Saggi Inventati

Questa raccolta di saggi si stacca da tutte le raccolte di saggi in circolazione, per una dedizione rara, che sfugge del tutto al pensiero universitoide: «se il pedante universitoide mira sempre al sapere=potere, questo libro è all’altro capo di tutto ciò: il volo del pensiero=gioco, che si industria con i concetti, con gli pseudoconcetti, con le trovate del cuore e quelle dell’immaginario, oppure con le nuvole» (Gianni Celati). È un pensiero che si aziona all’istante, non appena è toccato da immagini che lo elettrizzano: paesaggi, situazioni, figure e personaggi di libri o di film, allegorie, metafore. De Vivo scrive di letteratura, dei suoi temi e dei suoi fantastici maestri (“Saggi Inventati”, appunto), come i santi che tengono in mano un cuore palpitante; scrive con il cuore in mano, anzi con il kindé in mano, come direbbero i Dogon. E il kindé, vera sede di tutte le passioni, è qualcosa di più del cuore, è cuore e fegato insieme. Dal cuore nasce adesione, dal fegato nasce rifiuto: e così in questi saggi si alternano sorprendentemente visioni esaltanti e malinconiche, toni delicati e gravi, limpide descrizioni e analisi acute. Nella lettera che apre il volume, Massimo Rizzante scrive: «Caro Enrico, […] per me sei riuscito a mescolare i tuoi maestri partenopei, tutti i tuoi maestri, da Leopardi (partenopeo doc) a Basile, da Vico a De Simone, dagli artisti imbroglioni ai tuoi alunni svegli e cerimoniosi, con la critica del presente, di questo nostro presente castrato, senza padri, senza eredi e senza neppure quei perdigiorno sognatori e pieni di umori, di cui sento tanto la mancanza. […] Tu, con i tuoi saggi, sei entrato nella Grande Compagnia degli Umili che si danno la mano nel corso dei secoli e che ogni anno si ritrovano in un giardino di ginestre, sotto il Vesuvio, ad aspettare che il Gobbo Divino assegni a ciascuno una parte nella commedia».

di Enrico  De Vivo

Enrico De Vivo (Nocera Inferiore, 1963) ha pubblicato nel 1999 Racconti impensati di ragazzini (Feltrinelli) e nel 2004 ha curato l’antologia Il fior fiore di Zibaldoni e altre meraviglie (Edit Santoro). Nel 2001 ha ideato la rivista letteraria Zibaldoni e altre meraviglie (www.zibaldoni.it), che dirige tuttora. Vive e lavora ad Angri, in provincia di Salerno.

contributi di Massimo  Rizzante

Massimo Rizzante (San Donà di Piave, 1963) è poeta, saggista, prosatore e traduttore.
Ha studiato a Urbino, Leuven, Nijmegen, Klagenfurt, Paris, Granada, Tokyo. Dal 1992 al 1997 ha fatto parte del «Seminario sul Romanzo Europeo» diretto da Milan Kundera a Parigi. Dal 2011 al 2013 ha insegnato Lingua e Letteratura Italiana presso la Tokyo University of Foreign Studies (Giappone). Attualmente insegna Letteratura Italiana Contemporanea e Letterature Comparate presso l'Università di Trento, dove dal 2006 dirige il Seminario Internazionale sul Romanzo (SIR).

prefazione di Alessandro  Carrera

Alessandro Carrera è professore di letteratura italiana e comparata alla University of Houston, in Texas. Recentemente ha pubblicato L’America al bivio della democrazia (Vertigo 2008), il romanzo Skyline (Manni 2009), i racconti Librofilia (Cairo 2010) e i saggi La consistenza della luce. Il pensiero della natura da Goethe a Calvino (Feltrinelli 2010), La distanza del cielo. Leopardi e lo spazio dell’ispirazione (Medusa 2011) e La voce di Bob Dylan. Una spiegazione dell’America (seconda edizione, Feltrinelli 2011). Ha curato Italian Critical Theory, n. 29 della rivista «Annali d’Italianistica», pubblicata alla University of North Carolina, Chapel Hill (2011). Dal 2005 scrive corrispondenze dall’America per il quotidiano «Europa».

Saggi Inventati

Caratteristiche Tipografiche

Pagine 170
Formato 16x23
Rilegatura Cucita
   

Edizione Italiana

Ultima Edizione Stampa  2013
Anno 2013
ISBN 9788864642130