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    Perfettamente imperfetta

    13,00

    di Claudia Campus

    Struggente testimonianza di una membro della ‘comunità’ dei bambini farfalla.

    Sono nata il 24 Maggio 1983 a Berchidda, un paesino al nord della Sardegna. Claudia è il mio nome, ‘Epidermolisi Bollosa’ è il nome di una malattia crudele della pelle che mi fa compagnia da quando sono nata.

    Da un paio di anni, purtroppo, è venuto a mancare anche mio padre che era il mio aiuto, il mio punto di riferimento, il mio tutto. Per lungo tempo mi sentivo triste e sola. Il Natale scorso, senza mio padre, mi è venuta una ispirazione e ho deciso di raccontare la mia vita.

    Il mio motto è: una vita mi è stata data, questa. Io cerco di viverla ogni giorno nel miglior modo possibile. A causa della malattia io non ho le unghie: allora io le disegno mettendo lo smalto nelle dita del piede, così da non sembrare troppo diversa dagli altri, e dare un po’ di colore a questa vita. Avrete notato che ho scritto ‘del piede’: ebbene sì, a causa di un carcinoma ho subito anche l’amputazione di un piede.

    Questo libro vorrebbe essere un messaggio ai giovani e un aiuto di speranza alle persone fragili che si perdono nelle difficoltà e nei labirinti della vita. Vorrei dire ai giovani e a tutti di essere sempre sé stessi, di lottare e superare i momenti in cui si sentono diversi da quello che impone la società. Innanzitutto dobbiamo piacere a noi stessi. So e sento che è bello amare la vita nella sua semplicità e avversità; è bello non sentirsi mai inferiori a nessuno, perché ognuno di noi vale tanto.

    Nonostante tutto sono fiduciosa e penso che per me qualcosa di bello deve ancora arrivare.

    Intervista di Eleonora Daniele a Claudia Campus a Storie Italiane, RAI 1.

     

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    Prima che accada

    12,00

    Di Eva Impellizeri

    Questa è una storia di salvezza, dopo abusi fisici e psicologici che ho vissuto da ragazza.

    La storia di un amore malato e malsa­no, che ha rischiato di uccidermi.

    Mi sono salvata da un uomo posses­sivo, geloso e violento, ho trovato il modo di allontanarmi da lui e riprendere in mano la mia vita, anche grazie all’aiuto di persone che voglio chiamare angeli, per avermi aiutata senza conoscermi. Questo libro si è trasformato in un viaggio tra ricordi carichi di dolore e sofferenza, un cammino triste ma necessario, che mi ha insegnato ancora una volta il valore della libertà, dell’autostima e del rispetto verso me stessa.

    Con coraggio ho superato la vergogna ed ho trovato la forza di parlarne, con la sincera speranza che possa aiutare chi si trova stritolato da un amore tormentato e pericoloso, perché possa raccogliere le forze per fuggire e salvarsi. Un libro carico di angoscia, ma dal finale dolce, ed è per questo che lo dedico a tutte le donne che non ce l’hanno fatta.

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    Arrivederci in Paradiso

    25,00

    a cura di Francesco Mercanti

    Non importa da quale parete si sale la montagna. È vero che vi sono vie più difficili ed altre più accessibili, ma l’importante è salire, l’essenziale è giungere alla meta, alla vetta dove rifulge una Croce, dove si incontra una persona: Gesù Cristo. L’importante è salire assieme, in cordata, nella fiducia che chi ci guida conosce la via da

    percorrere, l’ha già sperimentata nella sua vita.

    Cerchiamo di essere docili all’azione dello Spirito Santo: Dio si serve di persone per farci camminare. Il cristiano non è uno scalatore in solitaria.

    “Io sono la via, la verità e la vita” dice Gesù. Gli uomini passano, Dio resta … lui è la nostra strada.

    Prima ancora di venir chiamati “cristiani” i credenti in Gesù si definivano “quelli della via, del cammino”. Buon cammino a tutti, grazie del tratto di strada percorso insieme, grazie della vostra amabilità e disponibilità. Dio non si lascia vincere in generosità e vi ricompenserà abbondantemente.

    Arrivederci in Paradiso, sulla vetta della Santa Montagna! Spero che quel giorno ci ritroveremo tutti e che nessuno vorrà mancare all’appuntamento di festa grande.

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    Pensare con la matita – L’impatto dell’esperienza del Lager sullo stile grafico di Giovanni Guareschi

    14,00

    di Gloria Mariotti

    Cosa poteva pensare Giovannino Guareschi quando disegnava? Quanto l’internamento nei Lager può aver inciso su questo pensare? Partendo da uno spaccato biografico, ora divertente ora commovente grazie alle parole dello stesso Guareschi, con il sostegno del figlio Alberto ci addentriamo nell’ambito prettamente grafico, osservando e analizzando disegni e vignette originali dell’Archivio Guareschi. Approfondendo un aspetto sinora inesplorato e tentando di entrare in empatia con Giovannino, il libro vuole apportare un piccolo contributo alla conoscenza di questo splendido personaggio e cercare di rendergli un affettuoso omaggio.

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    Sulle note di un violino

    20,00

    di Sonia Elisa Pasini

    Nel Polesine di fine Ottocento, dove i confini fra terra e acqua non danno certezze, nasce Bismarck Mantovani. Il giovane è destinato all’agricoltura come suo padre e i suoi fratelli, ma l’intuito di un umile maestro gli pone tra le mani un violino che lo porterà tra i velluti d’Europa e del mondo.

    Il dono di un antico, prezioso Testori da parte di una nobildonna sembra dischiudergli anche le porte dell’amore.

    Sullo sfondo di un secolo che estingue le convenzioni del passato con le conquiste del progresso, Bismarck asseconda il suo destino.

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    Uomo a terra!

    15,50

    di Federico Lunardi

    L’autore cerca di portare il lettore sulla sabbia afghana, tra nugoli di bambini, uomini con lunghe barbe e donne completamente coperte fino a quando una deflagrazione cancella tutto lasciando per terra un soldato italiano. Nove di loro raccontano come la propria vita è cambiata in un istante. Dieci anni di missione militare con la quale siamo e saremo chiamati tutti a confrontarci. Immagine di copertina: Alessandra Bessone. Immagine di quarta: Stefano Chiapperini.

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    NEI GIORNI DI SISSI – Sogni di primavera

    19,50

    di Annalisa Santi

    Nel Lombardo Veneto si combatte per l’indipendenza dall’Austria: una maestra ed un pittore lottano sulle barricate di una Brescia in rivolta. Per l’Italia unita però è ancora troppo

    presto e il trionfo di Radetzky tiene in vita i sogni dell’Impero, sul cui trono sale il giovane Francesco Giuseppe. La storia ha in serbo molti colpi di scena, a partire dalla futura

    Imperatrice scelta come sposa: è l’inquieta Elisabetta, che viene preferita alla sorella Elena.

    Dalla Baviera, a cui è molto legata, Sissi giunge alla rigida corte di Vienna, travolgendola ben presto con il suo impeto e il suo anticonformismo.

    Imprevedibile come il vento di primavera passerà tra fasti e sofferenze, alla costante ricerca della sua identità di donna, divisa tra vita pubblica e privata. Un romanzo

    con al centro le emozioni e il loro ruolo di spinta propulsiva al cambiamento: è proprio la capacità di ascoltarle che svela tutta la straordinaria attualità di Sissi.

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    Cattive comunioni, buone divisioni

    18,00

    di Lorenzo Dani

    Raccolta dei miei interventi dal 1975 al 2022 sull’esperienza del

    Gruppo per il pluralismo e il dialogo di Verona, nato per dare

    ospitalità e sostegno a varie persone che, pur unite alla comunità

    cristiana nella fede e nell’affermazione di valori religiosi, si sono

    trovate divise nelle scelte politiche.”

    Dal 1975 ad oggi sono stato in contatto col Gruppo per il pluralismo e il dialogo di Verona. Una traccia del rapporto che ho avuto con questo gruppo è contenuta in queste note che ho steso per il Gruppo stesso o che si riferiscono ad alcune iniziative e ad alcuni argomenti che nel Gruppo sono stati discussi. Mi pare risaltino alcuni temi:

    – per potersi dire cristiani non è necessario identificarsi con le istituzioni storiche religiose e politiche, le quali possono essere fatte oggetto di analisi e di critica;

    – realmente, non solo teoricamente, anche altri possono percorrere un proprio originale percorso di fede e di impegno sociale: questo è il pluralismo;

    – si possono stimolare e sostenere le prese di posizione personali, senza deleghe, contro il tendenziale disinteresse per la vita sociale e nel rispetto della propria coscienza;

    – la fede religiosa stessa, o valori etici secolari ma altrettanto fondamentali, esigono un impegno nella vita politica, però fede e valori non devono servire per sacralizzare scelte storiche, ma come stimolo a modificare la società;

    – come condividere, idealmente e praticamente, le azioni di coloro che si dedicano alla liberazione e alla emancipazione dei poveri e degli esclusi.

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