di Liliana De Venuto
Una nobildonna di Rovereto, Teresa Partini
Piomarta, vedova di un ricco mercante,
nel 1773 perde, in seguito a grave malattia,
anche il giovane figlio, sul quale riponeva
grandi aspettative. Per colmare il vuoto lasciato,
chiede al cognato, marchese Gabriele
Dionisi, residente in Verona, di permettere
che suo figlio Giovanni Francesco vada
a vivere con lei. Così accade, e il giovane resta
nella sua casa di Rovereto per quasi undici
anni, finché, scomparso il fratello primogenito,
non è richiamato in famiglia dal
padre. Rimasta nuovamente sola, la baronessa
Teresa avvia con Giovanni Francesco
uno scambio di lettere che si protrae fino al
luglio del 1793. Il carteggio, appartenente
al genere delle lettere familiari, offre la testimonianza
di un’esperienza singolare, in
cui affetti familiari e interessi patrimoniali
s’intrecciano indissolubilmente, lasciando
intravedere sullo sfondo la realtà sociale
di una piccola città ai confini dell’Impero,
già scossa dalle notizie provenienti dalla
Francia rivoluzionaria nell’ultimo scorcio
dell’età dell’Antico Regime.






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