Gli ospiti di Resia

Nel 1827, a Udine, l’ormai quarantaduenne Reimondo Cortelazis si univa in matrimonio con la ventiduenne Teresa Vorajo. Benchè gli sposi non appartenessero al gotha dell’aristocrazia friulana – il Cortelazis era anzi di famiglia borghese per quanto influente e facoltosa – gli sponsali destarono una competente mobilitazione locale, che fece gemere i torchi non solo nel capoluogo friulano ma anche nella Dominante, sia pure coinvolgendo nomi di fievolissima o nulla rinomanza letteraria. In aggiunta ai soliti versi epitalamici, gli sposi si videro altresì dedicare un nuptiale in prosa di genere inconsueto. Si trattava di un “romanzetto” epistolare, pubblicato dapprima sotto l’anodino titolo di Lettere inedite, e subito ristampato con addizioni come Gli ospiti di Resia. Ne era autore l’abate Pietro Domenico Viviani noto con il nom de plume di Quirico.

di Quirico  Viviani

Quirico Viviani (Soligo 1780-Padova 1835): letterato, scrittore, poligrafo e traduttore discepolo di Melchiorre Cesarotti.

a cura di Corrado  Viola

Corrado Viola insegna Letteratura italiana presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Verona. Le sue ricerche si muovono tra il Seicento e il Novecento, ma si concentrano soprattutto sul Settecento. Ha al suo attivo volumi (edizioni e monografie di studio) su L. A. Muratori, la polemica Orsi-Bouhours, l’epistolografia, la lessicografia, e vari saggi su autori del Sette-Ottocento (Maffei, Metastasio, Alfieri, Pindemonte, Foscolo, Manzoni, ecc.).

Gli ospiti di Resia

Caratteristiche Tipografiche

Pagine 146
Formato 16x22
Rilegatura Brossura
   

Edizione Italiana

Ultima Edizione Stampa  2015
Anno 2015
ISBN 9788864643168