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    Estetica dell’esistenza e ascesi «gay»

    Appunti intorno a Michel Foucault

    di Gabriele Fedrigo

    “Il comportamento sessuale è costituito come ambito di pratica morale, nel pensiero greco, da atti di piacere (aphrodisia) che rientrano in un campo agonistico di forze difficili da padroneggiare; essi richiedono, per assumere la forma di una condotta razionalmente e moralmente accettabile, la messa in gioco di una strategia della misura e del momento, della quantità e dell’opportunità; e questa tende, come compimento ideale, a una perfetta padronanza di sé in cui il soggetto è “più forte” di se stesso fin nell’esercizio del potere che esercita sugli altri. Ora, l’esigenza di austerità implicita nella costituzione di questo soggetto padrone di sé non si presenta sotto forma di una legge universale alla quale ciascuno e tutti dovrebbero sottomettersi, ma piuttosto come un principio di stilizzazione della condotta per chi voglia dare alla propria esistenza la forma più bella e compiuta possibile.” (Michel Foucault, L’uso dei piaceri)

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    Negrarizzazione

    Speculazione edilizia, agonia delle colline e fuga dalla bellezza

    di Gabriele Fedrigo

    Con questa ricerca vorrei indagare la genesi storica, estetica e sociopolitica del neologismo negrarizzazione. Come e perché tale termine nasce a Negrar? Che cosa è successo in questo paese della famosa contea della Valpolicella per giustificare la nascita del neologismo negrarizzazione? Qual è il campo semantico circoscritto da questo termine? Fino agli inizi degli anni Sessanta, Negrar era famoso soprattutto per il suo buon vino e per il suo meraviglioso paesaggio. Negli ultimi vent’anni, Recioto e Amarone a parte, Negrar è balzato sulle pagine della stampa locale e nazionale per una delle più violente e spaventose aggressioni edilizie avvenute in Veneto nei confronti della bellezza collinare. Attraverso la negrarizzazione vorrei riflettere su due questioni intimamente connesse: la prima riguarda l’aggressività umana verso la bellezza del paesaggio; la seconda concerne invece gli effetti della rovina estetica sui funzionamenti neuromentali di quanti ora subiscono l’avvenuta negrarizzazione del territorio.

    Gabriele Fedrigo

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    Storia e Magia del Natale

    di Claudia Maschio

    Un percorso a ritroso nel tempo per scoprire le origini delle festività più amate tra tradizioni millenarie e fiabe divertenti, nuove o antiche, classiche o moderne. Un minuzioso lavoro di ricerca e di analisi delle fonti storiche, scientifiche e religiose attribuisce al testo un carattere “enciclopedico”, sostenuto da un esauriente indice analitico che consente di trovare agevolmente le voci e i temi desiderati. Ogni sezione è arricchita da una serie di incantevoli fiabe, ora recuperate da tradizioni lontane, ora scaturite dalla fantasia dell’autrice. Le illustrazioni sostengono il percorso della narrazione fiabesca legando tra loro, con un sottile filo di inchiostro nero, storia, tradizione, leggenda.

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    Storia e magia del Natale nel mondo

    di Claudia Maschio

    Dopo “Storia e magia del Natale”, un libro che ci permette di viaggiare ancora più lontano. Le tradizioni e le leggende del periodo più magico dell’anno, questa volta provengono da tutti i paesi d’Europa e del mondo: America, Asia, Oceania e Africa. Danze in riva al mare al posto di carole e neve, un Babbo Natale che viaggia su una tavola da surf anziché con la tradizionale slitta, strane prelibatezze che accompagnano le festività che dall’Avvento di snodano sino all’Epifnia. Il volume presenta anche un’interessante introduzione relative all’origine e allo sviluppo delle religioni, ed una retrospettiva sui miti e le leggende che popolano da sempre le “dolci notti”. Ancora una volta le illustrazioni si caratterizzano per eleganza, originalità e uno stile che sa interpretare il Natale in modo sobrio e moderno.

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    Da Arlecchino a Zanni

    di Claudia Maschio

    Il Carnevale, festa di antichissime origini, ci riporta a un tempo festivo che è contemporaneamente tempo pagano, sacro, tempo di protesta, di rivalsa, di gioco, tempo dell’alterità, dell’inversione dei ruoli, di ribellione ideologica e politica, tempo che maschera e smaschera. Solleviamo dunque il sipario e presentiamo questo bellissimo spettacolo, che è lo spettacolo della vita. Accomodiamoci in teatro, in compagnia di amici simpatici o indisponenti, timidi o baldanzosi, giovani o vecchi. Tipi umani che intraprenderanno un viaggio nella storia e nei luoghi del Carnevale, alla scoperta di costumi, leggende e fiabe che li condurrà nella Roma imperiale, nell’antica Grecia, nell’Italia della commedia dell’arte sino alle tradizioni di oggi, che sono poi le stesse di ieri giunte intatte, o profondamente modificate, sino a noi. Ma il viaggio è lungo: occorre fermarsi, ogni tanto, per potersi rinfrancare con gnocchi, cannoli, bugie, zippulas, tagliatelle fritte e quanto più si riesce ad assaggiare quanto le nostre regioni offrono, con la varietà e l’eccellenza che da sempre le contraddistingue, le loro ricette più gustose. Luci in scena: Arlecchino si esibisce con la sua straordinaria allegria. E con la sua lieve malinconia.

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    La piel fria de Albert Sanchez Pinol: una novela in limine

    di Katiuscia Darici

    El volumen “La piel fría de Albert Sánchez Piñol: una novela in limine” constituye un análisis crítico de la primera novela de Albert Sánchez Piñol (Barcelona, 1965) publicada en 2002 en catalán (La pell freda, Edicions La Campana), la cual se convirtió rápidamente en un best seller traducido a treinta y siete lenguas. El gran alcance de La piel fría en el contexto en el que se inscribe (el de una Cataluña que se asoma al siglo XXI) legitima un interés crítico peculiar. En un primer nivel de lectura, la novela, una Island Story al estilo de Robinson Crusoe, se ajusta a la literatura del naufragio, y también a la de aventuras y fantasía, heredera de Lovecraft y Borges. El presente estudio, aun teniendo en consideración estos componentes, va más allá de los motivos del viaje, de la aventura y de lo fantástico, analizando el núcleo más consistente de temas que hacen de La piel fría un caso de estudio mucho más complejo, muy rico en ideas, relaciones intertextuales y conexiones entre saberes transversales.

    Basándose en el sentido del límite, que la ambientación en una isla desierta proporciona, y el anhelo por la superación del ser humano, a través del encuentro con el

    otro, representado por el monstruo, el presente volumen propone un análisis que sondea las posibilidades de una escritura vinculada a una práctica etnográfica consolidada y una intención metaliteraria de gran alcance como para que sea posible afirmar que La piel fría no es lo que parece en la superficie.

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    From Text to Translation and Back Again

    di Sharon Hartle

    This book is intended as a companion in the true sense of the work to those interested in an introduction to the broad fields of discourse analysis and translation. The book contains eight chapters that explore various aspects of language, how to analyse it and also how to approach its translation. Each chapter contains input on a specific topic such as Chapter One “Language Change” and links are provided to video material and further resources for independent study. The approach to the content is inductive, which means asking the reader to stop and think.

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    Il pensiero medievale

    di Carlo Chiurco

    I mille anni che separano la fine del sistema politico del mondo antico dall’età delle grandi scoperte geografiche sono una delle più ardite e originali creazioni della civiltà occidentale. Teologia, filosofia, etica, estetica si innalzano a vette di complessità inaudite nel segno del continuo confronto con l’eredità del mondo antico da un lato, e la certezza indubitabile per la fede costituita dalla verità rivelata dall’altro. Una verità che l’uomo medievale, come ogni altro aspetto della sua esistenza, non può limitarsi a pensare senza anche viverla e renderla concretamente esistente, così come Dio stesso si era incarnato in una donna facendosi umano. È all’interno di queste tre coordinate fondamentali che si sviluppa la straordinaria avventura del pensiero medievale, della quale il volume intende dar conto attraverso una prima parte dedicata all’analisi dei grandi temi fondamentali della filosofia del Medioevo, ed una seconda, più tradizionale, comprendente delle schede sugli autori o le scuole di pensiero più importanti, in modo da coniugare l’esigenza di informare, tipica del manuale, con la necessità, per la riflessione, di andare sempre al fondamento di ogni questione: perché si può fare storia della filosofia solo se non rinuncia a filosofare.

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    Gladiator, l’atleta del possibile

    Valéry e lo «sport della mente»

    di Gabriele Fedrigo

    Nella “Commedia Intellettuale” messa in scena nei Cahiers di Paul Valéry si assiste alla ricorrente comparsa di eroi della mente dediti a scandagliare e a perlustrare la macchina cerebrale che li ha fatti nascere e che li sostiene. Accanto a Monsieur Teste, Leonardo da Vinci e Robinson splende per la sua luce adamantina un personaggio che gioca tanto il ruolo di un cavaliere che di un cavallo e il cui nome è Gladiator.

    Nei Cahiers Gladiator funziona da catalizzatore di un vasto progetto di rifacimento dei meccanismi implicati nella valorizzazione degli “oggetti mentali” (idee e immagini) spontaneamente prodotti dal cervello o che quest’ultimo assume più o meno accidentalmente dall’ambiente esterno. Scopo da raggiungere è depotenziare gli effetti di risonanza di quelle “idee” ed “immagini” che, opportunamente mascherate nelle vesti di “idoli”, cercano di sottrarsi alla transitorietà e alla rapida sostituzione a cui sono invece ‘destinate’. Per raggiungere il suo obiettivo Gladiator impugna le sottili lame dell’analisi e un formidabile arsenale di esercizi con cui praticare quello che lo stesso Valéry chiama “sport della mente”. Gladiator non è infatti solo un ‘terapeuta’ delle aberrazioni della sensibilità nervosa, ma anche lo “sportivo” che pratica un “training” con cui rendere duttile, flessibile e plastico il suo “sistema neuro-psichico”.

    L’‘agone neuronale’ fra i circuiti deputati alla valorizzazione e quelli della consciousness coinvolti nei processi di relativizzazione di qualsiasi “oggetto mentale” si trasforma in nuova palestra dove Gladiator cerca di addestrarsi e di forgiarsi. L’esperimento atletico si configurerà come un tentativo alquanto peculiare di costruire nel cervello un dispositivo con cui tenersi costantemente aperti a sperimentare “jusqu’au bout” il proprio “possibile”.

    €18,90