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    Frastagliato

    €10,00

    di Mariano Menegotti

    M. Menegotti, poeta veronese, chiede a ciascuno di noi, suoi lettori, come stanno veramente le cose, come fosse ormai consunto il tempo del fingere. Le domande poste servono a recuperare la sacralità della vita, senza sperperarla nei ritmi, nei tempi, nelle risorse.

    – Stella Cernecca

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    La poesia dei fratelli Doplicher

    €12,00

    di Michele Arcangelo Nigro

    2020. La covid-19 tiene l’umanità in scacco. Manifestazioni di angoscia per un incertissimo futuro, di abnegazione, d’irrazionale incoscienza comportamentale si alternano ai moti di protesta di chi ha perso i propri mezzi di sussistenza e alla paranoia dei vari terrapiattisti, negazionisti, complottisti. Tutto fermo, esclusi i reparti anti-covid. Liste d’attesa interminabili nella sanità del territorio e negli ospedali pubblici: non si fanno che interventi in stato d’emergenza. L’organismo di Pazienti oncologici o portatori di altre malattie a grande diffusione (a centinaia di migliaia) non accedono ai controlli o alle cure e, senza rendersene conto, muoiono, giorno per giorno, per metastasi ancora silenti, per restringimenti arteriosi irreversibili, per diabeti non diagnosticati e mal curati. Solo i sanitari dei reparti di terapia intensiva o sub-intensiva lavorano a pieno ritmo. Per contro — e, certo, non eroicamente — è ferma la pubblica

    amministrazione in settori chiave, come gli uffici giudiziari. Una vera, irresponsabile “Narrrenschiff ”.

    In questo clima da tregenda e di tragedia esce, per i tipi di Quiedit, Verona, un mio volumetto, dal titolo: Prose ritmate: scienza, etica e versi: forte richiamo alla ragione, alla morale e al senso civico. Ne mando una copia al poeta Paolo Ruffilli, che conosco da non molto, ma che è persona civile, nel senso più ampio e autentico del termine (mi onora la sua amicizia). Ne ricevo un riscontro positivo, insieme all’invito a far conoscere ad altri lo scritto. Fra questi è Sergio Doplicher, matematico e fisico, Professore Emerito di Analisi funzionale e Fisica teorica, nonché di Meccanica quantistica, a Roma “La Sapienza”, che replica al plico contenente il mio libro con l’invio di tre volumi: uno, redatto insieme a Fausta Ferro-Luzzi, di argomento iconologico (Il ‘De Rerum Natura’ di Giorgione, Il Teatro di Giovanni Bellini, Lo sguardo della Gioconda. ARAC-6 NE. Roma 2011), uno di (semi)divulgazione della fisica dei quanti e di riflessioni filosofiche sui concetti di razionalità e di cultura (Mondo quantistico e Umanesimo. Carocci editore. Roma. 2018) e uno di poesie (Porte per ba. Edizioni Sinestesie. Avellino. 2020),

    pubblicato con lo pseudonimo di Sergio Doraldi.

    Mi era noto un altro Doplicher, Fabio: poeta, drammaturgo, autore di scritti critici e notevole promotore culturale, da non molto scomparso. Chiedo allo scienziato se si tratti di un suo congiunto. “Era mio fratello” mi risponde. Ne avevo, a suo tempo, letto (e stampati da Internet) alcuni componimenti, oltre alla silloge Poesie di Roma, ritrovandovi una parte significativa della mia vita trascorsa in riva al Tevere.

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    Il Baretti vostro. Lettere inedite di Giuseppe Baretti

    €10,00

    di Francesca Luigia Savoia

    Riportando alla luce, raccogliendo e commentando sette nuove missive di Giuseppe Baretti, appartenenti tutte quante all’ultimo terzo della sua vita, quand’egli finì per stabilirsi definitivamente in Inghilterra, questo volumetto vuole attestare l’importanza davvero vitale che lo scriver lettere rivestì, sia personalmente che professionalmente, per lo scrittore emigrato. I testi di questa raccolta confermano Baretti come uno dei prosatori italiani più avvincenti, informativi e leggibili del Settecento, e confermano altresì la sua insaziabile curiosità intellettuale e il suo profondo rispetto per lo studio delle lingue straniere come effettivi strumenti di esplorazione e conoscenza umana e culturale.

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    Michele Enrico Sagramoso. Il carteggio, i viaggi, la massoneria

    €29,00

    di Federico Chesi

    con una prefazione di Gian Paolo Romagnani

    Il volume ricostruisce le vicende biografiche del marchese veronese Michele Enrico Sagramoso (1720-1791) attraverso ricerche d’archivio e la trascrizione di documenti autografi. Cuore della monografia è l’edizione del carteggio del Sagramoso conservato presso la Biblioteca Civica di Verona. Accanto al carteggio, l’edizione di alcuni documenti inediti: una parte dei diari del Sagramoso – Itinerari e Notizie – finora ritenuti irreperibili e rinvenuti, invece, durante lo studio del carteggio. Il corpus documentario, corredato da ampi saggi che approfondiscono gli avvenimenti biografici, le frequentazioni, i legami con la massoneria, rappresenta il contributo di maggior completezza prodotto sinora sulla figura del balì dell’Ordine di Malta; il quale, grazie al ruolo di diplomatico dell’ordine melitense, poté compiere virtuosi e proficui viaggi in tutta Europa, instaurando importanti amicizie e fitte relazioni con i protagonisti della nobiltà del XVIII secolo.

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    La lumaca, la gallina e i figli del diavolo. Lettere di Gianrinaldo Carli e Saverio Bettinelli

    €14,00

    di Giovanni Catalani

    con una premessa di Corrado Viola

    Il volumetto raccoglie e commenta 62 lettere finora inedite, inviate, tra il dicembre 1792 e il febbraio 1795, pochi giorni prima di morire, dal poligrafo istriano Gianrinaldo Carli (1720-1795), già funzionario a Milano del governo asburgico, al letterato ed ex gesuita mantovano Saverio Bettinelli (1718-1808). I temi sono quelli consueti agli scambi epistolari tra intellettuali settecenteschi, con particolare attenzione alle diatribe di argomento naturalistico-vulcanologico, allora in voga, e a quelle che coinvolgevano il Carli stesso in relazione alle proprie opere di antiquaria. In più, le costanti, dettagliate e spesso inorridite relazioni di questi dipingono un quadro assai vivo e preoccupato degli avvenimenti storici contemporanei, negli anni in cui la Rivoluzione francese iniziava a minacciare seriamente l’Ancien Régime lombardo ed europeo.

    Giovanni Catalani

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    Leggendo la Divina Commedia – Il Sole

    €10,00

    di Ernesto Guidorizzi

    Quale immagine sublime, ricorre lo splendore del sole nella Divina Commedia. E come i frammenti di luce si spandono dal cielo alla terra, così i frammenti poetici, che Dante ha dedicati all’astro generoso di bellezza e vita. Sono frammenti poetici, i quali si fanno leggere come bagliori che incantano gli sguardi, rivivendoli nel Poema

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    Dante e Verona

    €28,00

    di Antonio Avena e Pieralvise di Serego Alighieri

    (a cura di Gian Paolo Marchi)

    Diffuso nell’estate 1921, il volume Dante e Verona fu accolto con vivo interesse sia dalla critica accademica che da qualificati lettori, che espressero il loro giudizio in lettere e recensioni, di cui si pubblica qui per la prima volta una scelta significativa. Particolarmente interessante è il caso di Benedetto Croce, che nel discorso sul «carattere della poesia di Dante», tenuto a Ravenna il 14 settembre 1920, aveva insistito sulla necessità di «sgombrare lo studio della Divina Commedia da tutto il peso delle interpretazioni politiche, morali, biografiche, allegoriche, che vi hanno aggiunto i commentatori», mentre in lettera dell’ottobre 1921 lodò la pubblicazione veronese, che pur era costituita da contributi di carattere storico-filologico, non senza qualche indulgenza nei confronti della minuta erudizione, come nell’indagine di Bashford Dean sulla (presunta) staffa del cavallo di Cangrande conservata nel Metropolitan Museum di New York.

    Tra i saggi contenuti nel volume spicca quello su Verona ai tempi di Dante di Luigi Simeoni, che vaglia attentamente — tra l’altro — le fonti relative ai magnalia di Cangrande esaltati anche da Julius von Schlosser nel suo libro sull’Arte di corte (1895).

    Non meno interessante la recensione di Federico Chabod all’appassionato contributo di Luigi Carcereri Politica dantesca e politica scaligera: recensione che si pone come rigorosa messa a punto del caso veronese nell’ambito delle controversie tra papato e impero.

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    Di qua e di la’ dell’Ongarine

    €15,00

    di Veronica Nicolis

    “I ghe dasèa quel che i no podèa torghe”.

    Sofferenze e gioie nei ricordi degli abitanti di Avesa e Quinzano: mestieri, calendari popolari e aneddoti conservati nella memoria di chi li ha vissuti

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    Testi e contesti arabi postcoloniali

    €12,00

    di Letizia Lombezzi

    In epoca postcoloniale emersero con forza i temi dell’identità e della rappresentazione, innescati dalle rivendicazioni nazionalistiche. La relazione tra il sé e l’altro non doveva più essere di dipendenza, bensì dialettica. In questo panorama, la lingua araba con la scrittura dei primi romanzi riprese il suo ruolo di lingua identitaria, dopo la lunga marginalizzazione subita a favore del turco, del francese o dell’inglese, ampiamente favorite dalle amministrazioni straniere.

    L’arabo emerse quale lingua al contempo ufficiale, cioè una lingua “con i muscoli e de jure” e nazionale, cioè lingua della cultura, unificante e fonte di identificazione , reclamando inoltre politiche linguistiche favorevoli. Egitto, Libano e Sudan, intrattennero rapporti intensi e protrattisi a lungo nel tempo con alcune capitali europee, quali Londra e Parigi, che sono anche state residenza di molti intellettuali e romanzieri arabi. I luoghi dunque più significativi per l’analisi di testi e contesti arabi saranno l’Egitto con Il Cairo, il Libano con Beirut, il Sudan con Karthoum, in area arabofona; la Francia con Parigi e la Gran Bretagna con Londra, dove molti scrittori e intellettuali vissero o fecero esperienze di formazione.

    L’esplosione della produzione letteraria in lingua araba nel secondo Novecento si è rivelata tanto più forte e ricca quanto maggiore era stata l’oppressione coloniale. Volendo quindi procedere all’indagine delle reciproche rappresentazioni culturali alla luce sia della rielaborazione della storia passata che della riflessione su quella contemporanea – inclusi conflitti, crisi, tentativi di mediazione – si ripercorrono in estrema sintesi alcune tappe storiche importanti, con speciale focus sui tre paesi oggetto di studio e fissando al 1956,anno della crisi di Suez, il termine simbolico e concreto delle occupazioni britannica e francese in terra araba.

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