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    Dichiarazione di pace

    Raccolta di Poesie

    di Orio Grazia

    Il rincorrere degli eventi nella poesia di Orio Grazia è un con tinuo gioco di carte, una mano dopo l’altra. Scorrono fra le dita i fiori, i quadri, le picche e i cuori. Un gioco da ragazzi riconoscere i cuori lanciati sul tavolo, maggior abilità richiede trovare quadri e fiori, mentre le picche sono tesoro nascosto nella testa dello scrittore. Una zona d’ombra intrigante quella delle picche perché la poe – sia, più di altre forme, tradisce il pensiero, lo tradisce nel senso che lo rivela senza freni: è l’Uomo libero dal sé, l’Uomo che trova un luogo dove essere compreso appieno. È là, in quel luogo, che Orio Grazia con la sua Poesia ci aspetta.

    10,00
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    Sebastian

    di Gabriele Fedrigo

    Il sole di nuovo.

    La luna di nuovo.

    Fuori a Spoon River

    sono ancora baci

    mentre nel fuoco

    brilla la mia testa.

    Fra luce ardente

    si scioglie

    il piacere e il dolore,

    e un triste ricordo.

    Era ancora di ieri

    il nostro muto stare

    fra gli oleandri e i noccioli verdi.

    E lontano il cumulo di tempo,

    le ossa calde

    dietro il biancospino

    e il ciliegio in fiore.

    8,40
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    Gli occhi di Nausicaa

    di Marina Cherubini

    “Gli occhi di Nausicaa” sono espressione di uno sguardo che nasce oggi ma si ispira a una fonte mitica, arcaica, come da sempre la poesia nel suo essere lirica. I temi che la muovono sono temi classici dell’uomo in quanto tale ed è proprio questa natura che soffre, che ama, che ricorda e che desidera, ad avere la capacità di legare fra loro tempi così distanti, ma così umani.

    8,00
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    Na olta col core

    di Orio Grazia

    Che bei tempi quando chi tentava di parlare in italiano era considerato uno spaccone! […] Il dialetto è come una mamma: sia nelle poesie della presente raccolta sia in alcuni detti […] la migliore traduzione in italiano risulta sempre meno sintetica, più abbondante di vocaboli e meno specifica nel senso. […] “Te gheto insegnà?” (hai fatto il segno della croce?) tradotto in italiano fa pensare al semplice segno della croce, mentre la profondità del dialetto rimanda ad una sorta di “auto insegnamento”, ovvero di una riconferma nella fede incoraggiata da un’entità superiore, più antica e più sacra.

    8,00