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    TEST YPBODY – YPBODY International Edition

    28,00

    Di Yolande Pigaiani

    Un manuale pratico per valutare l’immagine corporea di preadolescenti e adolescenti, in età evolutiva.

    Il termine IMMAGINE CORPOREA (Body Image), indica: ”L’immagine che formiamo nella nostra mente del nostro corpo, la quale rappresenta il modo in cui il nostro corpo appare a noi stessi“ (Schilder 1935). Altri Autori defini­scono l’immagine corporea “la rappresentazione che una persona ha dell’aspetto fisico del proprio corpo (Traub e Orbach, 1964).

    Questo test nasce dall’esperienza e dallo studio nell’ambito di soggetti in età evolutiva, preadolescenti e giovani. Il suo fine è di valutare la percezione e l’eventuale insoddisfazione della propria immagine corporea

    Attraverso sagome (silhouttes) antropomorfe e di animali che possano fornire all’esperto il rapporto tra percezio­ne reale e immagine ideale del soggetto in questione.

    Il reattivo YP CAT (rappresentato da una sagoma di gatto), può essere applicato in soggetti di età dai 6 ai 10 anni, di sesso maschile, femminile e altro genere.

    Il reattivo YP BODY (rappresentato da una figura antropomorfa) può essere applicato a soggetti di età dagli 11 anni in poi di sesso maschile, femminili e altro genere.

    La valutazione della propria immagine viene confrontata inoltre con un indice che è il BMI (BODY MASS INDEX) cioè l’Indice di Massa Corporea (rapporto tra peso e altezza) che determina in modo oggettivo, quanto il soggetto pesa realmente e quanto, di conseguenza, sarà la propria percezione nel reale, ma anche ideale, del proprio corpo.

    Questo test (YP BODY e YP CAT), differenziato in base all’età, è uno strumento che aiuta lo psicologo, il neurop­sichiatra e lo psichiatra, nella diagnosi e che può dare indicazioni utili per impostare successivi interventi clinici.

     

    The term BODY IMAGE (Body Image), indicates: “The image that we form in our mind of our body, which represents the way in which our body ap­pears to us” (Schilder 1935). Other authors define body image as “the re­presentation that a person has of the physical appearance of their body (Traub and Orbach, 1964).

    This test was born from the experience and study in the context of subjects in developmental age, pre-adolescents and young people. Its purpose is to evaluate the perception and possible dissatisfaction with one’s body ima­ge through anthropomorphic and animal silhouettes that can provide the expert with the relationship between real perception and ideal image of the subject in question.

    The YP CAT test (represented by a cat silhouette), can be applied to subjects aged from 6 to 10 years, of male, female and other genders.

    The YP BODY test (represented by an anthropomorphic figure) can be ap­plied to subjects aged 11 years and up, male, female and other genders.

    The evaluation of one’s image is also compared with an index which is the BMI (BODY MASS INDEX) i.e. the Body Mass Index (ratio between weight and height) which objectively determines how much the subject really weighs and how much, consequently, will be their perception in reality, but also ideal, of their body.

    This test (YP BODY and YP CAT), differentiated based on age, is a tool that helps the psychologist, the neurop­sychiatrist and the psychiatrist, in the diagnosis and which can give useful indications to set up subsequent clinical interventions.

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    Per una cultura dell’unità

    22,00

    a cura di Michele De Beni

    Il libro presenta i risultati di una ricerca pluriennale qualitativo-quantitativa promossa dal Dipartimento di Teologia, Filosofia e Scienze Umane dell’Istituto Universitario Sophia e diretta da Michele De Beni, qui docente di Pedagogia. Alla luce dei moventi ideali da cui è nata Sophia e delle tappe significative che hanno contrassegnato i suoi primi anni di attività accademica e formativa, la ricerca intende offrire un contributo alla riflessione sugli orientamenti e sulle problematiche emergenti nel campo educativo e culturale contemporaneo, in rapporto alle sfide che scuola e università, soprattutto in ambito cattolico, si trovano ad affrontare in un mondo globalizzato ed emancipato e, al contempo, bisognoso di sapienza.

    L’Istituto Universitario Sophia è nato sulla spinta di un’idea «carismatica» di Chiara Lubich. Si tratta di una “idea” di università innovativa, anche se rappresenta un ritorno alle origini di questa istituzione guardando alle sfide del nostro tempo: l’università come luogo in cui i saperi s’incontrano e si mettono a servizio della ricerca della sapienza che dà senso e orientamento all’esistenza. È l’idea rilanciata ad esempio da John Henry Newman e Antonio Rosmini. In concreto, nella progettazione di Sophia abbiamo cercato di superare la frammentazione dei saperi per ricondurli a questa originaria vocazione, tanto più necessaria oggi quando – dice Papa Francesco – è necessario un nuovo paradigma per vivere quella che «non è semplicemente un’epoca di cambiamenti ma un cambiamento d’epoca».

    Piero Coda

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    QUAL È LA TUA FIABA?

    20,00

    Come raggiungere il benessere attraverso l’Analisi Transazionale,
    la Terapia Cognitivo-Comportamentale e la Psicologia Positiva

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    La Clessidra

    20,00

    Epistemologia

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    Gli anni imperfetti

    20,00

    Doriano Dal Cengio

    L’autore, ripercorrendo la propria storia professionale nell’ambito delle dipendenze patologiche e della psicologia scolastica, riporta quello che ha capito dell’Adolescenza, ponendosi una serie di domande: Che cosa determina l’evoluzione di un destino in senso favorevole o sfavorevole? Qual è il ruolo dei genitori nella costruzione di questo destino? Ci sono delle indicazioni che possono ispirare i genitori nel loro difficile compito? Quali bisogni esprimono i bambini/e e come possono i genitori essere adeguati alla loro soddisfazione? Quali aspetti potrebbero rivelarsi protettivi sul piano educativo in modo da evitare che i figli si avventurino su strade pericolose? Come si possono utilizzare i SI e i NO nella dinamica educativa favorendo così l’interiorizzazione sia di regole utili a definire dei limiti sia di permessi che favoriscano l’espressione di sé?

    Dopo essersi soffermato su queste domande che interagiscono con prassi educative riferibili soprattutto ai primi dieci anni di vita del bambino/a, l’autore entra più nello specifico nel secondo decennio, gli anni imperfetti dell’Adolescenza. Qui si parla di cambiamenti e di trasformazioni che innescano quel senso di confusione e di instabilità tipico di questa età, ma si sostiene anche come questo smarrimento esistenziale sia funzionale ad innescare quella ricerca di identità che porterà l’adolescente nel tempo a preparare il suo ingresso nella società degli adulti.

    L’autore propone inoltre una riflessione su quelli che definisce adolescenti difficili, che sono poi quelli incontrati nel suo percorso professionale. Vengono definiti gli aspetti che hanno reso certe esistenze complicate, proponendo una lettura psicologica della carenza che questi bambini e poi ragazzi hanno vissuto per ritrovarsi ad un certo punto etichettati come adolescenti difficili.

    Alla fine lo sguardo si rivolge agli adolescenti di oggi e alle loro fragilità attraverso l’analisi di alcune ricerche che hanno in questi anni sondato lo stato di salute dei giovani, soffermandosi su due eventi particolarmente significativi: lo sviluppo di internet e il ruolo condizionante dei social networks nella loro formazione così come l’impatto avuto dalla pandemia prima e dalle guerre poi sul loro equilibrio psichico.

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    Psicologia dello shopping

    20,00

    di Paola Pizza

    Gli acquisti che ci fanno stare bene sono quelli che aumentano la nostra autostima, che ci fanno provare emozioni positive e ci aiutano a definire meglio chi siamo. Questo è un libro pensato per aumentare la consapevolezza delle dinamiche psicologiche che guidano lo shopping di moda. È la seconda edizione, ampliata e aggiornata, del volume Abiti e tacchi, pubblicato nel 2016.

    Il percorso di questa seconda edizione conduce all’analisi dei diversi comportamenti di acquisto degli oggetti moda, attraverso i significati psicologici di ciò che contiene il nostro armadio (gli abiti, le scarpe, le borse, i cappelli, le cravatte, le cinture, i gioielli, gli occhiali), della cura personale, (il profumo, il trucco, i capelli), fino ai diversi stili di shopping di moda basati sugli archetipi delle dee e degli dei greci.

    L’analisi degli acquisti che facciamo per valorizzare la nostra immagine e la nostra identità, si conclude con una riflessione sul potere della moda di renderci felici, quando è usata in modo libero e assertivo.

    Ogni capitolo è arricchito da esercizi per diventare più consapevoli del rapporto con la moda e coglierne i significati profondi.

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    Polemos

    20,00

    di Paola Polettini

    Il tema del conflitto porta in campo il nodo tra paura e violenza per come emerge nel manifestarsi dell’aggressività e nell’esercizio del potere: nelle epoche storiche, nelle diverse situazioni della vita associata, e nelle relazioni terapeutiche.

    La mia elaborazione focalizza la relazione epistemica tra oggettuale e oggettivo, e l’equilibrio del disporsi del Sé tra prossimità e distanza nell’ambito della relazione di cura, come condizioni dinamiche essenziali alla trasformazione.

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    A pensare si impara

    19,00

    di Michele De Beni

    Camminiamo, parliamo, respiriamo. Il pensiero è un processo spontaneo o deve essere insegnato? Probabilmente un certo livello di pensiero si apprende come si apprende il linguaggio, attraverso l’esperienza, Siamo tuttavia convinti che per raggiungere un livello superiore di efficacia sia necessario insegnare a pensare. E non in modo occasionale, ma “on purpose”, cioè in modo intenzionale e sistematico, per operare scelte e prendere decisioni, per risolvere problemi. Molti nostri successi, in campo cognitivo, affettivo e sociale, dipendono da questa capacità.

    Occorre una vera rivoluzione nei metodi e nelle strategie, perché il saper pensare, oggi più che mai, è condizione irrinunciabile per un nuovo Rinascimento sociale e culturale.

    “Viviamo in un nuovo Millennio di rapide trasformazioni, frastornati da un traboccante numero di dati e da un massiccio bombardamento mediatico. Il problema sta che non riusciamo più a pensare, a trovare nessi e significati che ci aiutino a riflettere più in profondità. Ne deriva una specie di sindrome da “information anxiety”, sempre più avida di notizie ma nello stesso tempo incapace di gestire le nuove sfide della conoscenza. In questo ampio dibattito, ben si inserisce il nuovo libro del prof. Michele De Beni, offrendo un importante contributo sia dal punto di vista teorico sia sperimentale, frutto di un’appassionata ricerca nell’ambito dello sviluppo delle strategie di pensiero”.

    Rudy Magnan

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    L’inconscio come dimensione fenomenologica

    19,00

    di Paola Polettini

    Il libro espone, tra Fenomenologia e Psicoanalisi, un percorso teoretico sui modi di produzione del pensiero a partire dall’esperienza

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