Lorenzo Carpanè

Lorenzo Carpanè

Lorenzo Carpanè è formatore, consulente aziendale, scrittore. Ha pubblicato saggi di storia e critica letterarie e alcuni romanzi.
Incaricato di Lingua italiana all’Università di Bolzano. Collabora con Palestra della Scrittura di Milano.

  • Letteratura italiana
  • Male
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    Nell’inclita città di Verona

    di Lorenzo Carpanè

    Il genere pastorale ricopre una funzione non secondaria nella storia letteraria nazionale tra Cinque e Seicento; così è anche per una realtà culturalmente non centrale, pur se non del tutto marginale, come quella veronese, segnata, forse più che altrove, dalla funzione di promozione culturale della principale istituzione musicale e letteraria, l’Accademia Filarmonica. Il genere pastorale viene qui indagato attraverso due testi, La Nigella di Giovanni Fratta (1582) e I due forestieri di Orazio Sorio (1612), visti non solo nella loro dimensione letteraria ma anche come testimoni della realtà sociale e culturale veronese del tempo. Un ulteriore tassello al mondo pastorale è offerto dallo studio sulle relazioni intercorse tra Battista Guarini, l’autore del Pastor fido, e la Filarmonica, sia per la sua affiliazione che attorno al caso di un gesuita che pronunciò una pubblica condanna della favola guariniana.

    Un ulteriore contributo alla storia letteraria veronese tra fine Cinque ed inizio Seicento è offerto dall’ultimo capitolo, dedicato alla ricezione di Dante, con un’indagine che si muove tra librerie, biblioteche e testi poetici.

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    Due ragazzi per strada

    di Lorenzo Carpanè

    Quindici giorni. Tanto dura l’incontro tra Marco e Furio. Marco è un ragazzo di famiglia contadina che prende la bicicletta per tornare a casa dal collegio dove studia; Furio è un altro ragazzo, in fuga. Le loro vite sorprendentemente si intrecciano, nella piccola realtà della campagna veneta. L’avventura sta dietro l’angolo, la piccola e la grande storia si fondono. Finiscono le vacanze, si chiude una storia, con un finale che apre ad altre storie.

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    Adottare uno sguardo

    L’adozione nella letteratura italiana del Cinquecento e dell’Otto-Novecento

    di Lorenzo Carpanè

    “Su queste colline quarantanni fa c’erano dei dannati che per vedere uno scudo d’argento si caricavano un bastardo dell’ospedale, oltre ai figli che avevano già. C’era chi prendeva una bambina per averci poi la servetta e comandarla meglio; la Virgilia volle me perché di figlie ne aveva già due”. (Cesare Pavese, La luna e i falò)

    “La mente di Marianno s’aperse il giorno in cui abbandonò l’ospizio. Da quel giorno ricordò […]. Aveva aperto gli occhi dal sonno dell’infanzia come li apre il dormente se viene strappato dal suo giaciglio. E quel giorno restò nel ricordo come una muraglia. Al di là non un bagliore: La cieca vita della pianta”. (Italo Svevo, Marianno)

     

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    Nelle tue origini, la nostra storia

    di Lorenzo Carpanè, Orietta Daprà e Raffaella Stanzial

    Gli incontri sono il sale della vita umana. E un incontro sta alla base di questo libro: tra professionalità diverse, tra genitori diversi, tra bambini con origini diverse. Affrontare le origini di questi bambini è un nodo centrale nel percorso adottivo: era quindi importante offrire uno spazio dove poter esplorare il passato, le informazioni e le emozioni rispetto ai genitori d’origine, capire che significato tutto questo ha per il loro bambino, scegliere che cosa e come raccontare. E poiché in questo lavoro diventa centrale la capacità di comunicare, spiegare, dare significato, si è pensato di proporre ai genitori anche delle attivazioni basate sulla scrittura, affinché potessero sperimentare la difficoltà, ma anche la potenza del trovare le parole.

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    Storie di OSS

    di Orietta Daprà e Lorenzo Carpanè

    Gli OSS delle RSA raccontano le loro esperienze professionali, l’insieme, ricco e complesso delle relazioni che quotidianamente vivono con colleghi, altri operatori sanitari, gli ospiti, i lroro parenti, la macchina amministrativa. I loro racconti vengono analizzati secondo metodiche linguistiche e narrative, per comprendere quali sono le criticità relazionali e per proporre delle soluzioni pratiche, immediatamente spendibili nella realtà lavorativa.
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    De tintinnabulis – Le campane

    di Girolamo Maggi

    (a cura di Lorenzo Carpané)

    Il trattato, diviso in 20 capitoli, passa in rassegna dapprima una storia delle campane e poi il suo uso moderno nelle diverse forme; vi si leggono anche riferimenti alla sua permenenza a Cipro. L’interesse del trattato è dato non solo dalla ricostruzione – more erudito – della storia dell’uso delle campane, corredata da una fitta rete di richiami testuali, fatti a memoria a causa della condizione di schiavitù e della conseguente mancanza di libri, ma anche dalla dimensione geografica, che testimonia dell’uso delle campane all’epoca, anche in territori non cattolici.

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