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    Epistolari italiani del Settecento

    Repertorio bibliografico

    Secondo supplemento

    di Corrado Viola

    Come il Primo supplemento agli Epistolari italiani del Settecento. Repertorio bibliografico, anche questo Secondo supplemento esce in coincidenza con un’iniziativa congressuale, il secondo Convegno internazionale del Centro di Ricerca sugli Epistolari del Settecento (C.R.E.S.), tenutosi a Verona sul tema dell’Epistolarità fittizia nel Settecento nel febbraio 2015.

    Resta immutato l’obiettivo primario, in certo modo imposto dalla costitutiva incompiutezza di ogni lavoro consimile: non il mero aggiornamento bibliografico, ma altresì l’incremento e l’emendamento del corpus ‘storico’.

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    Gli ospiti di Resia

    di Quirino Viviani

    a cura di Corrado Viola

    Nel 1827, a Udine, l’ormai quarantaduenne Reimondo Cortelazis si univa in matrimonio con la ventiduenne Teresa Vorajo. Benchè gli sposi non appartenessero al gotha dell’aristocrazia friulana – il Cortelazis era anzi di famiglia borghese per quanto influente e facoltosa – gli sponsali destarono una competente mobilitazione locale, che fece gemere i torchi non solo nel capoluogo friulano ma anche nella Dominante, sia pure coinvolgendo nomi di fievolissima o nulla rinomanza letteraria. In aggiunta ai soliti versi epitalamici, gli sposi si videro altresì dedicare un nuptiale in prosa di genere inconsueto. Si trattava di un “romanzetto” epistolare, pubblicato dapprima sotto l’anodino titolo di Lettere inedite, e subito ristampato con addizioni come Gli ospiti di Resia. Ne era autore l’abate Pietro Domenico Viviani noto con il nom de plume di Quirico.

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    Scrivere lettere nel XVIII secolo

    di Fabio Forner

    Scrivere una mail, più raramente un biglietto o una lettera cartacea, è un’attività oggi molto comune. Esistono però regole da rispettare se si vuole che il messaggio sia recepito in modo conforme alla nostra volontà. Comunicare per iscritto con chi è lontano da noi è, insomma, un’arte, che per alcuni può diventare un mestiere. Così è sempre stato anche in passato.

    Nel Settecento, per molti versi il secolo degli epistolari, furono stampate non poche opere per insegnare i segreti dell’arte di comporre una buona lettera: allo studio di questi testi è dedicato il presente saggio. Si indagano qui pubblicazioni anche molto diverse fra loro che, nonostante oggi siano spesso dimenticate, ebbero talvolta grande successo nel XVIII secolo. Conduco in questo mio studio l’analisi solo di manuali e trattati di argomento epistolare scritti in volgare da autori italiani durante il XVIII secolo.

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