Issipile Tragedia

Tra i manoscritti pindemontiani della Biblioteca Civica di Verona, giace l’autografo, finora inedito, di una tragedia incompiuta di Ippolito Pindemonte, l’Issipile. Ideata e stesa tra il 1798 e il 1800, nei tempi avversi della «gran tragedia europea», questa «tragedia tutta amor materno e figliale» – così l’autore stesso, del resto pronto a esibire nel nome arcadico, Polidete Melpomenio, la sua particolare devozione alla musa del coturno – incrementa in misura non disprezzabile un corpus tragico che, nel complesso, riesce tutt’altro che ampio. Un misurato patetismo tardo-settecentesco – o, se si preferisce, post-illuministico – sommuove le venerande spoglie del mito greco: e ritornano, variamente declinati e strettamente connessi, temi ben cari alla meditazione del poeta veronese, dal motivo antibellicista a quello dell’allattamento al seno e della ‘vera’ maternità.

di Corrado  Viola

Corrado Viola insegna Letteratura italiana presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Verona. Le sue ricerche si muovono tra il Seicento e il Novecento, ma si concentrano soprattutto sul Settecento. Ha al suo attivo volumi (edizioni e monografie di studio) su L. A. Muratori, la polemica Orsi-Bouhours, l’epistolografia, la lessicografia, e vari saggi su autori del Sette-Ottocento (Maffei, Metastasio, Alfieri, Pindemonte, Foscolo, Manzoni, ecc.).

Issipile Tragedia

Caratteristiche Tipografiche

Pagine 113
Formato 14x21
Rilegatura Cucita
   

Edizione Italiana

Ultima Edizione Stampa  
Anno 2011
ISBN 9788864641140