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    Sociology of Theatre and Performance

    25,00

    by Maria Shevtsova

    These essays from 1983 to 2008 are pioneering in establishing the field of the sociology of theatre and performance. They cover various aspects, focusing on theoretical and methodological principles, the problem of contextualisation and of defining contexts for theatre practice, and approaches to analysing and understanding performances in terms that are aesthetic as well as sociocultural at one and the same time. It is in this area of artistic works as process and achievements, which the sociology of the arts in general has found notoriously difficult, that the book makes its most innovative contribution.

    The book also provides examples of audience analysis, introducing the category of ethnic identification, which studies of audiences had neglected, including those by Pierre Bourdieu concerning museum attendance and viewing in galleries. Here domographics and other quantitative factors are correlated with spectators’ assessment of theatre productions, emphasising the importance of such qualitative material for grasping the social significance and dynamics of theatre/performance.

    The book’s wide range of interest, perceived and presented from a number of different angles, employs a diverse range of methods: conceptual framing, cultural embedding, textual deconstruction, empirically-based sociocultural performance analysis, ethnographic research, media documentation, questionnaire surveys and interviews with actors, directors and spectators. Different types of performances are discussed, going from the mainstage productions of path-breaking directors of the twentieth and twenty-first centuries – including opera – to performances with a political thrust, or to community groups involved in identifying and authenticating multiculturalism.

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    Psicologia sociale della moda – Abbigliamento e identità

    25,00

    di Paola Pizza

    C’è un messaggio profondo dietro la superficie della moda e per comprenderlo occorre la psicologia che analizza non solo l’immagine, ma anche la psiche.

    Questo libro si propone di indagare la moda come un fenomeno sociopsicologico che contribuisce alla definizione dell’identità degli individui e dei gruppi, e aiuta a raggiungere gli obiettivi. Guarda ai significati della moda non fermandosi all’individuo e alle dinamiche intrapsichiche, ma analizzando anche la sua appartenenza ai gruppi, e le sue interazioni sociali.

    I capitoli del libro si articolano in base ai cinque principi del comportamento sociale (obiettivi, identità, conoscenza, influenza, comunicazione)e sono arricchiti da esempi tratti da film, serie televisive e letteratura contemporanea. Questa seconda edizione è aggiornata con una bibliografia più ampia e con un paragrafo sugli studi sociopsicologici sulla moda.

    Inoltre, i capitoli sono completati dall’analisi dei problemi sociali più attuali della psicologia quotidiana con la moda. La conclusione del libro formula una speranza: che la moda sia strumento di benessere, e aiuti a valorizzare l’unicità di ogni persona, superando i condizionamenti, il conformismo e gli stereotipi estetici.

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    Psicologia dello shopping

    20,00

    di Paola Pizza

    Gli acquisti che ci fanno stare bene sono quelli che aumentano la nostra autostima, che ci fanno provare emozioni positive e ci aiutano a definire meglio chi siamo. Questo è un libro pensato per aumentare la consapevolezza delle dinamiche psicologiche che guidano lo shopping di moda. È la seconda edizione, ampliata e aggiornata, del volume Abiti e tacchi, pubblicato nel 2016.

    Il percorso di questa seconda edizione conduce all’analisi dei diversi comportamenti di acquisto degli oggetti moda, attraverso i significati psicologici di ciò che contiene il nostro armadio (gli abiti, le scarpe, le borse, i cappelli, le cravatte, le cinture, i gioielli, gli occhiali), della cura personale, (il profumo, il trucco, i capelli), fino ai diversi stili di shopping di moda basati sugli archetipi delle dee e degli dei greci.

    L’analisi degli acquisti che facciamo per valorizzare la nostra immagine e la nostra identità, si conclude con una riflessione sul potere della moda di renderci felici, quando è usata in modo libero e assertivo.

    Ogni capitolo è arricchito da esercizi per diventare più consapevoli del rapporto con la moda e coglierne i significati profondi.

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    Fondamenti di sociologia dello sport

    20,00

    di Rosarita Cuccoli

    Il volume fornisce una serie di chiavi e di riferimenti essenziali per capire il ruolo dello sport nella società. Si parte dal tentativo di definire, attraverso i paradigmi teorici principali, che cosa sia lo Sport, termine dato erroneamente per scontato. Vengono poi ripercorse le tappe storiche principali che hanno portato lo sport ad essere uno dei fenomeni sociali più popolari su scala mondiale. Infine, il testo approfondisce alcuni dei temi che caratterizzano lo sport nel mondo contemporaneo, dalla simbiotica collaborazione con i media alle responsabilità del settore in sfide di oggi quali sedentarietà, sostenibilità e integrazione, senza trascurare aspetti meno gloriosi come la violenza del tifo e gli eccessi legati a un’idea distorta di performance.

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    Progetti sociali riflessivi nel ‘nuovo welfare’

    20,00

    a cura di Sandro Stanzani e Claudia Pedercini

    La crisi economica ha riproposto con forza le esigenze di riforma dei sistemi delle politiche sociali, tanto che, dopo oramai mezzo secolo di riflessioni sulla crisi dello stato sociale, oggi spunta all’orizzonte il termine “nuovo welfare”, che sembra invitare ad una radicale revisione dello stato sociale. Tuttavia il profilo di questo nuovo welfare pare ancora lontano dal trovare una precisa definizione. Sono molte le ricette, altrettanti gli schemi interpretativi che si confrontano sul campo. In questo quadro d’incertezza, peraltro generalizzabile a molti ambiti di vita nell’attuale stagione socio-culturale, le scienze sociali affidano alla categoria della riflessività un ruolo di primo piano per orientarsi nei complessi processi di modernizzazione. Una tale categoria può trovare applicazione nel sistema delle politiche sociali? Che senso ha progettare le politiche sociali in modo riflessivo? Le politiche sociali riflessive sono davvero in grado di introdurci nel “nuovo welfare”? È questo lo scenario nel quale si colloca il testo, che propone al lettore una riflessione teorica ed un concreto esempio di progettazione riflessiva orientata a “Costruire e rafforzare legami nelle comunità locali” del mantovano. Il progetto, che risponde ad un bando innovativo della Fondazione Cariplo, ha coinvolto su iniziativa di Solco Mantova soggetti pubblici e privati (profit e nonprofit).

    Il testo si rivolge da un lato a ricercatori, responsabili e operatori dei servizi sociali, dirigenti e operatori del terzo settore chiamati, oggi, ad un costante lavoro di riflessione e aggiornamento della progettazione sociale, dall’altro a studenti di corsi di laurea in politiche sociali, scienze del servizio sociale e scienze dell’educazione che debbono familiarizzare con le modalità operative di stesura di un progetto di welfare locale.

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    I mille volti della memoria

    20,00

    a cura di Lorenzo Migliorati e Luca Mori

    Relegato per lungo tempo ai margini delle scienze sociali, lo studio della memoria parrebbe oggi attirare l’attenzione di un numero crescente di ricercatori. Il modo in cui gruppi e società rappresentano il loro passato, i meccanismi tramite i quali ricordo e oblio si realizzano a livello collettivo e gli aspri conflitti che queste pratiche accendono costituiscono un oggetto d’indagine assai complesso e variegato, che tuttavia non cessa di rivelare le proprie potenzialità per comprendere la vita aggregata del presente. I saggi qui raccolti rappresentano un piccolo spaccato della vivacità della ricerca sociologica su questi argomenti. Pur mostrando interessi tematici e sensibilità analitiche assai differenti, essi paiono condensarsi attorno a tre grandi questioni generali: gli aspetti teorici che l’esistenza di una dimensione collettiva della memoria chiama in causa, la fragile e spesso insidiosa distinzione tra uso pubblico e abuso politico del ricordo e i processi di rielaborazione sociale dei traumi che i passati di violenze e soprusi spesso infliggono alle comunità.

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    Mangiar simboli. Cibo, benessere e cultura materiale

    20,00

    a cura di Domenico Secondulfo e Debora Viviani

    Nell’ambito della cultura materiale, il cibo è sempre stato un elemento caratterizzante la sfera di relazione comunitaria e il sistema di stratificazione sociale. Nel primo caso, perché esplica le relazioni tra i componenti del gruppo, nel secondo caso, perché indice di ricchezza e strumento di divisione sociale.

    In questa sede, il cibo ha una valenza diversa e diventa elemento importante in un’ottica di consumo autoriferito, relativa alla comunicazione del soggetto con se stesso, perché le dinamiche alimentari, la cura del corpo e la visione della salute esplicitano il gusto e le tendenze diffuse socialmente. È questo il grado “zero” della socialità dove il soggetto ha un rapporto ricorsivo ed autoriflessivo con se stesso, nel quale il cibo funge da tramite in un processo di proiezione/introiezione di significati da sé a sé. I contributi che compongono il volume nascono con lo scopo di integrare in un unico sforzo analitico, sia l’approccio riflessivo fondato sulla cultura materiale, sia quelli più tradizionali fondati sulla comunicazione e sulla pubblicità, questa volta però ristretta ai processi di valorizzazione e comunicazione dei cibi.

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    Mente mano utensile

    20,00

    di Domenico Secondulfo

    Nulla nel lavoro dell’Artigiano è standardizzato, non i prodotti, non gli strumenti, e, naturalmente, neppure gli artigiani. La storia li ha sempre visti individualisti, scontrosi, sospettosi, abituati a ragionare da soli e a realizzare il proprio ragionamento nelle cose. Mal sopportano la società di massa e la chiusura dell’orizzonte dell’immaginazione che essa reca con sé. Mente Materia Mano, Strumento e Prodotto, proprio quello, solo quello che serve e calza quella, solo quella Mano.

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    Culture e cure del benessere

    19,80

    di Sandro Stanzani

    Benessere e cura sono temi di grande risonanza nelle scienze sociali. La seconda metà del Novecento ha fatto del benessere un concetto chiava dell’epoca. Con l’inizio del nuovo secolo il ‘clima’ sembra cambiato. Rimane, anzi si accresce, l’attenzione per il benessere. Il termine compare ora con più frequenza nei titoli di saggi di scienze umane e sociali, ma il fenomeno è osservato con preoccupazione. Emerge il timore di una certa fragilità delle aspirazioni di benessere. Il nostro benessere sembra fragile perché dipendente dagli altri in un duplice senso: dipende dalla nostra violenza e dalla loro cura.

    Il testo, che si rivolge in primo luogo a studenti dei corsi di laurea in servizio sociale e in scienze dell’educazione, propone al lettore di riflettere su tali questioni attraverso il concetto di relazione sociale. Emergerà, attraverso indagini teoriche ed empiriche, che la relazione sociale ha un ruolo non secondario nella definizione del benessere e della cura. In particolare la categoria della reciprocità , intesa come elemento intrinseco ad ogni relazione sociale, può fornire una semantica del benessere e della cura  che aiuta a temperare i timori e le ansie del tempo presente e a immaginare e configurare nuove modalità organizzative e operative dei servizi socio educativi.

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