Questo è quel mondo
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(0)By : Francesca Andreini
Nessuno ti può costringere
€19,80di Francesca Andreini
Un ragazzino che a dodici anni, nell’epoca fra le due guerre, scappa dalla famiglia e dai doveri e comincia a girovagare fra incontri straordinari e grotteschi, fra pericoli e iniziazioni attraverso una Toscana misteriosa, aspra, magica. Sfuggendo al peggio, Gino saltella fra paesi ed esperienze. Si ribella con testardaggine toscana alla natura cattiva del mondo. Con passione e ironia continua ad amare ogni aspetto della vita. Impara fra i boschi a schivare i colpi delle frasche. E per tutta la vita si piega, capriola e scivola fra le dita del destino. Crescendo si fa uomo, ma riesce sempre ad evitare tutto quello che lo vorrebbe costringere in una forma definitiva. Fino alla prova estrema della guerra. “Capiamo subito da che cosa sta scappando Gino”, scrive Marianne Schneider, “ma che cosa insegue? Ha qualcosa dentro di sé che lo rende parente del fiabesco Pinocchio […] e quello che Giorgio Manganelli dice di quel burattino, vale anche per Gino: che ‘segue il suo oracolo interiore’, che lo può anche far sbagliare, ma lo guida miracolosamente attraverso il mondo, facendolo andare dietro ai suoi sogni e alle sua curiosità e alla voglia di arrivare non sa nemmeno lui dove, ma intanto s’incammina”
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(0)By : Enrico De Vivo
Saggi Inventati
€16,00di Enrico De Vivo
Questa raccolta di saggi si stacca da tutte le raccolte di saggi in circolazione, per una dedizione rara, che sfugge del tutto al pensiero universitoide: «se il pedante universitoide mira sempre al sapere=potere, questo libro è all’altro capo di tutto ciò: il volo del pensiero=gioco, che si industria con i concetti, con gli pseudoconcetti, con le trovate del cuore e quelle dell’immaginario, oppure con le nuvole» (Gianni Celati).
È un pensiero che si aziona all’istante, non appena è toccato da immagini che lo elettrizzano: paesaggi, situazioni, figure e personaggi di libri o di film, allegorie, metafore. De Vivo scrive di letteratura, dei suoi temi e dei suoi fantastici maestri (“Saggi Inventati”, appunto), come i santi che tengono in mano un cuore palpitante; scrive con il cuore in mano, anzi con il kindé in mano, come direbbero i Dogon. E il kindé, vera sede di tutte le passioni, è qualcosa di più del cuore, è cuore e fegato insieme. Dal cuore nasce adesione, dal fegato nasce rifiuto: e così in questi saggi si alternano sorprendentemente visioni esaltanti e malinconiche, toni delicati e gravi, limpide descrizioni e analisi acute.
Nella lettera che apre il volume, Massimo Rizzante scrive: «Caro Enrico, […] per me sei riuscito a mescolare i tuoi maestri partenopei, tutti i tuoi maestri, da Leopardi (partenopeo doc) a Basile, da Vico a De Simone, dagli artisti imbroglioni ai tuoi alunni svegli e cerimoniosi, con la critica del presente, di questo nostro presente castrato, senza padri, senza eredi e senza neppure quei perdigiorno sognatori e pieni di umori, di cui sento tanto la mancanza. […] Tu, con i tuoi saggi, sei entrato nella Grande Compagnia degli Umili che si danno la mano nel corso dei secoli e che ogni anno si ritrovano in un giardino di ginestre, sotto il Vesuvio, ad aspettare che il Gobbo Divino assegni a ciascuno una parte nella commedia».
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(0)By : Enrico De Vivo
Divagazioni stanziali
€13,00di Enrico De Vivo
Ecco un libro pieno di pazienza, di calma, di attenzioni, di bei racconti, senza niente di romanzesco, tutto al naturale. Quasi tutti quelli che scrivono mettono avanti serie giustificazioni, mostrandosi gente che sa come va il mondo e cosa bisogna pensare. Invece qui troviamo uno che scrive come per un gioco di onde di corrente che passano attraverso il suo sistema nervoso, per tornare poi all’esterno – ma strada facendo hanno scaricato un po’ di effluvi maligni. Scrive Gianni Celati: “Sui monti, nelle valli, nelle paludi, nei deserti di sabbia o nei deserti delle città, lontano da quelli che non vogliono sentirsi sbagliati, e che per non sentirsi sbagliati stanno sempre a calcolare la mossa vincente… noi cerchiamo qualcosa che somigli al libro di Enrico De Vivo – scritto per le delizie del divagare, del riscrivere storie e tentare strade senza obbligo, in uno stato di atarassia napoletana, o dei paraggi”.


