Paolo Dell'Aquila

Paolo Dell'Aquila

Paolo Dell’Aquila è professore a contratto di Sociologia e comunicazione nelle attività sportive presso l’Università di Verona. Già dottore di ricerca in Sociologia e Politiche sociali, ha svolto attività di ricerca post-dottorato in Scienze Politologiche e sociali ed è stato docente a contratto di Giornalismo sportivo presso l’Università di Bologna. È autore di diversi volumi, fra cui ricordiamo Verso un’ecologia del consumo (Angeli, Milano, 1997), Tribù telematiche (Guaraldi, Rimini, 1999), NetTribe.it (Il Ponte Vecchio, Cesena, 2006), Giovani, lavoro e cooperazione (Homeless Book, Faenza, 2015) e Microcredito e reti sociali: il caso di Forlì-Bertinoro (Homeless Book, Faenza, 2015). Ha, di recente, curato con Everardo Minardi Mutualità e cooperazione (Homeless Book, Faenza, 2014) e scritto diversi contributi per il volume curato da Andrea Bassi Lavoro, imprenditorialità e cooperazione (Angeli, Milano, 2017).

  • Sociologia dello sport
  • Male
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    Sport e disabilità

    16,00

    di Paolo Dell’Aquila e Donatella Donati

    In questo volume si espone la nascita del sistema sport moderno, dominato dalla razionalizzazione, dalla quantificazione e dalla globalizzazione, che ha dato origine, in età contemporanea, alle grandi cerimonie sportive.

    La “sportivizzazione” genera i mega eventi sportivi, con particolare riferimento all’atletica per normodotati e, in seguito, all’atletica per disabili. Sono raccontati l’emergere ed il funzionamento dei giochi olimpici e poi paralimpici e le modalità con cui essi hanno favorito l’inclusione e lo sviluppo di una mentalità maggiormente ecocompatibile e relazionale.

    Nella seconda parte questo saggio racconta come lo sport per persone con disabilità, utilizzato in ambito medico per la riabilitazione, è giunto ad essere ciò̀ che è oggi. Dopo il sintetico ritratto dei suoi due capostipiti: Ludwig Guttman e Antonio Maglio, vengono ripercorse le tappe evolutive principali del movimento Paralimpico e della sua Mission. Infine, viene evidenziata sia l’importanza dell’attività sportiva per le persone con disabilità intellettivo-relazionale, che la carenza di sostegni preventivi orientati all’acquisizione di stili di vita attivi. In conclusione si sottolinea il processo inclusivo realizzato attraverso la pratica sportiva sorretta dalla presa in carico socio-sanitaria ed educativa.

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    Sport come mezzo di inclusione

    16,00

    a cura di Paolo Dell’Aquila

    Sport come mezzo di inclusione racchiude un insieme di contributi interdisciplinari relativi al rapporto fra gioco e integrazione sociale. In esso si trovano saggi di Paolo Dell’Aquila, Antonello De Oto, Donatella Donati, Nico Bortoletto, Cristina Lonardi, Alessio Albertini ed una presentazione di Federico Schena. Il volume descrive come l’attività sportiva, a determinate condizioni, si trasformi in un mezzo di inclusione dei soggetti più deboli e oggetto di discriminazioni, a causa del sesso, dell’età, delle condizioni sociali o dell’appartenenza religiosa o etnica. Negli ultimi anni il fenomeno è divenuto un formidabile strumento per rivendicare i diritti delle minoranze (pensiamo a Cassius Clay, Joe Lewis, Joe Frazier, Jesse Owens) o per integrare gli atleti disabili (tramite le Paralimpiadi). Le manifestazioni sportive recenti hanno visto comparire le rivendicazioni del movimento black live matter (vedi campionati europei di calcio) o i trionfi di atleti come Marcell Jacobs o Faustino Desalu, che ci hanno fatto riflettere sul multiculturalismo e sullo sport. Eroi come Bebe Vio e le sessantanove medaglie paralimpiche di Tokyo stanno a testimoniare un movimento che rivendica uno sport diverso, umanistico ed inclusivo. Per questo il gioco assume oggi la sfida di un nuovo diritto di cittadinanza culturale, di uno strumento volto a reintegrare ampie fasce della popolazione all’interno

    del sistema sociale

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    NetTribe 2.0

    18,70

    di Paolo Dell’Aquila

    Il mondo della rete appare oggi un formidabile veicolo di produzione culturale. Le comunità virtuali spesso sono strumenti per la generazione di forme di “intelligenza collettiva” e svolgono un’attività simile a quella del giornalismo professionale. Gli individui postmoderni sanno sviluppare forme di comprensione e comunicazione del mondo sociale che combinano sia i vecchi che i nuovi media.

    Il giornalismo, però, rimane anche oggi un sistema esperto e specializzato, controllato dalle normative pubbliche. I flussi comunicativi sono sempre dominati da broadcaster e da produttori nazionali ed internazionali che operano con una logica di tipo seduttivo ed autoreferenziale. Di questo processo è un esempio lo sport: un prodotto, oggi, più comunicato che sperimentato sul campo, perché costretto a performance spettacolari. In questo volume si introduce una riflessione anche sul sistema-sport e sui suoi collegamenti con la politica, l’economia e la cultura. Si analizzano i mutamenti del giornalismo sportivo nella società di rete e la convergenza fra i media vecchi e nuovi nella diffusione dell’informazione alle tribù dei tifosi.

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    La narrazione sportiva

    17,00

    di Paolo Dell’Aquila

    Il sistema sport si caratterizza oggi per un complesso mosaico di reti che si sviluppano grazie alla globalizzazione, interessando i media e le aziende. Le manifestazioni olimpiche sono un fenomeno sia universale, per la loro portata e per i valori che esprimono, sia locale, per il richiamo alle culture territoriali. In questo libro si studia lo sviluppo della globalizzazione e l’emergere delle audience sportive, con un’ottica rivolta al linguaggio del giornalismo ed alle nuove forme di comunicazione. Le trasformazioni dell’homo ludens di Huizinga ci porteranno ad interrogarci se il nuovo atleta, prigioniero dalla sportivizzazione e delle esigenze del megasport, rimanga all’interno del modello della prestazione e del record o se sviluppi maggiore capacità riflessiva. È possibile parlare oggi di uno sport più capace di integrare le molteplici dimensione del benessere, più in grado di porsi come obiettivo il maggiore equilibrio individuale e sociale? Ci sono tracce di un aumento della riflessività del moderno edonista virtuoso, più in grado di moderare aspirazioni e stili di vita, in una visione più sana e più “etica” dello sviluppo sociale ed ambientale? Il sentiero intrapreso con questo studio riparte dalle domande precedenti, per riflettere sulla comunicazione sportiva e sulle pratiche di gioco e per capire se in esse si possano ravvedere sintomi di un superamento della “vecchia” cultura del record e della prestazione.

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