Gabriele Fedrigo
Aspirante scrittore di varietà e di epifanie domestiche. Dopo la folgorazione con Paul Valéry, si è messo a sondare l’effimero della vita.
- Filosofia e poesia
- Male
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(0)By : Gabriele Fedrigo€5,00
di Gabriele Fedrigo
“È come se fosse nel DNA del presepe l’aver
espunto da sé quanto di più alienato e alienante
viviamo dell’ambiente in cui si consumano
vanamente i nostri giorni”
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Droga sottile (dossier per un’«etologia degli intellettuali»)
€29,00di Gabriele Fedrigo
Le carte del dossier Droga sottile sono tutte figlie di un eccesso cerebrale. Chi le scrive è un tossicomane di intelletto con velleità artistiche e filantropiche. Con il pretesto di voler esaudire il desiderio di Roland Barthes di scrivere un’“etologia degli intellettuali”, questo drogato di mente passa i suoi giorni a sperimentare stati diversi dell’ebbrezza. Allucinato com’è dal suo cervello, pensa che mettere il naso fuori dal dossier voglia dire sparire nella noia della pura realtà. Per questo non smette di scrivere e di pensare. Droga sottile non è forse una sua invenzione? Non è forse la sostanza intellettuale che tiene acceso il dossier e chi lo scrive?
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Estetica dell’esistenza e ascesi «gay»
€19,00Appunti intorno a Michel Foucault
di Gabriele Fedrigo
“Il comportamento sessuale è costituito come ambito di pratica morale, nel pensiero greco, da atti di piacere (aphrodisia) che rientrano in un campo agonistico di forze difficili da padroneggiare; essi richiedono, per assumere la forma di una condotta razionalmente e moralmente accettabile, la messa in gioco di una strategia della misura e del momento, della quantità e dell’opportunità; e questa tende, come compimento ideale, a una perfetta padronanza di sé in cui il soggetto è “più forte” di se stesso fin nell’esercizio del potere che esercita sugli altri. Ora, l’esigenza di austerità implicita nella costituzione di questo soggetto padrone di sé non si presenta sotto forma di una legge universale alla quale ciascuno e tutti dovrebbero sottomettersi, ma piuttosto come un principio di stilizzazione della condotta per chi voglia dare alla propria esistenza la forma più bella e compiuta possibile.” (Michel Foucault, L’uso dei piaceri)
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Fascicolo personale
€24,00di Gabriele Fedrigo
Fascicolo personale è la storia di un uomo trasformato in π da un fantomatico sistema chiamato zona, un’azienda all’avanguardia nella lavorazione e nella manipolazione di materia grigia cerebrale. Fascicolo personale è anche la storia di uno sguardo gettato sulla banalità di una vita spesa a maneggiare carte e a evadere pratiche. Il famoso Pi greco (3,14159265358…) non è solo il nome di una delle tante specie di corpi che popolano la zona, ma è assurto a simbolo del compito svolto dai π. Un compito noioso, poco remunerativo, spesse volte frustrante, qual è appunto rincorrere e acciuffare carte, fogli e documenti, per poi instradarli e farli arrivare, quando possibile, alla loro destinazione: un fascicolo personale da riporre, chiusa la carriera, sugli scaffali impolverati di una soffitta o di una cantina.
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Fisiologia delle «opere della mente»
€12,40Paul Valéry al collège de France(1937-1945)
di Gabriele Fedrigo
Quali legami possiamo stabilire fra una scultura di Michelangelo e un sonetto di Shakespeare? E fra una pagina di un romanzo e la fisica quantistica? Durante i suoi anni di insegnamento al Collège de France (1937-1945) il poeta Paul Valéry si propone il “progetto veramente temerario” di reperire quel denominatore comune che sta alla base della vastissima produzione artistica, letteraria, filosofica e scientifica della nostra specie. L’indagine sui meccanismi fisiologici implicati nella “fabbricazione” di quelle che Valéry chiama “opere della mente”, si sviluppa, da un lato, attraverso il tentativo di abbozzare le linee di una “Economia poietica” e, dall’altro, mediante una riflessione sul significato di quel “Capitale intellettuale” che apre la specie umana a un'”immensa avventura”. Da qui le domande: “Che fare… dell’Uomo? – Possiamo farci una nuova idea dell’Uomo? – Possiamo crearci un nuovo scopo, un nuovo desiderio?”
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Gladiator, l’atleta del possibile
€18,90Valéry e lo «sport della mente»
di Gabriele Fedrigo
Nella “Commedia Intellettuale” messa in scena nei Cahiers di Paul Valéry si assiste alla ricorrente comparsa di eroi della mente dediti a scandagliare e a perlustrare la macchina cerebrale che li ha fatti nascere e che li sostiene. Accanto a Monsieur Teste, Leonardo da Vinci e Robinson splende per la sua luce adamantina un personaggio che gioca tanto il ruolo di un cavaliere che di un cavallo e il cui nome è Gladiator.
Nei Cahiers Gladiator funziona da catalizzatore di un vasto progetto di rifacimento dei meccanismi implicati nella valorizzazione degli “oggetti mentali” (idee e immagini) spontaneamente prodotti dal cervello o che quest’ultimo assume più o meno accidentalmente dall’ambiente esterno. Scopo da raggiungere è depotenziare gli effetti di risonanza di quelle “idee” ed “immagini” che, opportunamente mascherate nelle vesti di “idoli”, cercano di sottrarsi alla transitorietà e alla rapida sostituzione a cui sono invece ‘destinate’. Per raggiungere il suo obiettivo Gladiator impugna le sottili lame dell’analisi e un formidabile arsenale di esercizi con cui praticare quello che lo stesso Valéry chiama “sport della mente”. Gladiator non è infatti solo un ‘terapeuta’ delle aberrazioni della sensibilità nervosa, ma anche lo “sportivo” che pratica un “training” con cui rendere duttile, flessibile e plastico il suo “sistema neuro-psichico”.
L’‘agone neuronale’ fra i circuiti deputati alla valorizzazione e quelli della consciousness coinvolti nei processi di relativizzazione di qualsiasi “oggetto mentale” si trasforma in nuova palestra dove Gladiator cerca di addestrarsi e di forgiarsi. L’esperimento atletico si configurerà come un tentativo alquanto peculiare di costruire nel cervello un dispositivo con cui tenersi costantemente aperti a sperimentare “jusqu’au bout” il proprio “possibile”.
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Homo neuro-aestheticus
€5,70di Gabriele Fedrigo
Con questo lavoro vorrei mettere a disposizione del lettore un tentativo di accostarmi alla neuroestetica di Semir Zeki abbozzato in occasione di un convegno organizzato da Gian Franco Frigo e Fabio Grigenti del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova. Il convegno svoltosi nei giorni 9 e 10 giugno del 2006 portava come titolo: ‘Anthropos: origine, sviluppo (e fine?) di un concetto’. Elaborato sulla scia di una precedente ricerca, ‘Che cosa può un uomo? Potenzialità biologica, selezione naturale e cervello da Paul Valéry a Gerald M. Edelman’ (Torino, 2005), il mio intervento cercava di interrogarsi criticamente sulla neuroestetica a partire non solo dalla relazione fra estetica filosofica e neuroestetica, ma anche dalla genesi neuronale della nostra poliedrica potenzialità estetica.
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Idiorritmie
€24,00di Gabriele Fedrigo
“Chiamo fantasma un ritorno di desideri, d’immagini, che vagano, che si cercano in voi, talvolta per tutta una vita, e spesso non cristallizzano che attraverso una parola”.
Il fantasma esplorato da Roland Barthes nel suo primo corso tenuto al Collège de France (1977) è una possibilità del Vivere-Insieme: “non è il vivere-a-due, non è il discorso simil-coniugale, che seguirebbe – per miracolo – al Discorso amoroso. [È] un fantasma di vita, di regime, di genere di vita, diaita, dieta. Né duale, né plurale (collettivo). Qualche cosa come una solitudine interrotta in modo regolare: il paradosso, la contraddizione, l’aporia di una messa in comune delle distanze – l’utopia di un socialismo delle distanze”.
Nella parola idiorritmia, tratta dal vocabolario dell’esperienza religiosa dei monaci del Monte Athos, Barthes trova ciò che finalmente farà cristallizzare il suo fantasma come Vivere-Insieme. Lontana dalle forme gregarie e dallo stile di vita eremitico, l’idiorritmia è “forma mediana, utopica, edenica, idilliaca” del Vivere-Insieme. Allora perché non mettersi sui suoi passi? Perché non esplorare questa “utopia domestica”? Perché non cominciare ad assaporare il gusto della parola idiorritmia come possibile stile del Vivere-Insieme?
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