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    Na olta col core

    8,00

    di Orio Grazia

    Che bei tempi quando chi tentava di parlare in italiano era considerato uno spaccone! […] Il dialetto è come una mamma: sia nelle poesie della presente raccolta sia in alcuni detti […] la migliore traduzione in italiano risulta sempre meno sintetica, più abbondante di vocaboli e meno specifica nel senso. […] “Te gheto insegnà?” (hai fatto il segno della croce?) tradotto in italiano fa pensare al semplice segno della croce, mentre la profondità del dialetto rimanda ad una sorta di “auto insegnamento”, ovvero di una riconferma nella fede incoraggiata da un’entità superiore, più antica e più sacra.

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    Natura mia

    13,00

    di Andrea Bazzani

    Natura mia di Andrea Bazzani si muove sul crinale d’un difficile rapporto tra l’umana natura interiore e la natura che si stende là fuori nel silenzio dei muri, tra i sassi, nel crepitare degli sterpi. Forse verso un’ecologia dei sentimenti, forse ancora più in là, sulla via del ritorno a casa, col vento che corre impaziente tra i rami.

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    Ottava fioritura

    12,00

    di Antonella Antolini

    L’ottava fioritura è un’opera di poesia d’un mondo semplice, da ricomporre continuamente, un mondo in cui, allo stesso tempo, un cielo mai visto ci è toccato in compito un drappeggio di confine.

    FA parte della collana Opera Prima.

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    Poeti del mondo

    55,00

    di Massimo Spiritini

    Introduzione di Mirella Spiritini

    “Massimo Spiritini tra le tante opere pubblicate teneva moltissimo alle traduzioni, come Poeti di Francia, Poeti stranieri, Poeti del mondo e Panorama della poesia mondiale. Discutevo molto con mio padre, perché io davo la preferenza ai suoi libri di poesie; infatti Versi è il titolo che ho scelto per una raccolta di sue poesie pubblicata nel 2010.

    Affrontare la pubblicazione di una delle sue opere di traduttore mi pone anche innanzi un problema di scelta. Poeti del mondo esce nel 1939 come dimostra il contratto stipulato con la Garzanti. Dalle mie ricerche non risulta che ne sia rimasta copia, nè alla Nazionale di Firenze, nè in altre prestigiose biblioteche e neppure a Verona. Io lo ricordo bene quel libro: la copertina nella quale il cartone era foderato da una stoffa sottile color rosso scuro. Anche nella nostra casa, centrata da un aereo americano colpito dalla contraerea, quell’edizione è sparita. Tuttora si trova facilmente la ristampa del 1945, decisa dalla Garzanti, forse pensando ad una possibilità di successo, dato il momento favorevole per uno slancio verso una cultura libera ed aperta al mondo. Il mio papà ricevette le copie della seconda edizione, ma certo non andò a Milano; durante quella primavera era impegnato con capomastri e muratori a salvare quel che era rimasto della casa di Castelvecchio. Aveva dunque in testa altro che la poesia.

    L’edizione del 1945 fece il suo corso, ma lo Spiritini, sistemate le faccende di famiglia, tornò a lavorare; nacque così il Panorama della poesia mondiale, edito da Bocca nel 1951. Questa raccolta contiene alcune delle liriche già pubblicate dalla Garzanti ed altre nuove, che erano rimaste nel cassetto. Quindi io mi trovavo di fronte ad un bivio: riprendere con copia anastatica il più noto Poeti del mondo, o privilegiare il volume del 1951 della casa editrice Fratelli Bocca.

    Ho scelto Poeti del mondo e me ne assumo tutta la responsabilità. L’edizione del 1939 è interessante anche per una caratteristica del contratto: la firma dallo Spiritini è posta al seguito di questa frase: “L’autore dichiara di non essere di razza ebraica.”

    Ancora: i nomi di battesimo dei poeti dovevano, ove possibile, essere tradotti in italiano. L’autore dovette subire poi un’altra costrizione: i testi poetici erano divisi in capitoli, uno per ogni lingua e sicuramente il traduttore aveva iniziato con i poeti francesi, seguiti dai belgi, dai tedeschi e dagli inglesi. L’editore volle dare la precedenza ai poeti tedeschi e nel 1945 non ripristinò l’ordine preferito dall’autore. Che il Massimo volesse partire dai poeti francesi è provato dal lavoro successivo Panorama della poesia mondiale: qui troviamo al primo posto i francesi ed i nomi di battesimo nelle lingue originali”

    (Dall’introduzione di Mirella Spiritini Massari)

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    Respiro di noi

    12,50

    di Michele Bubici

    Poesie d’amore

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    Sebastian

    8,40

    di Gabriele Fedrigo

    Il sole di nuovo.

    La luna di nuovo.

    Fuori a Spoon River

    sono ancora baci

    mentre nel fuoco

    brilla la mia testa.

    Fra luce ardente

    si scioglie

    il piacere e il dolore,

    e un triste ricordo.

    Era ancora di ieri

    il nostro muto stare

    fra gli oleandri e i noccioli verdi.

    E lontano il cumulo di tempo,

    le ossa calde

    dietro il biancospino

    e il ciliegio in fiore.

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    Seguo la via del giardino segreto

    13,00

    di Stefano Aldrighetti

    Questa nuova silloge di Stefano Aldrighetti “s’affaccia al limitare della coscienza”, ci fa entrare in un giardino segreto dove la parola “va e viene tra il nulla e il tangibile”, prende forma e si trasforma in poesia.

    La mente vaga su fili intrecciati nell’andar per sogni si perde si perde e si ritrova.

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    Un giaciglio per l’anima

    14,00

    di Orio Grazia

    Illustrazioni di Luciana Soriato

    Dialogare con la propria anima si rivela un percorso tormentoso, lastricato di tante incertezze e illuminato da sporadici sprazzi di luce. Nella tensione che sgomenta, si va allestendo una galleria di quadretti che la quotidianità ispira e la mente fatica a tradurre in linguaggio. Tardano a comporsi le risposte, persino insperate su argomenti così profondi…

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