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    “In scienza e coscienza”

    a cura di Davide Poggi

    “In scienza e coscienza”: mai come negli ultimi due anni abbiamo sentito pronunciare queste parole, da parte del personale medico-sanitario, dei rappresentanti delle istituzioni e, più in generale, di tutti coloro che si sono trovati non tanto “di fronte”, quanto piuttosto “dentro” una realtà in cui l’intrìco di variabili, che sempre caratterizza (pur inavvertitamente) il mondo della vita, è emerso in tutta la sua drammatica potenza e caoticità. Chi sceglie e agisce “in scienza e coscienza” si trova a convivere

    con l’incertezza, attuando una compenetrazione dell’aspetto teorico e di un’idea di ciò che “dovrebbe essere” perché “sarebbe bene/preferibile che fosse”, da cui una valutazione di ciò che occorre fare nel concreto.

    Scienza e coscienza dominano la riflessione filosofica, in particolare, dalla modernità ai giorni nostri, nella duplice accezione, morale e cognitiva: tanto della coscienza si è provato a fare oggetto di scienza, quanto si è avvertita l’urgenza (specialmente nel Novecento) di applicare alla scienza una riflessione etica. Questi due concetti costituiscono appunto i temi portanti del secondo volume del Centro “Ricerche di Gnoseologia e Metafisica”, “In scienza e coscienza”. Dall’età moderna alla contemporaneità, tra epistemologia ed etica, che raccoglie i contributi dei vari membri del Centro, arricchiti, in questo nuovo percorso condiviso, dalla presenza dei partecipanti al Gruppo di Studi di Filosofia della Medicina diretto dal prof. Antonio Moretto.

    18,00
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    Cuore e Mente. Sentire, motivare e pensare per diventare migliori

    di Giuliano Bergamaschi e Matteo Rampin

    In questo testo sono illustrati i sentieri educativi con cui il cuore e la mente possono sollevare l’ego umano dalla sua malattia mortale: l’egoismo. L’egoismo per la sua pretesa di “controllo-possesso-consumo” è la fonte principale della disperazione umana. Comprendere, affrontare e trasformare ogni giorno i condizionamenti dell’egoismo in nome di un “progetto di senso” è la premessa per una realizzazione vera e buona della nostra vita.

    17,00
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    Dietrich Bonhoeffer

    di Ferdinando Luigi Marcolungo

    Quando nel 1951, poco dopo il secondo conflitto mondiale, furono pubblicate da Eberhard Bethge le lettere dal carcere di Bonhoeffer nel volume dal titolo significativo di Resistenza e resa, la vasta eco che quel testo ebbe nel dibattito teologico del tempo consacrò del teologo luterano un’immagine che doveva risultare predominante nei decenni successivi: la lettura non religiosa del cristianesimo venne vista come la svolta di un pensiero che abbandonava le proprie posizioni precedenti per assumere una sorta di “ateismo cristiano” chiamato a trarre le ultime conseguenze del processo di secolarizzazione.

    10,00
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    Dimensioni del tempo nella scrittura poetica

    di Paola Polettini

    La prima parte di questo lavoro prende in esame le diverse dimensioni del tempo vissuto attraverso due testi di due diverse scrittrici: Ida Travi e Virginia Woolf. La seconda parte è relativa all’ermeneutica, e tende a ripensare una teoria dell’interpretazione alla luce delle esperienze della Psicoanalisi Interpersonale/Relazionale in quanto pratica in un ‘campo’ fenomenologico.

    12,00
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    Dimensions of Responsability – Beyond Traditional Paradigms, Toward New Challenges

    Dimensions of Responsibility
    Beyond Traditional Paradigms,
    Toward New Challenges

    20,00
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    Droga sottile (dossier per un’«etologia degli intellettuali»)

    di Gabriele Fedrigo

    Le carte del dossier Droga sottile sono tutte figlie di un eccesso cerebrale. Chi le scrive è un tossicomane di intelletto con velleità artistiche e filantropiche. Con il pretesto di voler esaudire il desiderio di Roland Barthes di scrivere un’“etologia degli intellettuali”, questo drogato di mente passa i suoi giorni a sperimentare stati diversi dell’ebbrezza. Allucinato com’è dal suo cervello, pensa che mettere il naso fuori dal dossier voglia dire sparire nella noia della pura realtà. Per questo non smette di scrivere e di pensare. Droga sottile non è forse una sua invenzione? Non è forse la sostanza intellettuale che tiene acceso il dossier e chi lo scrive?

    29,00
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    Estetica dell’esistenza e ascesi «gay»

    Appunti intorno a Michel Foucault

    di Gabriele Fedrigo

    “Il comportamento sessuale è costituito come ambito di pratica morale, nel pensiero greco, da atti di piacere (aphrodisia) che rientrano in un campo agonistico di forze difficili da padroneggiare; essi richiedono, per assumere la forma di una condotta razionalmente e moralmente accettabile, la messa in gioco di una strategia della misura e del momento, della quantità e dell’opportunità; e questa tende, come compimento ideale, a una perfetta padronanza di sé in cui il soggetto è “più forte” di se stesso fin nell’esercizio del potere che esercita sugli altri. Ora, l’esigenza di austerità implicita nella costituzione di questo soggetto padrone di sé non si presenta sotto forma di una legge universale alla quale ciascuno e tutti dovrebbero sottomettersi, ma piuttosto come un principio di stilizzazione della condotta per chi voglia dare alla propria esistenza la forma più bella e compiuta possibile.” (Michel Foucault, L’uso dei piaceri)

    19,00
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    Figure del fenomenico

    di Paola Polettini

    Questo libro espone un lavoro di epistempologia a orientamento fenomenologico. Ho ritenuto fondante nella mia riflessione critica il modo del rapporto con la natura.

    Scrivere questo libro è stata per me come una restituzione ai filosofi che hanno accolto la mia presenza e il mio pensiero.

     

     

    18,00
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    Filosofi sempre

    di Linda Napolitano Valvitara

    “Filosofi sempre” è calco semplificato di uno dei tratti da Platone ascritti al suo Eros, “filosofo per la vita intera”. Esser “filosofi sempre” significa non tanto una professionalità o uno stato, ma una postura interiore: essa media la capacità di cercare – in dialogo continuo con gli altri – e formulare argomentazioni il più possibile solide alle opinioni che si nutrono (lògos) e d’intrecciarle poi a buone narrazioni (mýthos), che plasmino le proprie emozioni e motivino il successivo agire di quanto ci si arrischi a creder vero, e buono per sé come per gli altri.

    Dalla filosofia antica – dal testo platonico soprattutto – ci giungono ‘immagini’ potenti e significative dei perduranti pericoli del non esser “filosofi sempre”: si può allora volersi sottrarre allo sguardo degli altri, tentar di farsi invisibili (come l’antico Gige o il tolkieniano Gollum), nutrendo una sostanziale e distruttiva invidia (phthònos), che mira a togliere agli altri i loro beni e a non condividere con essi i propri. Questo modo – certo inattuale e non corrente – d’intendere la filosofia, base per un vero long life learning, pare aver tuttora valore a prevenire, forse essa sola, ogni forma di autoritaria tirannide.

    18,00