Michele Arcangelo Nigro

Michele A. Nigro, di origine lucana, vive e lavora a Verona. Medico Patologo di formazione, ha insegnato nelle Università di Padova, Verona, Catania, Brescia e Leuven (Lovanio, Belgio). Attualmente s’interessa di Neuroestetica, pur continuando a coltivare la ricerca scientifica. A seguito del suo impegno contro la mafia, la malasanità, la malagiustizia e la malapolitica, ha dovuto subire persecuzioni e discriminazioni che, tuttavia, non ne hanno fiaccato lo spirito combattivo e l’impegno civico.
Di lui o con lui hanno scritto o corrisposto in ordine alfabetico: Vincenzo Bilardello (storico dell’arte), Franco Cardini (sotrico), Maurizio Damiano (egittologo), Sergio Doplicher (matematico e fisico), Alberto Franceschini
(astrofisico), Giorgio Linguaglossa (poeta), Pietro Cesare Marani (storico dell’arte), Enrico Mattioda (italianista rinascimentale), Paolo Ruffilli (poeta), Joseph Sievers (linguista e storico del periodo ellenistico), Claudio Strinati (storico dell’arte). Attualmente s’interessa di Neuroestetica, critica letteraria e ricerca storico artistica in ambito rinascimentale.

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    L’opera di Arnaldo Ederle dal 1963 al 2018 di Michele Arcangelo Nigro - Quella di Arnaldo Ederle, recentemente scomparso, è stata certamente una della voci più coerenti e profonde della poesia italiana, come fatto rilevare da alcuni dei suoi più illustri amici e colleghi, che ne hanno, nel corso degli anni e con un’attenzione che mai è venuta meno, presentato e commentato l’opera. 
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    L’opera di Arnaldo Ederle dal 1963 al 2018

    di Michele Arcangelo Nigro

    Quella di Arnaldo Ederle, recentemente scomparso, è stata certamente una della voci più coerenti e profonde della poesia italiana, come fatto rilevare da alcuni dei suoi più illustri amici e colleghi, che ne hanno, nel corso degli anni e con un’attenzione che mai è venuta meno, presentato e commentato l’opera.

    Dagli esordi “sperimentali” degli anni ’60 del secolo scorso egli è venuto affrancandosi con consapevole celerità, approdando a una visione del comporre ispirata a un solidale, generoso umanesimo e, insieme, a una visione dell’arte — in lui favorita dagli studi musicali — per molti versi precorritrice di quel ritorno, per così dire, “al classico” che i maggiori tra gli studiosi di linguaggi e di estetica (da Chomsky al nostro Ferraris) registrano con attenta sensibilità.

    Nel presente contributo si viaggia per oltre un cinquantennio di produzione, costellato da quei successi di critica che il riserbo dell’Arnaldo ha sempre curato di ostentare e che è sembrato al suo autore mettere in debita evidenza.

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    La poesia nei fratelli Doplicher di Michele Arcangelo Nigro
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    La poesia dei fratelli Doplicher

    di Michele Arcangelo Nigro

    2020. La covid-19 tiene l’umanità in scacco. Manifestazioni di angoscia per un incertissimo futuro, di abnegazione, d’irrazionale incoscienza comportamentale si alternano ai moti di protesta di chi ha perso i propri mezzi di sussistenza e alla paranoia dei vari terrapiattisti, negazionisti, complottisti. Tutto fermo, esclusi i reparti anti-covid. Liste d’attesa interminabili nella sanità del territorio e negli ospedali pubblici: non si fanno che interventi in stato d’emergenza. L’organismo di Pazienti oncologici o portatori di altre malattie a grande diffusione (a centinaia di migliaia) non accedono ai controlli o alle cure e, senza rendersene conto, muoiono, giorno per giorno, per metastasi ancora silenti, per restringimenti arteriosi irreversibili, per diabeti non diagnosticati e mal curati. Solo i sanitari dei reparti di terapia intensiva o sub-intensiva lavorano a pieno ritmo. Per contro — e, certo, non eroicamente — è ferma la pubblica
    amministrazione in settori chiave, come gli uffici giudiziari. Una vera, irresponsabile “Narrrenschiff ”.
    In questo clima da tregenda e di tragedia esce, per i tipi di Quiedit, Verona, un mio volumetto, dal titolo: Prose ritmate: scienza, etica e versi: forte richiamo alla ragione, alla morale e al senso civico. Ne mando una copia al poeta Paolo Ruffilli, che conosco da non molto, ma che è persona civile, nel senso più ampio e autentico del termine (mi onora la sua amicizia). Ne ricevo un riscontro positivo, insieme all’invito a far conoscere ad altri lo scritto. Fra questi è Sergio Doplicher, matematico e fisico, Professore Emerito di Analisi funzionale e Fisica teorica, nonché di Meccanica quantistica, a Roma “La Sapienza”, che replica al plico contenente il mio libro con l’invio di tre volumi: uno, redatto insieme a Fausta Ferro-Luzzi, di argomento iconologico (Il ‘De Rerum Natura’ di Giorgione, Il Teatro di Giovanni Bellini, Lo sguardo della Gioconda. ARAC-6 NE. Roma 2011), uno di (semi)divulgazione della fisica dei quanti e di riflessioni filosofiche sui concetti di razionalità e di cultura (Mondo quantistico e Umanesimo. Carocci editore. Roma. 2018) e uno di poesie (Porte per ba. Edizioni Sinestesie. Avellino. 2020),
    pubblicato con lo pseudonimo di Sergio Doraldi.
    Mi era noto un altro Doplicher, Fabio: poeta, drammaturgo, autore di scritti critici e notevole promotore culturale, da non molto scomparso. Chiedo allo scienziato se si tratti di un suo congiunto. “Era mio fratello” mi risponde. Ne avevo, a suo tempo, letto (e stampati da Internet) alcuni componimenti, oltre alla silloge Poesie di Roma, ritrovandovi una parte significativa della mia vita trascorsa in riva al Tevere.

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    Prose ritmate di Michele Arcangelo Nigro
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    Prose Ritmate. Scienza, etica e versi

    di Michele Arcangelo Nigro

    Le stelle evolvono
    e la materia e i campi sono lì,
    con l’esplosione delle supernove,
    ad indicarci che quei raggi cosmici
    ed i neutrini e i raggi gamma, insieme
    ai gravitoni, possono aiutarci
    a intendere le “vie del firmamento”:
    dalle fonti di tali emanazioni
    fino alla nostra amata, cara Terra

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