilità. Nel presente contributo si viaggia per oltre un cinquantennio di produzione, costellato da quei successi di critica che il riserbo dell’Arnaldo ha sempre curato di ostentare e che è sembrato al suo autore mettere in debita evidenza.

di Michele Arcangelo  Nigro

di origine lucana, vive e lavora a Verona. Medico Patologo di formazione, ha insegnato nelle Università di Padova, Verona, Catania, Brescia e Leuven (Lovanio, Belgio). Attualmente s’interessa di Neuroestetica, pur continuando a coltivare la ricerca scientifica. A seguito del suo impegno contro la malasanità, la malagiustizia e la malapolitica, ha dovuto subire persecuzioni e discriminazioni che, tuttavia, non ne hanno fiaccato lo spirito combattivo.

L'opera di Arnaldo Ederle dal 1963 al 2018. Impressioni e riflessioni

Caratteristiche Tipografiche

Pagine 135
Formato 14x21
Rilegatura Brossura
   

Edizione Italiana

Ultima Edizione Stampa  2019
Anno 2019
ISBN 978-88-6464-284-0