Dante Clementi

Dante Clementi

E’ nato a Gazzo Veronese, provincia di Verona, nel 1941. Si è laureato in
Lettere e Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano.
Ha insegnato nelle scuole superiori. Per alcuni anni è stato collaboratore
per la Terza pagina del quotidiano “L’Arena” e di riviste letterarie nazionali,
con interventi critici soprattutto sulla poesia del Novecento. Alla poesia
e alla scrittura poetica ha dedicato il suo interesse e la sua passione. Ha
raccolto parte della sua produzione poetica in una sua antologia dal titolo
“ Versi negli anni”. Ha curato e pubblicato alcune ricerche di storia locale
e per gli incontri culturali della Fondazione Riello ha presentato giornalisti
e scrittori. Pungente e fortunata la sua rubrica ” IL GRAFFIO” sul Nuovo Giornale.
E’ vincitore di concorsi regionali e nazionali di poesia, tra i quali:
“Città di Pistoia”, “Città di Lodi”, “Città di Rovigo”, “Milano Duomo”, “Città
di Rosignano”, “Centro culturale Solvay”, “Lionello Fiumi”, “Città di San Bonifacio”,
“Violetta di Soragna”, “Il rastrello”, “Premio Castello Villafranca”, “ Conte Milone”,
“Raise”, “ Il tempo e la memoria”, “Bruno Tosi” tre volte, “Angiolo Poli” due volte,
“ Premio Minerva” due volte.

  • Poesia
  • Male
  • 1
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    FRAGMENTA

    19,50

    di Dante Clementi 

    Una poesia che è mite autobiografia, consegnata al lettore con voce
    dimessa e gentile, con la disarmata sincerità di una confessione. Eppure
    solo apparentemente poesia lieve e delicata. Pensosa, invece, e densa e
    sapiente, attraversata pur nella letizia profonda del cuore, dall’inquieta
    tristezza che addensa sull’anima il tempo divoratore. Allora alla poesia,
    soltanto ad essa, è dato di ricomporre e salvare dall’ombra i frammenti
    di vita, ridonarli ancora luminosi e ardenti di primavera, mentre l’autunno
    spoglia e l’inverno imminente gela le vene. Al cuore, solo al cuore che ha trasalimenti
    e tremori nascosti, mestizie e avvertimenti dolorosi, questa poesia
    confida la fedeltà ostinata alla vita, la gratitudine di aver preso parte
    alla meravigliosa avventura della creazione.

     

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