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(0)By : Antonino La Russa
L’io nell’era tecnologica
€12,00di Antonino La Russa
“Non esistono fatti, solo interpretazioni” è questo un celebre aforisma nietzschiano che attacca il principio di realtà. Non esistono fatti che si presentino come realtà in sé, dotati di un valore assoluto per il quale possano imporsi rispetto ad altri fatti. Posta questa negazione, quelli che chiamiamo fatti in realtà sono tali soltanto per il soggetto che li enuncia, quindi sono solo interpretazioni. Com’è noto, questa prospettiva vuole aprire la possibilità di dichiarare il superamento dei valori tradizionali che nella cultura occidentale hanno svolto il ruolo di riferimento per distinguere il bene e il male. Così, parafrasando il titolo di una delle opere più famose del filosofo tedesco, “al di là del bene e del male” rimane solo la volontà di potenza che pone se stessa come principio di realtà.
Lo stesso aforisma, specialmente nella seconda parte, che riduce il mondo dei fatti a mondo di interpretazioni, significa anche che il senso dell’esistere del soggetto può ritrovarsi soltanto nella relazione con gli altri, quindi nella comunicazione e nel linguaggio. È nel campo ermeneutico dunque che bisogna cercarlo.
Qui però l’esperienza si presenta in una molteplicità di sensi, sia per i diversi ambiti di indagine scientifica, che coesistono secondo gli interessi specifici delle scienze, sia perché gli stessi fatti possono essere interpretati con intenzioni e metodi diversi e perfino opposti1.
In quest’ultimo caso è evidente che il campo ermeneutico si caratterizza per una conflittualità che richiede un superamento e una unificazione. Questo sforzo è stato da sempre la sfida che contraddistingue la filosofia.
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La poesia dei fratelli Doplicher
€12,00di Michele Arcangelo Nigro
2020. La covid-19 tiene l’umanità in scacco. Manifestazioni di angoscia per un incertissimo futuro, di abnegazione, d’irrazionale incoscienza comportamentale si alternano ai moti di protesta di chi ha perso i propri mezzi di sussistenza e alla paranoia dei vari terrapiattisti, negazionisti, complottisti. Tutto fermo, esclusi i reparti anti-covid. Liste d’attesa interminabili nella sanità del territorio e negli ospedali pubblici: non si fanno che interventi in stato d’emergenza. L’organismo di Pazienti oncologici o portatori di altre malattie a grande diffusione (a centinaia di migliaia) non accedono ai controlli o alle cure e, senza rendersene conto, muoiono, giorno per giorno, per metastasi ancora silenti, per restringimenti arteriosi irreversibili, per diabeti non diagnosticati e mal curati. Solo i sanitari dei reparti di terapia intensiva o sub-intensiva lavorano a pieno ritmo. Per contro — e, certo, non eroicamente — è ferma la pubblica
amministrazione in settori chiave, come gli uffici giudiziari. Una vera, irresponsabile “Narrrenschiff ”.
In questo clima da tregenda e di tragedia esce, per i tipi di Quiedit, Verona, un mio volumetto, dal titolo: Prose ritmate: scienza, etica e versi: forte richiamo alla ragione, alla morale e al senso civico. Ne mando una copia al poeta Paolo Ruffilli, che conosco da non molto, ma che è persona civile, nel senso più ampio e autentico del termine (mi onora la sua amicizia). Ne ricevo un riscontro positivo, insieme all’invito a far conoscere ad altri lo scritto. Fra questi è Sergio Doplicher, matematico e fisico, Professore Emerito di Analisi funzionale e Fisica teorica, nonché di Meccanica quantistica, a Roma “La Sapienza”, che replica al plico contenente il mio libro con l’invio di tre volumi: uno, redatto insieme a Fausta Ferro-Luzzi, di argomento iconologico (Il ‘De Rerum Natura’ di Giorgione, Il Teatro di Giovanni Bellini, Lo sguardo della Gioconda. ARAC-6 NE. Roma 2011), uno di (semi)divulgazione della fisica dei quanti e di riflessioni filosofiche sui concetti di razionalità e di cultura (Mondo quantistico e Umanesimo. Carocci editore. Roma. 2018) e uno di poesie (Porte per ba. Edizioni Sinestesie. Avellino. 2020),
pubblicato con lo pseudonimo di Sergio Doraldi.
Mi era noto un altro Doplicher, Fabio: poeta, drammaturgo, autore di scritti critici e notevole promotore culturale, da non molto scomparso. Chiedo allo scienziato se si tratti di un suo congiunto. “Era mio fratello” mi risponde. Ne avevo, a suo tempo, letto (e stampati da Internet) alcuni componimenti, oltre alla silloge Poesie di Roma, ritrovandovi una parte significativa della mia vita trascorsa in riva al Tevere.
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(0)By : Letizia Lombezzi
Testi e contesti arabi postcoloniali
€12,00di Letizia Lombezzi
In epoca postcoloniale emersero con forza i temi dell’identità e della rappresentazione, innescati dalle rivendicazioni nazionalistiche. La relazione tra il sé e l’altro non doveva più essere di dipendenza, bensì dialettica. In questo panorama, la lingua araba con la scrittura dei primi romanzi riprese il suo ruolo di lingua identitaria, dopo la lunga marginalizzazione subita a favore del turco, del francese o dell’inglese, ampiamente favorite dalle amministrazioni straniere.
L’arabo emerse quale lingua al contempo ufficiale, cioè una lingua “con i muscoli e de jure” e nazionale, cioè lingua della cultura, unificante e fonte di identificazione , reclamando inoltre politiche linguistiche favorevoli. Egitto, Libano e Sudan, intrattennero rapporti intensi e protrattisi a lungo nel tempo con alcune capitali europee, quali Londra e Parigi, che sono anche state residenza di molti intellettuali e romanzieri arabi. I luoghi dunque più significativi per l’analisi di testi e contesti arabi saranno l’Egitto con Il Cairo, il Libano con Beirut, il Sudan con Karthoum, in area arabofona; la Francia con Parigi e la Gran Bretagna con Londra, dove molti scrittori e intellettuali vissero o fecero esperienze di formazione.
L’esplosione della produzione letteraria in lingua araba nel secondo Novecento si è rivelata tanto più forte e ricca quanto maggiore era stata l’oppressione coloniale. Volendo quindi procedere all’indagine delle reciproche rappresentazioni culturali alla luce sia della rielaborazione della storia passata che della riflessione su quella contemporanea – inclusi conflitti, crisi, tentativi di mediazione – si ripercorrono in estrema sintesi alcune tappe storiche importanti, con speciale focus sui tre paesi oggetto di studio e fissando al 1956,anno della crisi di Suez, il termine simbolico e concreto delle occupazioni britannica e francese in terra araba.
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(0)By : Paola Polettini
Dare le parole
€12,00di Paola Polettini
Questo libro presenta un Progetto di Formazione interdisciplinare rivolto ai filosofi e agli psicologi. La prima parte espone delle idee per il Lavoro Seminariale. Nella seconda parte ho cercato di mettere in rilievo i problemi epistemiologici che il pensiero fenomenologico incontra nell’orientare le pratiche di cura.
Nella Seconda appendice ho inteso mostrare come l’Estetica, in quanto è una disciplina inerente ai modi di percepire e interpretare il mondo, possa offrire un contributo alla formazione nelle relazioni di cura.
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(0)By : Gianfranco Amato
La linea sottile del tragico
€12,00di Gianfranco Amato
“Difficile pensare che vi sia qualcosa di più attuale del conflitto tra la “necessità” della Salute e le “esigenze” dell’Economia. Questo confronto occupa la scena dei nostri giorni fin dall’inizio di un evento tragico e inatteso, che ha allungato la sua ombra sull’Italia e sul mondo.
Ma la dimensione del conflitto affonda le radici in un tempo immemore, prima del più lontano passato, con modalità diverse e diverse sembianze, altri temi ed altri “ soggetti”, tuttavia conservando le medesime forme .
Il libro intende annodare i fili, spesso invisibili, che hanno tessuto la trama dove la civiltà occidentale ha vissuto senza tregua le sue contraddizioni.
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(0)By : Lorenzo Carpanè
Due ragazzi per strada
€12,00di Lorenzo Carpanè
Quindici giorni. Tanto dura l’incontro tra Marco e Furio. Marco è un ragazzo di famiglia contadina che prende la bicicletta per tornare a casa dal collegio dove studia; Furio è un altro ragazzo, in fuga. Le loro vite sorprendentemente si intrecciano, nella piccola realtà della campagna veneta. L’avventura sta dietro l’angolo, la piccola e la grande storia si fondono. Finiscono le vacanze, si chiude una storia, con un finale che apre ad altre storie.
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(0)By : Stefania Lamberti
Cooperative Learning Kit strumenti didattici
€12,00di Stefania Lamberti
La collana “Cooperative Learning … per non uno di meno” nasce con lo scopo prioritario di raccogliere i materiali teorico-pratici dei corsi di formazione del Gruppo Studio-Ricerca-Formazione Cooperative Learning del Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona. Inoltre, vuol contribuire alla diffusione e alla condivisione di idee e principi educativo-pedagogici elaborati sia dalla comunità scientifica che dagli operatori appartenenti a differenti contesti.
L’esigenza di avere fonti su cui riflettere ed agire è emersa soprattutto dai corsisti che, in questi anni di lavoro, le formatrici del gruppo, hanno incontrato. Il tentativo di dare una veste ordinata e scientifica alle riflessioni d’aula ha stimolato inevitabilmente una crescita del gruppo, coinvolgendo tutte noi in revisioni e approfondimenti rispetto ai continui sviluppi del Cooperative Learning e alle valenze pedagogico-educative-sociali che tale metodologia può avere in una società sempre più complessa e multiculturale. Grazie ad un’autentica collaborazione con il Prof. Giorgio Chiari, sociologo dell’Università di Trento, dopo un paio d’anni, la collana amplia il suo orizzonte e pur sostenendo l’idea originaria di raccogliere materiale agile, utile a qualificare la pratica, ritiene importante offrire ai lettori spunti di riflessioni per approfondire tematiche socio-educative connesse alla metodologia del Cooperative Learning. Pertanto, il guardare oltre permette alla collana “Cooperative Learning … per non uno di meno” di allargare l’orizzonte per avere al suo interno una duplice tipologia di volumi: testi teorico-pratici e testi d’approfondimento. L’idea fondamentale che dovrebbe pervadere entrambi i filoni della collana si sostanzia nella volontà di contribuire, sia attraverso riflessioni scientifiche che per mezzo di suggerimenti educativo-didattici, a migliorare le condizioni di vita di ciascuno. A livello pedagogico vorremmo indagare quali siano le finalità educative e le metodologie didattiche migliori per contribuire allo sviluppo integrale di ognuno nella società multiculturale, complessa, incerta e liquida.
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(0)By : Corrado Viola
Gli ospiti di Resia
€12,00di Quirino Viviani
a cura di Corrado Viola
Nel 1827, a Udine, l’ormai quarantaduenne Reimondo Cortelazis si univa in matrimonio con la ventiduenne Teresa Vorajo. Benchè gli sposi non appartenessero al gotha dell’aristocrazia friulana – il Cortelazis era anzi di famiglia borghese per quanto influente e facoltosa – gli sponsali destarono una competente mobilitazione locale, che fece gemere i torchi non solo nel capoluogo friulano ma anche nella Dominante, sia pure coinvolgendo nomi di fievolissima o nulla rinomanza letteraria. In aggiunta ai soliti versi epitalamici, gli sposi si videro altresì dedicare un nuptiale in prosa di genere inconsueto. Si trattava di un “romanzetto” epistolare, pubblicato dapprima sotto l’anodino titolo di Lettere inedite, e subito ristampato con addizioni come Gli ospiti di Resia. Ne era autore l’abate Pietro Domenico Viviani noto con il nom de plume di Quirico.
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(0)By : Lorenzo Carpanè
Nelle tue origini, la nostra storia
€12,00di Lorenzo Carpanè, Orietta Daprà e Raffaella Stanzial
Gli incontri sono il sale della vita umana. E un incontro sta alla base di questo libro: tra professionalità diverse, tra genitori diversi, tra bambini con origini diverse. Affrontare le origini di questi bambini è un nodo centrale nel percorso adottivo: era quindi importante offrire uno spazio dove poter esplorare il passato, le informazioni e le emozioni rispetto ai genitori d’origine, capire che significato tutto questo ha per il loro bambino, scegliere che cosa e come raccontare. E poiché in questo lavoro diventa centrale la capacità di comunicare, spiegare, dare significato, si è pensato di proporre ai genitori anche delle attivazioni basate sulla scrittura, affinché potessero sperimentare la difficoltà, ma anche la potenza del trovare le parole.








