Paola Di Nicola

Paola Di Nicola

Paola di Nicola è professore ordinario di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Umane di Verona. Ha condotto numerose ricerche teoriche ed empiriche sui cambiamenti dei modelli familiari, sia a livello macro (cambiamenti dal punto di vista demografico e socio- economico), che a livello micro: mutamenti nelle relazioni di coppia, tra le generazioni e nelle forme della genitorialità. L’analisi della famiglia è stata sviluppata alla luce dell’impatto che su di essa esercitano le politiche di welfare e dei più rilevanti cambiamenti delle reti di sostegno, sia formali che informali.
Paola Di Nicola ha sviluppato un rilevante percorso di ricerca teorico ed empirico sul tema della genesi del paradigma di rete e sulla morfogenesi delle reti personali nella società globale.

  • Sociologia della famiglia
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    I pensieri delle mamme

    di Paola Di Nicola

    La madre, attenta osservatrice dei fattori naturali, ambientali e relazionali che fanno da contorno alla salute-malattia del proprio figlio, può essere rappresentata da un’immagine in movimento che vede crescere il protagonismo della donna nella cura con l’aumento delle due competenze relazionali davanti agli ambienti di vita quotidiana del bambino in età pediatrica (in prevalenza scuola e famiglia e la disposizione comunicativa nei confronti del medico, in termini di testimone dei disturbi del proprio figlio, ci restituisce la visione di una madre consapevole di quanto le perturbazioni negli equilibri relazionali nel e del quotidiano del bambino possono incidere sui suoi livelli di vulnerabilità.

    La ricerca condotta nell’area di Verona mette in luce che la propensione ad instaurare un dialogo proattivo con il  pediatra è maggiormente ravvisabile nelle madri occupate, a più alta scolarizzazione e al di sopra dei 40 anni che dimostrano, grazie alla disponibilità all’ascolto e al dialogo offerta dal medico, di saper instaurare un clima comunicativo favorevole, volto all’elaborazione di una adeguata diagnosi. Emerge dunque la necessità che il pediatra, con le tecniche d’ascolto e della medicina narrativa, dedichi una particolare attenzione a quelle madri che, per timore o insicurezza, poco o raramente “parlano al medico” del loro bambino, comunicando i loro pensieri.

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