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    Negozi di parole

    11,00

    di Gabriel Maria Sala

    L’impiego di mediatori e mediatrici linguistico culturali, negli spazi educativi, terapeutici e sociali, ha aperto un nuovo campo di operatività e, conseguentemente, di percorsi formativi.Quanto si è verificato ha, però, rovesciato le attese: mediatori e mediatrici ipotizzati per facilitare le relazioni, tra operatori ed utenti immigrati, le hanno invece complessificate, provocando una trasformazione radicale del modo di lavorare, sino ad imporre un cambiamento dei modelli di relazione e dei contenitori culturali delle pratiche stesse. Il testo, attraverso il resoconto di esperienze concrete, riporta alcune tappe di questo percorso e delle trasformazioni, teoriche e tecniche, che, l’apertura di spazi di mediazione e l’avvio di nuovi momenti formativi, ha comportato.

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    Il Rumore del Mondo Società, etnografia e paesaggi sonori

    11,40

    di Francesco Ronzon

    Il suono è un aspetto presente in ogni evento quotidiano: voci, fruscii, musiche, rintocchi. Che si tratti del suono di una foresta, della voce di un interlocutore o della musica ascoltata con un walkman, il paesaggio sonoro che ci circonda offre alle nostre orecchie un ampia varietà di indizi complessi che utilizziamo per organizzare la vita di ogni giorno. Lungi dal rappresentare dei meri fenomeni acustici, i vari usi e funzioni svolti dal suono tra gli esseri umani necessitano dunque di essere studiati e compresi tenendo conto delle pratiche culturali e delle interazioni sociali ad essi relative. L’attenzione verso il suono come sistema culturale offre una interessante prospettiva antropologica a partire dalla quale pensare ed esaminare le norme, le pratiche e le istituzioni in base alle quali gli esseri umani usano e fruiscono dei vari mondo acustici all’interno dei quali abitano. Completa il volume una breve guida pratica all’indagine etnografica dei paesaggi sonori.

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    Tra le pieghe delle culture

    12,00

    di Maria Grazia Soldati

    “Questo testo è frutto di venti anni di lavoro etno-clinico con famiglie migranti, con le scommesse, le sfide e gli scacchi che la migrazione pone e ha posto loro; è il frutto anche dell’incontro con le mie domande e quelle degli operatori dei servizi socioeducativi. Domande che hanno orientato la mia azione clinica verso la ricerca e sperimentazione di nuove pratiche di lavoro quali la costruzione di spazi di mediazione culturale, l’utilizzo della mediazione linguistica culturale e del lavoro etnoclinico. Stare in uno spazio di mediazione culturale è stato, ed è per me, un ambito di esperienza che ci può spostare dalla nostra sfera puramente individuale e etnocentrica verso il mondo degli altri. Per lo straniero, il migrante, l’altro culturale, può rappresentare invece uno spazio di riconoscimento attraverso la possibilità di mostrarsi nel proprio sapere culturale.” (L’autrice)

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    Cultura e cognizione

    12,40

    di Francesco Ronzon

    Questo libro vuole offrire un’introduzione alle in-dagini ecologiche relative al nesso tra cultura e cognizione sviluppate all’interno dell’antropologia culturale. A partire dagli anni Ottanta, in vari ambiti disciplinari (antropologia, sociologia, psi-cologia) si è potuto assistere a un passaggio di interesse teorico dall’analisi delle idee, dei sim-boli e delle credenze a quello delle pratiche, dell’esperienza e dell’agire-nel-mondo degli atto-ri sociali. Seguendo un’analisi tematica, la men-te, le abilità, il linguaggio, i processi di appren-dimento e organizzazione sono qui indagati co-me esito di una serie di relazioni tra il proprio ambiente (sociale e materiale). Ne emerge un’originale e innovativo dialogo interdisciplinare basato sull’analisi di casi etnografici tratti dal mondo dell’arte, della scienza e della vita quoti-diana.

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    Lo sguardo dietro

    14,50

    di Maria Grazia soldati

    Sono partita per andare nel Punjab del Pakistan con il desiderio di tornare con nuovi saperi utili a rinnovare l’incontro con le molte donne e famiglie pakistane che incontro nelle scuole, nei servizi sociali, nelle comunità e nelle case. Grazie alla presenza complice del mio accompagnatore, mediatore culturale, ho immaginato che il viaggio potesse aiutarmi a comprendere meglio il mondo della loro origine.

    Costruendo un itinerario che offrisse un arricchimento del mio sguardo, attraverso gli incontri nei villaggi tradizionali come nelle metropoli, all’Università del Punjab come nei Women Crisis Centres di Lahore, la mia esperienza è divenuta via via sempre più ricca e complessa. Ma grazie al partire da sé, da quel continuo essere interpellata sul “chi sono io”, in un farsi e disfarsi della mia identità di genere, di ruolo familiare, della mia posizione di donna occidentale e di ricercatrice e dall’azione congiunta di Mediazione Culturale come ricerca di strategie interattive, traduzioni linguistiche e mediazioni relazionali indispensabili per facilitare la conoscenza è emersa la narrazione scritta di come ho incontrato il Pakistan.

    Un viaggio di formazione in età adulta, un percorso di ricerca in cui il viaggio stesso ne è diventato il campo, in grado di emozionare, perturbare e nel contempo creare nuovi saperi, visioni e punti di vista su di Me, su di Noi e sugli Altri e le Altre.

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    Noi e l’oro

    15,00

    di Simone Perin

    Oggi che le scienze sociali ci hanno resi consapevoli della natura multivocale e plurale del lavoro di cura, e del carattere problematico dei percorsi identitari, diventa urgente che ai livelli del noi – nei nostri gruppi, nelle nostre istituzioni – i processi e i prodotti culturali si possano svincolare dalla loro aderenza a determinati modelli, contribuendo a restituire il concetto di cultura ai luoghi in cui esso viene ridefinito e riattualizzato. È il tempo di ripensare la nostra idea di universale, che troppo spesso occulta le differenze, e finisce per occupare tutto lo spazio della riflessione e delle pratiche.

    L’esperienza di ricerca raccolta nel testo di pone quindi l’obiettivo di testimoniare il vincolo a vivere, imparare e sperimentare, sul campo, i paradossi e le contraddizioni dell’incontro con l’Altro, della rivendicazione di sé, delle costruzioni identitarie; è la politica della testimonianza, che costituisce un senso di differenza e di vita, poiché in grado di liberare e ricostruire spazi, pensieri, metafore, rappresentazioni.

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    Taxa, spiriti e biotecnologie

    16,30

    di Francesco Ronzon

    Di cosa è fatto uno spirito? Come si ascrive una identità di genere? Che visioni del mondo si producono all’interno di un laboratorio di biotecnologia? Questa raccolta di saggi vuole offrire una repertorio di casi etnografici utili ad illustrare alcune delle teorie e delle nozioni ecologiche impiegate in antropologica cognitiva. Negli ultimi vent’anni numerosi ricercatori hanno abbandonato l’ipotesi che la mente operi come un computer e si sono volti ad indagare il lavoro cognitivo umano come frutto di un organismo vivente in azione, sviluppo ed evoluzione all’interno di specifici ambienti socio-materiali. A partire da indagini “sul campo” relative al mondo dell’arte, della scienza e della religione, gli interventi raccolti nel volume impiegano le nozioni di abilità, azione situata e cognizione distribuita per dar conto delle interazioni alla base della vita quotidiana. Ne emerge un originale dialogo interdisciplinare utile ad indagare le varie nicchie sociali e le differenti realtà culturali come processi aperti, negoziati e conflittuali.

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    Antropologia dell’arte

    16,40

    di Francesco Ronzon

    Che cos’è l’arte? Dalle ricerche etnografiche compiute a partire da metà Ottocento emerge chiaramente come le opere usualmente indicate con questa etichetta non costituiscono una classe speciale la cui ipotetica essenza trascenderebbe tempo e società. Ciò rende dunque necessario analizzare gli artefatti e le performance artistiche come un insieme di elementi inseriti all’interno di pratiche culturali complesse il cui svolgimento rimanda ad un intreccio di aspetti storici e processi locali empiricamente indagabili e documentabili. Allo scopo di introdurre il lettore all’antropologia dell’arte, dopo aver inquadrato storicamente l’oggetto di studio e lo sviluppo dello campo disciplinare, il libro presenta una rassegna delle principali nozioni impiegate in quest’ambito di ricerca attraverso l’analisi di vari casi etnografici. Tra questi: il rai algerino, l’arte dei fiori zen, le pitture aborigene australiane, le performance di capoeira, il mercato dell’arte africana contemporanea ed altri ancora.

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    La reinvenzione del cibo

    16,50

    di Cristina Grasseni

    In Italia e in Europa sono in atto da tempo una serie di strategie produttive, comunicative e amministrative, per la riscoperta di prodotti e ricette tradizionali come risorse per lo sviluppo locale. L’obiettivo è quello di rendere ‘appetibili’ al mercato globale saperi e sapori eminentemente locali, dando garanzie di igiene e qualità, e giocando una partita complessa tra standardizzazione del gusto e rivalutazione della tipicità. Nell’arco alpino questa ‘re-invenzione del cibo’ ha importanti ricadute sull’economia del territorio, sugli assetti sociali e politici delle comunità, e sull’impatto ecologico delle pratiche produttive.

     

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