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    ‘Na olta col core

    7,60

    di Orio Grazia

    Che bei tempi quando chi tentava di parlare in italiano era considerato uno spaccone! […] Il dialetto è come una mamma: sia nelle poesie della presente raccolta sia in alcuni detti […] la migliore traduzione in italiano risulta sempre meno sintetica, più abbondante di vocaboli e meno specifica nel senso. […] “Te gheto insegnà?” (hai fatto il segno della croce?) tradotto in italiano fa pensare al semplice segno della croce, mentre la profondità del dialetto rimanda ad una sorta di “auto insegnamento”, ovvero di una riconferma nella fede incoraggiata da un’entità superiore, più antica e più sacra.

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    100 frammenti quotidiani su mia Madre

    11,80

    di Stella Cernecca

    Questa poesia fotografa uno stile di vita proprio della generazione precedente a quella dell’autrice. Sua madre è passata da un lavoro nei campi della primissima giovinezza, in Istria, ad una vita urbana accelerata dal doppio ruolo di madre di famiglia e di lavoratrice fuori casa. È stata la prima generazione a beneficiare, dagli anni Sessanta, della lavatrice, del frigorifero, della televisione. I valori espressi in questa raccolta rimandano ad una vita fondata sul senso del dovere e alla fedeltà verso un tipo di famiglia tradizionale, da cui trarre nutrimenti affettivi, una vita lontana dai movimenti femministi degli anni Settanta.

     

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    Frastagliato

    9,50

    di Mariano Menegotti

    M. Menegotti, poeta veronese, chiede a ciascuno di noi, suoi lettori, come stanno veramente le cose, come fosse ormai consunto il tempo del fingere. Le domande poste servono a recuperare la sacralità della vita, senza sperperarla nei ritmi, nei tempi, nelle risorse.

    Stella Cernecca

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    Gli occhi di Nausicaa

    7,60

    di Marina Cherubini

    “Gli occhi di Nausicaa” sono espressione di uno sguardo che nasce oggi ma si ispira a una fonte mitica, arcaica, come da sempre la poesia nel suo essere lirica. I temi che la muovono sono temi classici dell’uomo in quanto tale ed è proprio questa natura che soffre, che ama, che ricorda e che desidera, ad avere la capacità di legare fra loro tempi così distanti, ma così umani.

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    Versi

    16,00

    di Massimo Spiritini

    a cura di Mirella Spiritini Massari

    Massimo Spiritini pubblicò in vita molte opere, fra cui soprattutto traduzioni dalle più varie lingue. Egli teneva moltissimo ai “Poeti del mondo”, integrati poi da “Panorama della poesia mondiale”. Il presente volume raccoglie una scelta di testi divisi in sezioni, che corrispondono alle raccolte di cui portano il titolo. Alcune liriche risultano ripetute nei vari volumi, evidentemente perché ritenute dall’autore più valide. Sono qui conservate nella posizione cronologicamente corretta, perché si collochino nella temperie spirituale in cui presero vita.
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    Poeti del mondo

    52,00

    di Massimo Spiritini

    Introduzione di Mirella Spiritini

    “Massimo Spiritini tra le tante opere pubblicate teneva moltissimo alle traduzioni, come Poeti di Francia, Poeti stranieri, Poeti del mondo e Panorama della poesia mondiale. Discutevo molto con mio padre, perché io davo la preferenza ai suoi libri di poesie; infatti Versi è il titolo che ho scelto per una raccolta di sue poesie pubblicata nel 2010.

    Affrontare la pubblicazione di una delle sue opere di traduttore mi pone anche innanzi un problema di scelta. Poeti del mondo esce nel 1939 come dimostra il contratto stipulato con la Garzanti. Dalle mie ricerche non risulta che ne sia rimasta copia, nè alla Nazionale di Firenze, nè in altre prestigiose biblioteche e neppure a Verona. Io lo ricordo bene quel libro: la copertina nella quale il cartone era foderato da una stoffa sottile color rosso scuro. Anche nella nostra casa, centrata da un aereo americano colpito dalla contraerea, quell’edizione è sparita. Tuttora si trova facilmente la ristampa del 1945, decisa dalla Garzanti, forse pensando ad una possibilità di successo, dato il momento favorevole per uno slancio verso una cultura libera ed aperta al mondo. Il mio papà ricevette le copie della seconda edizione, ma certo non andò a Milano; durante quella primavera era impegnato con capomastri e muratori a salvare quel che era rimasto della casa di Castelvecchio. Aveva dunque in testa altro che la poesia.

    L’edizione del 1945 fece il suo corso, ma lo Spiritini, sistemate le faccende di famiglia, tornò a lavorare; nacque così il Panorama della poesia mondiale, edito da Bocca nel 1951. Questa raccolta contiene alcune delle liriche già pubblicate dalla Garzanti ed altre nuove, che erano rimaste nel cassetto. Quindi io mi trovavo di fronte ad un bivio: riprendere con copia anastatica il più noto Poeti del mondo, o privilegiare il volume del 1951 della casa editrice Fratelli Bocca.

    Ho scelto Poeti del mondo e me ne assumo tutta la responsabilità. L’edizione del 1939 è interessante anche per una caratteristica del contratto: la firma dallo Spiritini è posta al seguito di questa frase: “L’autore dichiara di non essere di razza ebraica.”

    Ancora: i nomi di battesimo dei poeti dovevano, ove possibile, essere tradotti in italiano. L’autore dovette subire poi un’altra costrizione: i testi poetici erano divisi in capitoli, uno per ogni lingua e sicuramente il traduttore aveva iniziato con i poeti francesi, seguiti dai belgi, dai tedeschi e dagli inglesi. L’editore volle dare la precedenza ai poeti tedeschi e nel 1945 non ripristinò l’ordine preferito dall’autore. Che il Massimo volesse partire dai poeti francesi è provato dal lavoro successivo Panorama della poesia mondiale: qui troviamo al primo posto i francesi ed i nomi di battesimo nelle lingue originali”

    (Dall’introduzione di Mirella Spiritini Massari)

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    Sebastian

    7,90

    di Gabriele Fedrigo

    Il sole di nuovo.
    La luna di nuovo.
    Fuori a Spoon River
    sono ancora baci
    mentre nel fuoco
    brilla la mia testa.
    Fra luce ardente
    si scioglie
    il piacere e il dolore,
    e un triste ricordo.
    Era ancora di ieri
    il nostro muto stare
    fra gli oleandri e i noccioli verdi.
    E lontano il cumulo di tempo,
    le ossa calde
    dietro il biancospino
    e il ciliegio in fiore.

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    Il sapore del mango / El sabor del mango

    11,50
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    Un padre

    11,40

    di Andrea Bazzani

    Un padre di Andrea Bazzani inaugura la collana di poesia Poetica Opera Prima, pubblicata da QuiEdit. La collana è riservata a opere di autrici e autori alla loro prima
    pubblicazione.
    Gli esordi in poesia sono un’uscita all’aperto di primo mattino dopo una notte in cui i sogni hanno agito su di noi come un risveglio. Come un impercettibile movimento, un esordio dà il via a qualcosa che, pur nella sua evidenza, a lungo resterà da decifrare. Sempre in viaggio dentro alle condizioni dell’esistere c’è un padre, c’è la legge, c’è la parola. Accanto c’è la linea materna. E un libro prende corpo nel suo umanissimo impulso creativo. Come un sì. Come un no. Come un eccomi qui, ci sono!

    La curatrice della collana
    Ida Travi

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    Natura mia

    12,30

    di Andrea Bazzani

    Natura mia di Andrea Bazzani si muove sul crinale d’un difficile rapporto tra l’umana natura interiore e la natura che si stende là fuori nel silenzio dei muri, tra i sassi, nel crepitare degli sterpi. Forse verso un’ecologia dei sentimenti, forse ancora più in là, sulla via del ritorno a casa, col vento che corre impaziente tra i rami.

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    Un giaciglio per l’anima

    13,30

    di Orio Grazia

    Illustrazioni di Luciana Soriato

    Dialogare con la propria anima si rivela un percorso tormentoso, lastricato di tante incertezze e illuminato da sporadici sprazzi di luce. Nella tensione che sgomenta, si va allestendo una galleria di quadretti che la quotidianità ispira e la mente fatica a tradurre in linguaggio. Tardano a comporsi le risposte, persino insperate su argomenti così profondi…

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    Anche se lontani, amore

    12,30

    di Lulù Leblanche

    ESSENZA DEL VIVERE

    Lascia andare
    lasciati volteggiare
    godi del cielo
    dei gabbiani in volo
    godi dei frutti della terra,
    annusa il profumo dei gigli
    senti il sapore di queste
    bacche di felicità
    immergiti tra le onde
    come carezze che ti cullano,
    essenza del vivere
    in sintonia
    col battito del tempo

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    Dichiarazione di pace

    9,50

    Raccolta di Poesie

    di Orio Grazia

    Il rincorrere degli eventi nella poesia di Orio Grazia è un con tinuo gioco di carte, una mano dopo l’altra. Scorrono fra le dita i fiori, i quadri, le picche e i cuori. Un gioco da ragazzi riconoscere i cuori lanciati sul tavolo, maggior abilità richiede trovare quadri e fiori, mentre le picche sono tesoro nascosto nella testa dello scrittore. Una zona d’ombra intrigante quella delle picche perché la poe – sia, più di altre forme, tradisce il pensiero, lo tradisce nel senso che lo rivela senza freni: è l’Uomo libero dal sé, l’Uomo che trova un luogo dove essere compreso appieno. È là, in quel luogo, che Orio Grazia con la sua Poesia ci aspetta.

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