Il processo moltiplicatorio

La teoria del moltiplicatore è strettamente collegata all’approccio della determinazione del reddito nazionale nell’analisi keynesiana. Keynes sottolinea come, in una società che accusi disoccupazione e di manodopera e/o impianti, una spesa, pure se “improduttiva”, si rivela vantaggiosa qualora vada a diminuire o meglio ancora a colmare la disoccupazione esistente. In tale contesto, l’Autore porta alcuni esempi paradossali, le cui conclusioni vanno appunto anch’esse a “infrangere” la teoria tradizionale. Tuttavia non è Keynes a proporre per la prima volta la teoria del moltiplicatore, poiché un simile meccanismo risulta già noto da tempo ad altri Autori. In questo variegato scenario ci appare opportuno richiamare i contributi più significativi – così, tra questi ne ricordiamo alcuni. A Johansen, va il merito di aver per primo esposto il principio del moltiplicatore come meccanismo di equilibrio tra domanda e offerta globale. Mitnizki formula l’esposizione del principio del moltiplicatore applicato all’analisi multisettoriale, anticipando non solo l’apporto keynesiano, ma anche le successive elaborazioni sul problema dell’equilibrio multisettoriale. Kahn discute degli effetti che un investimento iniziale esercita sul numero di lavoratori occupati. Egli chiama relazionale il rapporto fra l’aumento dell’occupazione totale e il correlativo incremento dell’occupazione primaria. L’“originalità” keynesiana comunque permane e non è tanto da riferirsi all’esposizione del meccanismo tecnico moltiplicatorio, quanto all’aver formulato la teoria della domanda globale, individuando componenti autonome e indotte. Da questa distinzione scaturiscono i teoremi più significativi della teoria economica moderna. Qui, dopo aver ricordato alcuni dei più ricorrenti tipi di moltiplicatore, passiamo ad illustrarne la portata, ricorrendo ad alcune esemplificazioni sia riferite al mercato chiuso che al mercato aperto. Avvertiamo che i dati dei vari problemi, da intendersi in euro, sono meramente simbolici, dal momento che ad essi si richiede solo un “compito” illustrativo, didattico, non dunque di rappresentare un reale impatto economico. Inoltre ogni problema riportato può essere ulteriormente complicato in base alla “struttura” stessa delle variabili che si preferisce adottare in sostituzione a quelle proposte o “personalizzato” secondo la propria inventiva.

di Cristina  Nardi Spiller

Docente di Macroeconomia e di Economia dei Beni Culturali, presso la Facoltà di Economia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere, Università di Verona. I suoi studi vertono principalmente sui problemi di carattere monetario-finanziario e sul pensiero economico di studiosi italiani, in particolare del XVIII e del XX secolo. Ha peraltro analizzato aspetti dell’economia dell’arte, dell’occupazione femminile, della realtà regionale e ambientale. Ha pubblicato numerosi saggi su prestigiose riviste e vari volumi.

di Mikael  De Gasperi

Mikael De Gasperi si è laureato in Economia Politica, presso la Facoltà di Economia di Verona, svolgendo una tesi in Analisi Economica dal titolo New Economy, finanziarizzazione e capitale umano.

Il processo moltiplicatorio

Caratteristiche Tipografiche

Pagine 64
Formato 16x23
Rilegatura Cucita
   

Edizione Italiana

Ultima Edizione Stampa  2005
Anno 2005
ISBN 88-89480-11-4