Giangranco Amato

Gianfranco Amato ha insegnato Sociologia dell’arte e della cultura, presso l’Università di Parma e di Verona, nell’ambito del Corso di Laurea in Beni Culturali – Dipartimento Culture e Civiltà. Tiene, inoltre, corsi di Filosofia e di Estetica presso l’Università delle Liberetà del F.V.G.
Tra le sue pubblicazioni vanno annoverate: Woody Allen – Lo specchio e la maschera (Casa Editrice Mazziana); Il destino della differenza in La materia del sogno: Introduzione all’analisi del film (Grafica Cierre); Ineffabile immagine in Identità e narrazione (a cura di Alessandro Bosi – Unicopli); Nelle forme del Tempo – Tempo e racconto nel testo filmico (QuiEdit); Il realismo della finzione – Da Hopper a Hitchcock (QuiEdit); Il sogno della ragione. Piccoli passi nel Surrealismo (QuiEdit).

Direttore del Centro Studi della FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani).

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    Il realismo della finzione di Gianfranco Amato - Attraverso l’analisi di alcune opere di Edward Hopper e di una straordinaria pellicola di Alfred Hitchcock, il testo si propone di individuare le vie di fuga del Realismo e i sentieri di accesso al terreno della Finzione.
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    Il realismo della finzione

    di Gianfranco Amato

    Tra Realtà e Finzione corrono fili spesso invisibili, legami talvolta inattesi, ma disponibili a costruire un rapporto dialettico intenso e tenace.
    Attraverso l’analisi di alcune opere di Edward Hopper e di una straordinaria pellicola di Alfred Hitchcock, il testo si propone di individuare le vie di fuga del Realismo e i sentieri di accesso al terreno della Finzione.
    Il rapido richiamo a Magritte e a Rossellini diviene utile per sostenere la tesi centrale di questa indagine, intesa a raccogliere le manifestazioni visibili di un’Idea altrimenti riposta nelle pieghe del Tempo

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    Il sogno della ragione di Gianfranco Amato - L’osservazione del Mondo deve prendere atto che esiste una realtà in se’, indipendentemente dai nostri schemi concettuali? Oppure, al di fuori delle categorie interpretative, nulla possiede significato e senso? Prevale il Realismo o l’Interpretazione?
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    Il sogno della ragione

    di Gianfranco Amato

    L’osservazione del Mondo deve prendere atto che esiste una realtà in se’, indipendentemente dai nostri schemi concettuali? Oppure, al di fuori delle categorie interpretative, nulla possiede significato e senso? Prevale il Realismo o l’Interpretazione?
    Questo il tema della prima parte del libro, il quale procede, poi, nell’esame della corrente del Surrealismo, affrontando alcune sequenze del cinema di Luis Bunuel, come esempi di una lettura diversa della realtà. Un rapido richiamo a Dalì e a Magritte porta a compimento il pensiero critico che attraversa questa indagine.

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    La linea sottile del tragico di Gianfranco Amato - Oggi più che mai il conflitto fra economia e salute ci costringe a farci delle domande, che sembrano nuove, sollevate dalla pandemia di questi anni, ma sono invece domande antiche.
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    La linea sottile del tragico

    di Gianfranco Amato

    “Difficile pensare che vi sia qualcosa di più attuale del conflitto tra la “necessità” della Salute e le “esigenze” dell’Economia. Questo confronto occupa la scena dei nostri giorni fin dall’inizio di un evento tragico e inatteso, che ha allungato la sua ombra sull’Italia e sul mondo.
    Ma la dimensione del conflitto affonda le radici in un tempo immemore, prima del più lontano passato, con modalità diverse e diverse sembianze, altri temi ed altri “ soggetti”, tuttavia conservando le medesime forme .
    Il libro intende annodare i fili, spesso invisibili, che hanno tessuto la trama dove la civiltà occidentale ha vissuto senza tregua le sue contraddizioni.

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    Nelle forme del tempo di Gianfranco Amato - Il testo trae origine dalla messa a fuoco della relazione che intercorre tra il tempo e il cinema, tenendo conto che le condizioni della Postmodernità hanno modificato, tra l’altro, la percezione delle diverse forme del tempo stesso.
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    Nelle forme del tempo

    di Gianfranco Amato

    Il testo trae origine dalla messa a fuoco della relazione che intercorre tra il tempo e il cinema, tenendo conto che le condizioni della Postmodernità hanno modificato, tra l’altro, la percezione delle diverse forme del tempo stesso.
    Dopo aver affrontato, per rapide sintesi, l’evoluzione che le parole utili a tale indagine hanno attraversato nella storia, il lavoro entra nell’analisi di cinque pellicole, tra loro diverse per genere e cronologia, cercando di mostrare come si manifestano, nel testo filmico, le tre grandi forme che il tempo può assumere. Alla fine una breve “appendice” richiama alcune opere pittoriche, tra le molte che hanno attraversato la lunga stagione delle Avanguardie, nella quale il sentimento del tempo ha disteso la propria influenza.

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