Lingua e letteratura italiana

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    Adottare uno sguardo

    L’adozione nella letteratura italiana del Cinquecento e dell’Otto-Novecento

    di Lorenzo Carpanè

    “Su queste colline quarantanni fa c’erano dei dannati che per vedere uno scudo d’argento si caricavano un bastardo dell’ospedale, oltre ai figli che avevano già. C’era chi prendeva una bambina per averci poi la servetta e comandarla meglio; la Virgilia volle me perché di figlie ne aveva già due”. (Cesare Pavese, La luna e i falò)

    “La mente di Marianno s’aperse il giorno in cui abbandonò l’ospizio. Da quel giorno ricordò […]. Aveva aperto gli occhi dal sonno dell’infanzia come li apre il dormente se viene strappato dal suo giaciglio. E quel giorno restò nel ricordo come una muraglia. Al di là non un bagliore: La cieca vita della pianta”. (Italo Svevo, Marianno)

     

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    Scrivere lettere nel XVIII secolo

    di Fabio Forner

    Scrivere una mail, più raramente un biglietto o una lettera cartacea, è un’attività oggi molto comune. Esistono però regole da rispettare se si vuole che il messaggio sia recepito in modo conforme alla nostra volontà. Comunicare per iscritto con chi è lontano da noi è, insomma, un’arte, che per alcuni può diventare un mestiere. Così è sempre stato anche in passato.

    Nel Settecento, per molti versi il secolo degli epistolari, furono stampate non poche opere per insegnare i segreti dell’arte di comporre una buona lettera: allo studio di questi testi è dedicato il presente saggio. Si indagano qui pubblicazioni anche molto diverse fra loro che, nonostante oggi siano spesso dimenticate, ebbero talvolta grande successo nel XVIII secolo. Conduco in questo mio studio l’analisi solo di manuali e trattati di argomento epistolare scritti in volgare da autori italiani durante il XVIII secolo.

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    Biblioterapia

    di Marco Dalla Valle

    La biblioterapia è l’uso terapeutico della letteratura con la guida o l’intervento di un terapista (Cohen, 1994). Ogni professionista, medico o non medico, può utilizzare romanzi, racconti, favole, poesie o qualsiasi altro libro per favorire il benessere in contesti socio-sanitari come gli ospedali, gli istituti riabilitativi, le comunità-alloggio, le case di riposo, e gli studi di psicoanalisi, ma anche in gruppi di lettura, biblioteche e gruppi di auto-aiuto. È una pratica utilizzata in diverse parti del mondo con una tradizione che risale ai primi anni del Novecento e che è tutt’ora in evoluzione. In Italia è comparsa da poco e sta conquistando soprattutto gli amanti dei libri che trovano nella biblioterapia un nuovo modo di utilizzare la letteratura. Questo manuale si prefigge di fornire le basi teoriche e applicative ai diversi professionisti che cercano un approccio concreto basato sugli studi internazionali, ma trasferiti nel contesto italiano.

     

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