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    I munginuvole

    di Orio Grazia

    Il mondo sta correndo un serio pericolo per la mancanza di piogge. Due bambini intuiscono che il problema è dovuto al broncio che le nuvole stanno tenendo agli uomini, perché si sono dimostrati irriverenti nei loro confronti. Pieni di iniziativa e sorretti dalla fantasia, Mia e Teo riusciranno a risolvere la situazione con una trovata davvero geniale…

    15,00
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    Margherita… Amore mio

    di Marina Di Leo

    “Il libro di Marina Di Leo è al contempo un raffinato divertissment, fruibile come uno spassoso racconto umoristico, e uno spaccato dell’ambiente del cinema italiano degli anni Settanta. In punta di penna, l’autrice tratteggia i suoi personaggi con finezza psicologica e lucida analisi, ricorrendo a uno stile linguistico articolato su più piani e registri, da quello colloquiale a quello colto, intessendo la pagina con dialettismi e inflessioni di sapore “gaddiano”. Nella storia di Tony, aspirante agente nella Roma caotica degli anni di piombo, Marina individua uno straordinario volano narrativo, che le permette di affrescare un quadro di gustosa coralità, su cui si stagliano caratteri ben definiti e risolti, pur nella misura di un racconto che si legge tutto d’un fiato, senza mai prendere pausa. L’ironia costituisce l’asse portante di un’opera che rivela una sapienza letteraria rara, una capacità indubbia nell’approfondire sentimenti individuali e ruoli sociali, con sullo sfondo un inevitabile rinvio all’autobiografia.”

    dall’Introduzione di Fabio Melelli

    11,50
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    Quattro ore con mio padre

    di Marianna Peretto

    Le vicissitudini, occorse al protagonista nel suo “romanzo di una vita”, sembrano davvero incredibili.

    Nella saga familiare, ad emergere da tanto sgomento sono i punti di forza di una generazione di uomini laboriosi e tenaci, legati ai valori inviolabili della casa e capaci di presentarsi con la mitezza dell’animo, anche nel turbine di rapporti personali burrascosi.

    Le beffarde circostanze di un destino impietoso muovono a profonda compassione il lettore; si può gioire per un finale, che si dimostra avaro per il tempo concesso, ma ricchissimo di sentimenti.

    Un copione autentico, uno sceneggiato scritto, giorno dopo giorno, durante le fatiche di un’intera esistenza.

    23,00
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    Mamma Volpe e il pulcino geniale

    di Emanuela Chiavarelli e Alessandro Aielli

    MAMMA VOLPE E IL PULCINO GENIALE: IL GIARDINO ILLUSORIO E L’AVVENTURA DEL GALEONE INFESTATO

    La Volpe è finalmente felice: Poldo, il pulcino che ha adottato, è un piccolo genio che rende le sue giornate piene di stupore e di serenità. La bellezza del creato, l’aurora, gli astri, il linguaggio degli uccelli tradotto dal colto pennuto, le donano una gioia mai provata, come, del resto, l’amicizia con gli abitanti del pollaio, motivo che conferma i vantaggi della solidarietà tra specie diverse e l’assurdità delle guerre. Anche la folkloristica lotta danzata annualmente tra Cavalieri e Pirati ribadisce le stesse convinzioni. Ma eventi imprevisti costringeranno la Volpe e il suo piccolo a intervenire ancora contro gli orrendi spiritelli dilaganti lungo le involute diramazioni della rete spazio-temporale che collega drammaticamente, ormai, il galeone infestato al castello del buon drago Grim e… non solo!

    Tra eventi straordinari e continui colpi di scena, il racconto si snoda fino alla più stupefacente delle conclusioni.

    14,00
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    Phabirani Musici

    di Carla Facchinetti

    Phabirani Musici è una serie di racconti ideati e scritti da Carla Facchinetti, pensati come pratica traduttiva per i licei e per le università.

    Utilizzabili sia con il metodo tradizionale che con il metodo Ørberg, i racconti sono comprensivi delle diverse strutture morfo-sintattiche che gli studenti affrontano nello studio della Lingua latina nel biennio/triennio liceale e all’università.

    10,00
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    Unius verbi monstra

    di Carla Facchinetti

    Ab assuetis non fit passio.

    5,00
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    Il bosco di Giulietta

    di Marco Tomelleri

    Illustrazioni di Enrico Capparelli

    “Il Bosco di Giulietta” è una favola che nasconde un mondo vero. Essa non intende mostrarci qualcosa che non esiste ancora o non esiste più, come succede nelle antiche leggende, ma ci racconta una storia che viene da lontano e che continua ancora. Ci parla di fenomeni naturali, ritmi del tempo che passa, trasformazioni, rinascite, stupori infantili. Soprattutto ci mette di fronte a occhi che sognano e sperimentano come tutti i vecchi confini possano essere violati, per lasciare il posto ad altre strade: nuove, diverse, migliori.

    “Il Bosco di Giulietta” è senza un vero finale. E chiede a chi legge di proseguire la narrazione, di scovare che cosa c’è oltre (dentro e dietro) i limiti della scrittura. Lo dice anche Gianni Rodari: “Bisogna avere una mente aperta in tutte le direzioni”. Magari per scoprire che tante altre persone nel corso del tempo hanno lavorato perché questa favola nascesse e avesse vita.

    A te continuare il lavoro (o il gioco?).

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    Memorie di un’estetista

    di Carla Segala Soncini

    “Insomma, devo ammettere

    che qualcosa di strano, o

    quantomeno poco comune,

    in questa mia vita c’è stato.”

    16,50