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    Antropologia dell’arte

    16,40

    di Francesco Ronzon

    Che cos’è l’arte? Dalle ricerche etnografiche compiute a partire da metà Ottocento emerge chiaramente come le opere usualmente indicate con questa etichetta non costituiscono una classe speciale la cui ipotetica essenza trascenderebbe tempo e società. Ciò rende dunque necessario analizzare gli artefatti e le performance artistiche come un insieme di elementi inseriti all’interno di pratiche culturali complesse il cui svolgimento rimanda ad un intreccio di aspetti storici e processi locali empiricamente indagabili e documentabili. Allo scopo di introdurre il lettore all’antropologia dell’arte, dopo aver inquadrato storicamente l’oggetto di studio e lo sviluppo dello campo disciplinare, il libro presenta una rassegna delle principali nozioni impiegate in quest’ambito di ricerca attraverso l’analisi di vari casi etnografici. Tra questi: il rai algerino, l’arte dei fiori zen, le pitture aborigene australiane, le performance di capoeira, il mercato dell’arte africana contemporanea ed altri ancora.

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    Cultura e cognizione

    12,40

    di Francesco Ronzon

    Questo libro vuole offrire un’introduzione alle in-dagini ecologiche relative al nesso tra cultura e cognizione sviluppate all’interno dell’antropologia culturale. A partire dagli anni Ottanta, in vari ambiti disciplinari (antropologia, sociologia, psi-cologia) si è potuto assistere a un passaggio di interesse teorico dall’analisi delle idee, dei sim-boli e delle credenze a quello delle pratiche, dell’esperienza e dell’agire-nel-mondo degli atto-ri sociali. Seguendo un’analisi tematica, la men-te, le abilità, il linguaggio, i processi di appren-dimento e organizzazione sono qui indagati co-me esito di una serie di relazioni tra il proprio ambiente (sociale e materiale). Ne emerge un’originale e innovativo dialogo interdisciplinare basato sull’analisi di casi etnografici tratti dal mondo dell’arte, della scienza e della vita quoti-diana.

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    Il Rumore del Mondo Società, etnografia e paesaggi sonori

    11,40

    di Francesco Ronzon

    Il suono è un aspetto presente in ogni evento quotidiano: voci, fruscii, musiche, rintocchi. Che si tratti del suono di una foresta, della voce di un interlocutore o della musica ascoltata con un walkman, il paesaggio sonoro che ci circonda offre alle nostre orecchie un ampia varietà di indizi complessi che utilizziamo per organizzare la vita di ogni giorno. Lungi dal rappresentare dei meri fenomeni acustici, i vari usi e funzioni svolti dal suono tra gli esseri umani necessitano dunque di essere studiati e compresi tenendo conto delle pratiche culturali e delle interazioni sociali ad essi relative. L’attenzione verso il suono come sistema culturale offre una interessante prospettiva antropologica a partire dalla quale pensare ed esaminare le norme, le pratiche e le istituzioni in base alle quali gli esseri umani usano e fruiscono dei vari mondo acustici all’interno dei quali abitano. Completa il volume una breve guida pratica all’indagine etnografica dei paesaggi sonori.

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    La reinvenzione del cibo

    16,50

    di Cristina Grasseni

    In Italia e in Europa sono in atto da tempo una serie di strategie produttive, comunicative e amministrative, per la riscoperta di prodotti e ricette tradizionali come risorse per lo sviluppo locale. L’obiettivo è quello di rendere ‘appetibili’ al mercato globale saperi e sapori eminentemente locali, dando garanzie di igiene e qualità, e giocando una partita complessa tra standardizzazione del gusto e rivalutazione della tipicità. Nell’arco alpino questa ‘re-invenzione del cibo’ ha importanti ricadute sull’economia del territorio, sugli assetti sociali e politici delle comunità, e sull’impatto ecologico delle pratiche produttive.

     

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    Lasciarsi toccare

    17,00

    di Lorenzo Moreni

    Nonostante il desiderio di conoscere meglio un altro mondo diverso dal nostro, il Marocco, proprio per questa ragione, saremo costretti a spostare il focus prima su di noi. Un’operazione preliminare di conoscenza, necessaria e faticosa, per favorire quel processo di ridimensionamento dell’io, così forte e imponente per la nostra cultura, lasciando ampio spazio alle differenze. La competente presenza di Mohamed Berdaddouch, e la chiarezza che egli ha sulla sua funzione di mediatore culturale, ha richiesto a noi viaggiatori e viaggiatrici lo sforzo, di provare a leggere il mondo del Marocco, talvolta senza riuscirci, attraverso le sue lenti. Mohamed non ha seguito il principio del – secondo me – o – io penso che. L’ha oltrepassato aprendosi e aprendoci a quel principio che fa la differenza – da noi si fa così, da noi si pensa

    così, da noi…

    L’idea di trasformare in un unico testo l’insieme dei diari di viaggio, le riflessioni e le scritture successive, si è concretizzata grazie alla generosa disponibilità di tutti e tutte i/le viaggiatori/trici.

    Senza

    FRANCINE ROSENBAUM

    FABRIZIO BERTOLI

    ROSANNA FOGLIATA

    MARIA LUISA COMINCIOLI

    SI MOHAMED BERDADDOUCH

    questo libro non avrebbe visto la luce.

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    Lo sguardo dietro

    14,50

    di Maria Grazia soldati

    Sono partita per andare nel Punjab del Pakistan con il desiderio di tornare con nuovi saperi utili a rinnovare l’incontro con le molte donne e famiglie pakistane che incontro nelle scuole, nei servizi sociali, nelle comunità e nelle case. Grazie alla presenza complice del mio accompagnatore, mediatore culturale, ho immaginato che il viaggio potesse aiutarmi a comprendere meglio il mondo della loro origine.

    Costruendo un itinerario che offrisse un arricchimento del mio sguardo, attraverso gli incontri nei villaggi tradizionali come nelle metropoli, all’Università del Punjab come nei Women Crisis Centres di Lahore, la mia esperienza è divenuta via via sempre più ricca e complessa. Ma grazie al partire da sé, da quel continuo essere interpellata sul “chi sono io”, in un farsi e disfarsi della mia identità di genere, di ruolo familiare, della mia posizione di donna occidentale e di ricercatrice e dall’azione congiunta di Mediazione Culturale come ricerca di strategie interattive, traduzioni linguistiche e mediazioni relazionali indispensabili per facilitare la conoscenza è emersa la narrazione scritta di come ho incontrato il Pakistan.

    Un viaggio di formazione in età adulta, un percorso di ricerca in cui il viaggio stesso ne è diventato il campo, in grado di emozionare, perturbare e nel contempo creare nuovi saperi, visioni e punti di vista su di Me, su di Noi e sugli Altri e le Altre.

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    Negozi di parole

    11,00

    di Gabriel Maria Sala

    L’impiego di mediatori e mediatrici linguistico culturali, negli spazi educativi, terapeutici e sociali, ha aperto un nuovo campo di operatività e, conseguentemente, di percorsi formativi.Quanto si è verificato ha, però, rovesciato le attese: mediatori e mediatrici ipotizzati per facilitare le relazioni, tra operatori ed utenti immigrati, le hanno invece complessificate, provocando una trasformazione radicale del modo di lavorare, sino ad imporre un cambiamento dei modelli di relazione e dei contenitori culturali delle pratiche stesse. Il testo, attraverso il resoconto di esperienze concrete, riporta alcune tappe di questo percorso e delle trasformazioni, teoriche e tecniche, che, l’apertura di spazi di mediazione e l’avvio di nuovi momenti formativi, ha comportato.

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    Noi e l’oro

    15,00

    di Simone Perin

    Oggi che le scienze sociali ci hanno resi consapevoli della natura multivocale e plurale del lavoro di cura, e del carattere problematico dei percorsi identitari, diventa urgente che ai livelli del noi – nei nostri gruppi, nelle nostre istituzioni – i processi e i prodotti culturali si possano svincolare dalla loro aderenza a determinati modelli, contribuendo a restituire il concetto di cultura ai luoghi in cui esso viene ridefinito e riattualizzato. È il tempo di ripensare la nostra idea di universale, che troppo spesso occulta le differenze, e finisce per occupare tutto lo spazio della riflessione e delle pratiche.

    L’esperienza di ricerca raccolta nel testo di pone quindi l’obiettivo di testimoniare il vincolo a vivere, imparare e sperimentare, sul campo, i paradossi e le contraddizioni dell’incontro con l’Altro, della rivendicazione di sé, delle costruzioni identitarie; è la politica della testimonianza, che costituisce un senso di differenza e di vita, poiché in grado di liberare e ricostruire spazi, pensieri, metafore, rappresentazioni.

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    Presenze – Oggetti, pratiche e cognizione tra gli immigrati haitiani a Brooklyn

    19,50

    di Francesco Ronzon

    Il vodou è una pratica magico-religiosa largamente diffusa in Haiti (Caraibi). In questo lavoro l’autore indaga a livello etnografico il ruolo svolto dal vodou nella vita quotidiana degli immigrati haitiani a New York. A partire dagli anni ’60, numerosi haitiani sono stati costretti a emigrare negli U.S.A., in Canada e in Francia per scappare dalla povertà, dalle violenze e dalle dittature presenti in patria. In particolare, la ricerca utilizza gli approcci dell’ecologia cognitiva (Tim Ingold, Gregory Bateson, Edwin Hutchins) per esplorare da un punto di vista micro-analitico il modo cui gli oggetti, le immagini e le possessioni presenti in questa pratica magico-religiosa contribuiscono a orientare la vita degli immigrati haitiani di fronte alle crisi, ai problemi e alla complessità del loro nuovo contesto urbano. Oltre ad offrire un inquadramento socio-culturale del vodou praticato a New York, il volume presenta dunque un caso locale ed etnografico utile anche per analizzare agli aspetti situati, pratici e distribuiti del lavoro cognitivo umano nel corso della sua attività di costruzione delle varie sfere di realtà di cui si compone l’esperienza quotidiana. Francesco Ronzon insegna Antropologia Culturale presso il Politecnico di Milano e l’Accademia di Belle Arti G. B. Cignaroli, Verona. Ha svolto indagini etnografiche ad Haiti, New York e in Italia. È autore di numerosi libri e saggi di argomento antropologico. Tra questi: Pratiche e cognizione (con C. Grasseni, Meltemi 2005), Antropologia dell’arte (Meltemi 2006), Taxa, spiriti e biotecnologie. Saggi di etnografia cognitiva (QuiEdit 2006).

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