Collana di filosofia etica diretta da Carlo Chiurco.

COMITATO SCIENTIFICO
Antonio Autiero , Universität Münster (etica sociale)
Giulia Battistoni, Università di Verona (etica e responsabilità)
Barbara De Mori, Università di Padova (etica della conservazione ambientale)
Roman Globokar, Univerza v Kjubljani (bioetica medica, etica assiologica)
Martin Lintner, Philosophisch-Theologische Hochschule/Studio Teologico Accademico, Brixen/Bressanone (etica animale, etica e teologia)
Francesca Marin, Università di Padova (bioetica e bioetica globale)
Luigina Mortari, Università di Verona (etica e cura)
Leopoldo Sandonà, Facoltà Teologica del Triveneto & Fondazione Lanza (bioetica)
Giovanni Scarafile, Università di Pisa (etica della comunicazione)

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    Il contagio e la cura

    16,00

    (a cura) di Carlo Chiurco

    Per superare la pandemia non dobbiamo augurarci che scompaia, bensì che si faccia endemica: non che se ne vada, ma che, assimilata – alla lettera: “resa simile a noi” –, non se ne vada più. È il modo stesso di procedere della vita. Da questo paradosso sorge una considerazione: lungi dall’identificarsi senz’altro con la salute, la vita sembra invece intrecciare con l’elemento del contagio un rapporto necessario, ineludibile. Tuttavia, se questo è vero, allora bisognerà affermare che altrettanto necessario è, per la vita, il rapporto con la cura.

    Il senso della vita, se mai ve ne è uno, sembra dunque giocarsi all’interno di questa relazione triadica tra la vita stessa, il contagio, e la cura. In effetti, molti indizi sembrerebbero andare proprio in questa direzione. Parliamo ad esempio di comunicazione “virale”, ma la comunicazione è anche un fondamentale modo di prendersi cura delle relazioni; e il virus, che ha gettato il mondo intero nella crisi, può anche generare quella spinta verso una rinnovata cura verso il pianeta capace di far finalmente germinare un futuro non soltanto nuovo, ma anche diverso.

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    Vivere l’incertezza

    20,00

    a cura di Carlo Chiurco

    Un verso famoso dell’atto V della Tempesta di Shakespeare afferma: «Siamo della materia / Di cui son fatti i sogni». La pandemia ci ha impartito numerose lezioni, ma forse la più importante è proprio questa: l’incertezza è la materia di cui sono fatte le nostre vite. La fiducia che riponiamo nel potere della razionalità calcolante, nella volontà e nella sovranità del soggetto deve (re)imparare a convivere con l’incertezza dell’esistenza. Oltre ad analizzare i vari sensi in cui si declina  l’incertezza, così come sono stati indagati e definiti dalla fisica, dalla logica, dal pensiero antico e dalla filosofia morale, il volume cerca di mostrarne l’importanza sia come virtù morale che come principio della conoscenza: una guida pratica e teorica al vivere.

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