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    Da 0 all’evoluto: un viaggio sconosciuto. Una guida alla chimica prebiotica, il percorso della materia alla vita.

    €37,00

    Edizione compatta

    di Claudio Lieberstell

    Questa edizione, vuole essere una versione compatta, il cui fine è più divulgativo e meno rigoroso della versione originale dalla quale origina e nella quale sono riportate tutte le notazioni necessarie ed una maggiore precisione chimica. Questa versione vuole invece aprire ed introdurre l’argomento al grande pubblico con un interesse scientifico, anche non specialistico semplicemente ai curiosi sull’argomento.

    Il titolo presenta in estrema sintesi il contenuto del testo, che vuole tentare di ricostruire il viaggio della materia che l’ha portata da zero alla prima cellula autonoma, detta anche LUCA (Last Universal Cellular Ancestor) e che io vorrei ribattezzare l’evoluto, il primo frutto di un percorso evolutivo sconosciuto, ovvero quello della materia inanimata. Come la vita sia iniziata sulla Terra o altrove è ancora oggetto di studio, ma anche di una estrema fascinazione, determinando speculazioni e dibattiti che, da quando sono iniziati, non hanno mai avuto fine. Anche la filosofia e la religione dibattono, perché, se anche un giorno si potrà chiarire come e cosa abbia fatto scaturire la vita, rimane sempre affascinante interpretare il perché l’inanimato abbia deciso di animarsi e come la vita sia riuscita a mantenersi irrefrenabile. Alla base di questa spinta, è evidente, fin dall’inizio deve aver agito una qualche forma di energia. L’organizzazione non è mai sembrata frutto del caso e nella vita di organizzazione ve n’è davvero molta; la più parte, è vero, è il frutto dell’evoluzione. Qualsiasi sia stato il modo, la materia organica, seppur fragile, in un ambiente ostile e priva di ogni protezione, deve essere riuscita non solo a mantenersi, ma anche a replicarsi; il che, non vuol dire semplicemente moltiplicarsi, bensì produrre copie di se stessa con tutto il suo ordine, senza errori. Tale organizzazione deve essere stata inizialmente molto inferiore a quella della vita attuale. Persino la struttura di una membrana cellulare sembra troppo complessa per essersi generata spontaneamente, sia essa di una cellula eucariota, che di una procariota, la quale è persino provvista di una parete per resistere all’ambiente esterno.

    Percorreremo quindi un affascinante viaggio nella biologia cellulare per come la conosciamo oggi, scomponendola nei suoi singoli elementi biochimici di base, per capire come questi mattoni possano essersi formati e poi in qualche modo assemblati, seppure la dicitura “in qualche modo” sarà per quanto possibile evitata, perché poco consona ad un ambito scientifico.

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    Homo neuro-aestheticus

    €5,70

    di Gabriele Fedrigo

    Con questo lavoro vorrei mettere a disposizione del lettore un tentativo di accostarmi alla neuroestetica di Semir Zeki abbozzato in occasione di un convegno organizzato da Gian Franco Frigo e Fabio Grigenti del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova. Il convegno svoltosi nei giorni 9 e 10 giugno del 2006 portava come titolo: ‘Anthropos: origine, sviluppo (e fine?) di un concetto’. Elaborato sulla scia di una precedente ricerca, ‘Che cosa può un uomo? Potenzialità biologica, selezione naturale e cervello da Paul Valéry a Gerald M. Edelman’ (Torino, 2005), il mio intervento cercava di interrogarsi criticamente sulla neuroestetica a partire non solo dalla relazione fra estetica filosofica e neuroestetica, ma anche dalla genesi neuronale della nostra poliedrica potenzialità estetica.

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    Tilt! I carnet Roland Barthes

    €19,00

    di Gabriele Fedrigo

    “Se fossi scrittore, e morto, come mi piacerebbe

    che la mia vita si riducesse, a cura di un biografo

    amichevole e disinvolto, ad alcuni particolari, alcuni

    gusti, alcune inflessioni, diciamo:

    dei ‘biografemi’, la cui distinzione e mobilità

    potrebbero viaggiare fuori da ogni destino e andare a

    raggiungere, simili ad atomi epicurei, qualche corpo

    futuro, promesso alla stessa dispersione”

    (Roland Barthes)

    …immagino ora quel “corpo futuro, promesso alla

    stessa dispersione”, lo immagino immerso nelle

    acque del Neutro…

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    Sebastian

    €8,40

    di Gabriele Fedrigo

    Il sole di nuovo.

    La luna di nuovo.

    Fuori a Spoon River

    sono ancora baci

    mentre nel fuoco

    brilla la mia testa.

    Fra luce ardente

    si scioglie

    il piacere e il dolore,

    e un triste ricordo.

    Era ancora di ieri

    il nostro muto stare

    fra gli oleandri e i noccioli verdi.

    E lontano il cumulo di tempo,

    le ossa calde

    dietro il biancospino

    e il ciliegio in fiore.

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    €5,00

    di Gabriele Fedrigo

    “È come se fosse nel DNA del presepe l’aver

    espunto da sé quanto di più alienato e alienante

    viviamo dell’ambiente in cui si consumano

    vanamente i nostri giorni”

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    Idiorritmie

    €24,00

    di Gabriele Fedrigo

    “Chiamo fantasma un ritorno di desideri, d’immagini, che vagano, che si cercano in voi, talvolta per tutta una vita, e spesso non cristallizzano che attraverso una parola”.

    Il fantasma esplorato da Roland Barthes nel suo primo corso tenuto al Collège de France (1977) è una possibilità del Vivere-Insieme: “non è il vivere-a-due, non è il discorso simil-coniugale, che seguirebbe – per miracolo – al Discorso amoroso. [È] un fantasma di vita, di regime, di genere di vita, diaita, dieta. Né duale, né plurale (collettivo). Qualche cosa come una solitudine interrotta in modo regolare: il paradosso, la contraddizione, l’aporia di una messa in comune delle distanze – l’utopia di un socialismo delle distanze”.

    Nella parola idiorritmia, tratta dal vocabolario dell’esperienza religiosa dei monaci del Monte Athos, Barthes trova ciò che finalmente farà cristallizzare il suo fantasma come Vivere-Insieme. Lontana dalle forme gregarie e dallo stile di vita eremitico, l’idiorritmia è “forma mediana, utopica, edenica, idilliaca” del Vivere-Insieme. Allora perché non mettersi sui suoi passi? Perché non esplorare questa “utopia domestica”? Perché non cominciare ad assaporare il gusto della parola idiorritmia come possibile stile del Vivere-Insieme?

     

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    Gladiator, l’atleta del possibile

    €18,90

    Valéry e lo «sport della mente»

    di Gabriele Fedrigo

    Nella “Commedia Intellettuale” messa in scena nei Cahiers di Paul Valéry si assiste alla ricorrente comparsa di eroi della mente dediti a scandagliare e a perlustrare la macchina cerebrale che li ha fatti nascere e che li sostiene. Accanto a Monsieur Teste, Leonardo da Vinci e Robinson splende per la sua luce adamantina un personaggio che gioca tanto il ruolo di un cavaliere che di un cavallo e il cui nome è Gladiator.

    Nei Cahiers Gladiator funziona da catalizzatore di un vasto progetto di rifacimento dei meccanismi implicati nella valorizzazione degli “oggetti mentali” (idee e immagini) spontaneamente prodotti dal cervello o che quest’ultimo assume più o meno accidentalmente dall’ambiente esterno. Scopo da raggiungere è depotenziare gli effetti di risonanza di quelle “idee” ed “immagini” che, opportunamente mascherate nelle vesti di “idoli”, cercano di sottrarsi alla transitorietà e alla rapida sostituzione a cui sono invece ‘destinate’. Per raggiungere il suo obiettivo Gladiator impugna le sottili lame dell’analisi e un formidabile arsenale di esercizi con cui praticare quello che lo stesso Valéry chiama “sport della mente”. Gladiator non è infatti solo un ‘terapeuta’ delle aberrazioni della sensibilità nervosa, ma anche lo “sportivo” che pratica un “training” con cui rendere duttile, flessibile e plastico il suo “sistema neuro-psichico”.

    L’‘agone neuronale’ fra i circuiti deputati alla valorizzazione e quelli della consciousness coinvolti nei processi di relativizzazione di qualsiasi “oggetto mentale” si trasforma in nuova palestra dove Gladiator cerca di addestrarsi e di forgiarsi. L’esperimento atletico si configurerà come un tentativo alquanto peculiare di costruire nel cervello un dispositivo con cui tenersi costantemente aperti a sperimentare “jusqu’au bout” il proprio “possibile”.

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    Fisiologia delle «opere della mente»

    €12,40

    Paul Valéry al collège de France(1937-1945)

    di Gabriele Fedrigo

    Quali legami possiamo stabilire fra una scultura di Michelangelo e un sonetto di Shakespeare? E fra una pagina di un romanzo e la fisica quantistica? Durante i suoi anni di insegnamento al Collège de France (1937-1945) il poeta Paul Valéry si propone il “progetto veramente temerario” di reperire quel denominatore comune che sta alla base della vastissima produzione artistica, letteraria, filosofica e scientifica della nostra specie. L’indagine sui meccanismi fisiologici implicati nella “fabbricazione” di quelle che Valéry chiama “opere della mente”, si sviluppa, da un lato, attraverso il tentativo di abbozzare le linee di una “Economia poietica” e, dall’altro, mediante una riflessione sul significato di quel “Capitale intellettuale” che apre la specie umana a un'”immensa avventura”. Da qui le domande: “Che fare… dell’Uomo? – Possiamo farci una nuova idea dell’Uomo? – Possiamo crearci un nuovo scopo, un nuovo desiderio?”

     

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    Estetica dell’esistenza e ascesi «gay»

    €19,00

    Appunti intorno a Michel Foucault

    di Gabriele Fedrigo

    “Il comportamento sessuale è costituito come ambito di pratica morale, nel pensiero greco, da atti di piacere (aphrodisia) che rientrano in un campo agonistico di forze difficili da padroneggiare; essi richiedono, per assumere la forma di una condotta razionalmente e moralmente accettabile, la messa in gioco di una strategia della misura e del momento, della quantità e dell’opportunità; e questa tende, come compimento ideale, a una perfetta padronanza di sé in cui il soggetto è “più forte” di se stesso fin nell’esercizio del potere che esercita sugli altri. Ora, l’esigenza di austerità implicita nella costituzione di questo soggetto padrone di sé non si presenta sotto forma di una legge universale alla quale ciascuno e tutti dovrebbero sottomettersi, ma piuttosto come un principio di stilizzazione della condotta per chi voglia dare alla propria esistenza la forma più bella e compiuta possibile.” (Michel Foucault, L’uso dei piaceri)

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