| Peso | 0,2 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 20,5 × 14,5 × 0,5 cm |
| Rilegatura | brossura |
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| Pagine | 74 |
| ISBN | 9788864645643 |
Breve saggio sulla visione dell’Arte
di Francesco Giostrelli
Il saggio parte dalla considerazione che l’arte non può narrarsi, quindi trattasi di storia della visione interpretativa.
Un racconto che mette in evidenza le qualità grafico-plastiche della rappresentazione che si reggono sulla internazionalità progettuale e sulla creatività operativa.
Pertanto la rappresentazione artisticamente valida è il risultato di un’abilità esecutiva e di una capacità interpretativa che danno visibilità a tre ordini di riferimento
fondamentali: la narrazione, la descrizione e la documentazione (un surrogato della realtà, espressione dei mezzi di comunicazione di massa).
Una condizione resa possibile grazie all’acquisizione dell’armonia, un patrimonio qualitativo comune sia all’autore che all’osservatore e capace di favorire la fruizione
dell’opera. Con la comparsa dell’Astrattismo, il referente, inteso come realtà da interpretare, che aveva ragione di essere nei tre ordini sopra-esposti, venne sostituito
da un immaginario interiore e intuitivo privo di forma che si reggeva sul solo dato armonico.
Frattanto, nel tentativo di spostare in avanti i limiti di una ricerca sempre più radicale, sorse in seno all’arte astratta una rivolta contro ogni intenzionalità progettuale
a favore di una casualità inconscia quanto selvaggia che prese il nome di “Action-painting” dal luogo di provenienza. Essa abolì ogni ricerca formale e conquista
armonica, punto ineludibile di riferimento di tutta l’arte passata e presente e istituì come prassi creativa l’incompetenza e l’arbitrio conferendo al caos un credito
pseudo culturale, come se il disordine appartenesse alla vera arte.






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