Lorenzo Dani

Lorenzo Dani

Lorenzo Dani, nato nel 1947, ha conseguito il Dottorato in Scienze Sociali presso l’Università Gregoriana di Roma e la Laurea in Sociologia presso l’Università di Urbino.

Si è occupato di Servizi sociali e alla persona, adottando originali metodologie in particolare nell’analisi dei bisogni sociosanitari e delle domande di prestazioni, e nell’analisi della qualità organizzativa e delle relazioni interpersonali.

In campo sociologico ha svolto varie attività di analisi e insegnamento sviluppando, sia a livello epistemologico e metodologico che a livello empirico, temi connessi alla formazione sociale dell’identità, della conoscenza, della normalità e della devianza, privilegiando il campo dei fenomeni religiosi.

Tra le pubblicazioni in campo sociologico, oltre a quelle pubblicate con Quiedit, si segnala:

– “Chiesa”, “Profetismo”, “Religione”, “Sacro”, “Secolarizzazione”, “Setta”, in: Dizionario di sociologia, Milano, Paoline, 1976
– “Teologia e sociologia. A proposito di due opere recenti”, Studia Patavina, XXIII, 1 (1976), 126-136
– “Atteggiamento storico e autenticità religiosa”, Rivista di teologia morale, XIV, 53 (1982), 69-99
– Domanda e offerta religiosa. Analisi di una parrocchia italiana, Padova, Ed. Messaggero, 1986
– Contraffazione della normalità. Argomentazioni, considerazioni e artifici sociologici, Negarine, Il Segno dei Gabrielli Editori, 2004
– “L’incerto rapporto fra il teologo e la teoria critica negativa. Annotazioni a margine dell’Enciclica Spe salvi di Benedetto XVI”, La Critica Sociologica, XLIII, 169 (2009), 15 – 31

  • Teologia
  • Male
  • 8
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    Amore e giustizia voglio cantare

    23,70

    A cura di Lorenzo Dani

    Manoscritti e inediti del Maestro P. Michele Bonfitto

    Per la Memoria del Maestro Michele Bonfitto.

    Per promuovere la Memoria del Maestro P. Michele Bonfitto (S. Marco in Lamis 15.5.1922 – Firenze 6.10.2017), alcuni suoi ex allievi – soprattutto presso il Liceo Missionario Comboniano di Carraia (Lucca) – hanno pensato di ricostruire l’opera del Maestro. L’attenzione nella prima fase si è concentrata sulla raccolta dei manoscritti inediti. Ed è questo che ora viene pubblicato. Si tratta quasi esclusivamente di composizioni piccole e meno piccole presentate nella forma di manoscritti autografi originali. A queste si aggiungono due pubblicazioni: Domine Salvam Fac (Lord Save Our Queen), Coronation Anthem, London 1953; The English Martyrs’ Hymn, London 1961.

    Questi documenti possono far intuire la valenza di un percorso musicale più che significativo, sia sotto il profilo tecnico compositivo che sotto il profilo storico sociale e liturgico, per il periodo pre e post conciliare, tra il 1950 e il 1990. Dovrebbero inoltre servire a far conoscere un po’ meglio il ‘vero’ Bonfitto, forse un po’ oscurato, oltre che dall’oblio, da alcuni pochi frammenti che le mode vincenti anche in campo liturgico hanno fatto conservare.

    MUSICA CORALE E LITURGICA IN LATINO
    MUSICA CORALE E LITURGICA IN ITALIANO
    INNI MISSIONARI E COMPOSIZIONI OCCASIONALI
    Alba di Gloria. Dramma sacro in due tempi, per Soli, Coro e Orchestra.
    Parte per Soli e Coro.

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    Cattive comunioni, buone divisioni

    17,10

    di Lorenzo Dani

    Raccolta dei miei interventi dal 1975 al 2022 sull’esperienza del
    Gruppo per il pluralismo e il dialogo di Verona, nato per dare
    ospitalità e sostegno a varie persone che, pur unite alla comunità
    cristiana nella fede e nell’affermazione di valori religiosi, si sono
    trovate divise nelle scelte politiche.”

    Dal 1975 ad oggi sono stato in contatto col Gruppo per il pluralismo e il dialogo di Verona. Una traccia del rapporto che ho avuto con questo gruppo è contenuta in queste note che ho steso per il Gruppo stesso o che si riferiscono ad alcune iniziative e ad alcuni argomenti che nel Gruppo sono stati discussi. Mi pare risaltino alcuni temi:
    – per potersi dire cristiani non è necessario identificarsi con le istituzioni storiche religiose e politiche, le quali possono essere fatte oggetto di analisi e di critica;
    – realmente, non solo teoricamente, anche altri possono percorrere un proprio originale percorso di fede e di impegno sociale: questo è il pluralismo;
    – si possono stimolare e sostenere le prese di posizione personali, senza deleghe, contro il tendenziale disinteresse per la vita sociale e nel rispetto della propria coscienza;
    – la fede religiosa stessa, o valori etici secolari ma altrettanto fondamentali, esigono un impegno nella vita politica, però fede e valori non devono servire per sacralizzare scelte storiche, ma come stimolo a modificare la società;
    – come condividere, idealmente e praticamente, le azioni di coloro che si dedicano alla liberazione e alla emancipazione dei poveri e degli esclusi.

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    Comunicazione coatta

    14,20

    Abbozzo di un modello di analisi critica della relazione comunicativa

    di Lorenzo Dani

    Questo saggio costituisce un altro passo dell’itinerario che si è cercato di intraprendere per abbozzare una traduzione operativa della teoria critica. In questa prospettiva viene qui proposto un piccolo viaggio all’interno del mondo delle relazioni comunicative, per verificare come anche nelle relazioni comunicative si realizza la tendenza alla sopraffazione. Si sostiene infatti che la tendenza propria dei sistemi e delle relazioni di comunicazione è una tendenza coattiva, costrittiva; se sulla sua strada non trova qualche forma di resistenza critica, la relazione facilmente si struttura e funziona con modalità costrittive, modalità che sono in singolare assonanza – questa in sintesi la proposta contenuta in questo saggio – con la relazione che si stabilisce tra inquisitore/torturatore e torturato. Questa è la metafora, la parabola, che si è creduto di poter adottare per analizzare la relazione comunicativa empirica.

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    Galateo dei servizi alla persona

    15,10

    Sussidiario per la qualità delle relazioni personali

    di Lorenzo Dani

    Questo è un galateo nel senso proprio della parola, poiché presenta un compendio di indicazioni, di vere e proprie regole pratiche che dovrebbero contribuire a rendere appropriato e dignitoso il comportamento delle persone. Così infatti sembra essere normalmente inteso un galateo. Esso è focalizzato sui Servizi alla persona, ossia sui Servizi socio-assistenziali, sui Servizi sanitari  e sui Servizi scolastici ma, più in generale, vorrebbe servire per tutte le aggregazioni in cui si stabiliscono relazioni interpersonali.

    Però, questo galateo, in modo diverso da quanto si fa in tante proposte che si presentano all’insegna della qualità, mantiene un’orientamento tradizionale, perché in esso si è cercato di ridurre al minimo le analisi e gli schemi teorici, preferendo fornire indicazioni pratiche, precise, puntuali, dettagliate e chiare. Soprattutto si è cercato di fornire indicazioni specifiche, ossia adeguate ai contesti di Servizi alla persona, e pronte all’uso per chi in questi Servizi opera.

    La strategia che si segue non apre certo un itinerario facile, con soluzioni magiche o miracolose: il miglioramento del comportamento è anzi considerato un campo difficile, complesso. Soprattutto si è convinti che per avviare un processo tanto impegnativo, prima della sollecitudine personale e per sostenerla, sia necessario predisporre delle oggettive condizioni organizzative, tali da consentire alle risorse umane, cui questo galateo è rivolto, di metterlo in pratica. Detta in forma di slogan: se in un Servizio non c’è un’organizzazione di qualità, serve a poco – anzi è dannoso – insistere perché le persone si comportino bene.

    L’aspetto più singolare di questo galateo, per un verso tradizionale e per altri versi nuovissimo, è costituito dalla presentazione di 1.500 comportamenti verbali, ricavati dalle esperienze reali, coi quali si insegna la strategia del comportamento di qualità: saper riconoscere e classificare i comportamenti, saper sceglier ei comportamenti, imparare la difficile ma fondamentale arte della valutazione adeguata di se stessi e degli altri.

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    Il dialogo dell’esorcista

    14,20

    Breve descrizione d’un infelice modo di confrontarsi coi diversi

    di Lorenzo Dani

    Vi sono non poche persone che, quando si confrontano con chi la pensa in modo diverso da loro, sono convinte di dialogare, mentre in realtà rivelano un atteggiamento del tutto analogo a quello che l’esorcista utilizza col Maligno. Questo singolare modo esorcistico di dialogare viene qui analizzato e dettagliatamente descritto nella sua origine, nella sua anima, nel suo funzionamento e nelle conseguenze negative che provoca. Chi è interessato a verificare se lui stesso o altri presentano qualche elemento dell’atteggiamento esorcistico, può trovare qui una guida, applicabile nei più diversi contesti sociali, ovunque qualcuno vuole confrontarsi, discutere, dialogare con chi ha idee più o meno diverse: dal mondo politico a quello dei rapporti famigliari, dal mondo del lavoro e della scuola, fino al mondo forse più coinvolto in questo problema, quello delle religioni. Una simile verifica si rivela utile anche al fine di evitare due pericolosi infortuni sociali: collaborare a consacrare la cosiddetta normalità sociale, e accodarsi a chi ciecamente esorcizza ogni forma di devianza.

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    L’Antibergoglio dolente

    13,30

    di Lorenzo Dani

    Antibergoglio è una specie di prototipo di coloro che muovono critiche particolarmente dure ed aspre contro Papa Bergoglio. L’atteggiamento di Antibergoglio, cioè le sue idee, i suoi comportamenti e alla fine la sua identità religiosa, è stato ricostruito attraverso una ricognizione di scritti e discorsi fatti a Verona – ma è probabile che sia in buona misura rappresentativo dell’identità di molti altri antagonisti totali del Papa.

    Le finalità di questo lavoretto sono due: direttamente, evidenziare l’origine e la dinamica dei modi di pensare, di sentire e di essere religiosi di un certo numero di persone; e poi, indirettamente, predisporre una specie di guida per chi volesse fare un esame di coscienza per verificare se e quanto il proprio atteggiamento assomiglia a quello di Antibergoglio, un atteggiamento qui considerato prodotto e causa di tante dolorose sopraffazioni. Con una avvertenza: attenzione che tanti atteggiamenti socialmente ritenuti moderati, inoffensivi, canonici, normali, religiosamente positivi, se non controllati, possono costituire il primo passo sulla strada che porta a pensare e ad agire come Antibergoglio.

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    Per la critica delle consacrazioni

    12,80

    Piccola guida ad un’analisi materialistica della religione

    di Lorenzo Dani

    C’è una singolare somiglianza tra un soggetto religioso biblico, il ‘servo di Jahweh’ (quello del profeta Isaia), e un soggetto considerato ateo, il cosiddetto ‘uomo negativo’ (di cui in qualche modo si parla nella ‘teoria critica’). E c’è come una piccola folgorazione,un lampo, che si può ricavare da questa somiglianza: il servo di Jahweh e la persona negativa hanno la medesima identità: entrambi, nel loro contesto sociale, sono considerati senza dignità e senza Dio. Da questa scoperta muove la metodologia di ricerca che qui viene abbozzata. È una metodologia materialista, ma non perché vuole eliminare la religione; anzi, è finalizzata alla riscoperta della spiritualità e alla sua salvaguardia, ovunque e in qualsiasi modo si manifesti, con simboli religiosi o non religiosi. Con questa metodologia si offrono strumenti per scoprire come e quando avviene che qualcuno, esercitando il proprio potere religioso in forma di dominio, stabilisce ciò che è religioso e ciò che non lo è, ma non nell’interesse della religione bensì nel proprio interesse, e in questo modo, proprio lui, corrompe e annulla la religione.

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    Tenuto per mano da Dio

    18,00

    di Lorenzo Dani

    In questo lavoro si affrontano questioni dibattute nel campo della sociologia della religione. “Come?”, potrebbe subito dire qualcuno. “Ancora sociologia? Ma se perfino in televisione han detto che la sociologia si è volatilizzata perché la società è scomparsa! E sociologia della religione, poi: oggi, nella postmodernità! A che serve tornare a parlare di queste cose? A chi vuoi che interessi!”. Spiacenti per chi avanza simili dubbi, qui si torna a discutere sul ruolo della religione nella strutturazione sociale della normalità, dell’ovvietà, e sull’importanza di rivalutare chi è considerato socialmente e religiosamente deviante, anormale. Il tutto focalizzato su un tema circoscritto: l’identità religiosa. Vi sarà ancora un uditorio che s’interessa a queste cose, curioso di sapere, ad esempio, perché, percorrendo il cammino della secolarizzazione, si può essere indirizzati verso la religione? Per come è costruito ed esposto, il testo va assunto lentamente, a piccoli sorsi, come un farmaco. Così può diventare un sussidiario con cui ognuno può fare un vigoroso esame di coscienza, o forse anche un breve e singolare corso di esercizi spirituali.

     

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