F.A.B.I.
La FABI, Federazione Autonoma Bancari Italiani, con i suoi oltre 108mila iscritti e le sue 98 sedi territoriali è il sindacato bancario più rappresentativo in Italia.
Costituitasi a Milano nel 1948, in un periodo storico caratterizzato da forti contrapposizione ideologiche anche nel mondo sindacale, si è fin dall’inizio contraddistinta come un’organizzazione aconfessionale e apartitica.
Una scelta di libertà e autonomia, all’epoca all’avanguardia, che tuttavia non le ha precluso di trarre dalla dottrina sociale della Chiesa cattolica molti motivi d’ispirazione.
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Società tecnologia lavoro
€1,44A cura di Giuliano Amato
La questione della Tecnica ha raggiunto una dimensione ormai universale. Solo alcuni angoli remoti della geografia conosciuta sono ancora al riparo dalla sua rete e dagli interrogativi che essa apre e propone. L’origine è antica: dal fuoco e dalla ruota (due mezzi primordiali), siamo pervenuti al computer, allo smartphone e ai robot. Fino agli ultimi decenni del secolo scorso, la tecnologia provocava interesse e curiosità, promuoveva adesione e consentiva un certo divertimento. Quelle categorie si sono rapidamente evolute in desiderio e pulsione, fino a lambire il terreno della dipendenza. La questione è diventata problema, il problema si è tramutato in idolo. -
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Il tempo della memoria
€1,44Evoluzione del sistema del credito negli ultimi decenni
a cura di Giuliano Amato
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Il lavoro che verrà
€3,60a cura di Gianfranco Amato
“Il simulacro non è mai ciò che nasconde la verità, ma è la verità che nasconde il fatto che non c’è alcuna verità. Il simulacro è vero”.
– Qoelet
L’ultimo lavoro del Centro Studi si occupa della relazione tra la tecnologia e il sistema bancario.
Non è la prima volta. Nei tempi più recenti, tuttavia, la questione si è fatta più ampia e più urgente, poiché diffusa in modo inarrestabile. Non solo. L’ultima figura della tecnica si è rivelata la Intelligenza Artificiale, ormai onnipresente in ogni luogo della comunicazione, e perciò coinvolta, in contemporanea, nei piani disviluppo di tutte le aziende, di qualsivoglia natura.
Sembra diventata ormai come l’aria, di cui non si può fare a meno, pena l’asfissia.
Nel volgere di pochi anni – forse meglio dire pochi mesi – nessuna impresa, nessun ente (pubblico o privato),nessuna realtà socio-economica potrà permettersi di rinunciare ai (presunti) vantaggi consentiti dalla I. A. Ma siamo così sicuri che si tratti solo di vantaggi? O è meglio riflettere anche su quello che verrà lasciato indietro, forse per sempre. Scrittura manuale; lettura su carta; dialogo e confronto in presenza; ricerca analitica. Per fare alcuni esempi.
Senza contare le “bugie” che questa scoperta può generare. Come ampiamente osservato in tutti i campi della comunicazione.
Domande aperte, che lasciamo alla riflessione dei lettori.
Gianfranco Amato
Direttore del Centro Studi Pietro Desiderato


