Roberto Pace

Roberto Pace

Roberto Pace nacque a Monteforte d’Alpone il 7 maggio 1935.
Si diplomò come insegnante di scuola elementare nel 1953 e nello stesso anno iniziò
la sua carriera di “maestro” che proseguì fino al 2000, quando decise di godersi la meritata
pensione.
Fin da giovane dimostrò di possedere buone doti artistiche nelle arti figurative che gli permisero
di arricchire le proprie passioni con sorprendenti disegni e coloriture.
Nei suoi multiformi interessi spiccarono la produzione di quadri dipinti ad olio o tempera, lo
sviluppo della fotografia e delle riprese video (prima con pellicole in super 8 e poi nel formato
digitale), la numismatica, la raccolta di francobolli, le ricerche sulla storia dell’arte, le scoperte
scientifiche sugli insetti, la divulgazione culturale tramite articoli ed interventi pubblici.
In particolare è ricordato come uno dei maggiori entomologi del mondo sia per le numerose
pubblicazioni sia per la capacità di rappresentare con il disegno a mano e descrivere con semplicità
le infinite specie che popolano il micromondo sotterraneo.
Nel 1970 cominciò a collaborare con il Museo Civico di Storia Naturale di Verona e pochi anni
dopo fu accettato come membro della Società Veneziana di Scienze Naturali.
Nel 1984 venne nominato socio corrispondente dell’Accademia di agricoltura, scienze e lettere
di Verona.
Nel 1997 l’Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Monteforte d’Alpone lo insignirono del
titolo di “Vicario” del paese.
Morì il 13 febbraio 2017 presso l’ospedale di San Bonifacio.

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    Roberto Pace – Il maestro dell’infinitamente piccolo

    di Roberto Pace

    Testi  a cura di Giuseppe Boninsegna

    Foto a cura di Giovanni Brighente 

    prefazione di Orio Grazia

    Nel 1973, in una spedizione nel Lazio sui monti Lepini, Roberto Pace trovò campioni di un coleottero che
    però non sapeva classificare, così li mandò al guru degli entomologi di allora, il dott. Roy Albert Crowson
    (22/11/1914 – 13/05/1999) residente in Gran Bretagna. Questi gli rispose che non poteva
    riconoscerlo perché si trattava di una specie di coleottero “Archostemata” considerata
    estinta 40 milioni di anni prima, come i dinosauri.
    Trattandosi di una scoperta eccezionale Roberto descrisse il misterioso insetto
    e lo chiamò (in onore dell’esperto inglese) “Crowsoniella relicta”, meglio conosciuto
    come “fossile vivente”. Nessuno dopo di lui seppe trovare altri esemplari di questo genere.

    Il Museo Civico di Storia Naturale di Verona ha quattro sezioni scientifiche:
    Botanica, Zoologia, Geologia-Paleontologia e Preistoria.
    Ogni sezione ha un Conservatore ed un Tecnico. Il dott. Giuseppe Osella, Conservatore
    di Zoologia negli anni sessanta/settanta, fu il primo maestro di Roberto
    Pace.
    Poi seguirono in questo incarico Mauro Daccordi e Leonardo Latella, il Conservatore
    attuale che è stato incaricato anche di assumere il ruolo di Responsabile di sede del Museo.
    In merito alla sezione Zoologia il dott. Latella precisa:
    “Tenere in un armadio, dentro a scatole sigillate, tanti insetti comporta un notevole impegno perché ogni tanto bisogna
    arieggiare l’ambiente, pulire gli scaffali, individuare se sono penetrati parassiti che potrebbero aggredire i corpi, mettere in freezer i contenitori per
    un periodo adeguato a far morire eventuali muffe o insetti che si cibano di animali morti. Attualmente abbiamo, oltre alla collezione di Pace, altre raccolte
    per un totale di circa 2 milioni di insetti a secco, alcuni dei quali risalgono addirittura a collezioni del diciottesimo secolo. Per questo ogni Museo italiano
    ha almeno un Responsabile addetto alla conservazione dei reperti (chiamato Conservatore) ed un Tecnico incaricato di eseguire le operazioni di controllo
    e di disinfestazione dagli agenti estranei e pericolosi”.

     

     

     

     

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