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    Viaggio&Torno

    di Vito Di Lorenzo

    Un libro nella migliore tradizione dei libri di viaggio.

    “Il bello del tuo viaggio?”, mi chiedono. “La partenza”, rispondo risoluto. “Uscire di casa a piedi con lo zaino in spalle, girare la testa a destra e sinistra, fare un bel sospiro e partire col primo passo verso una vita d’avventura. Senza meta, senza tempistiche, senza agganci. Solo vita, pura vida.”

    15,00
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    Cambio di sguardo

    di Maurizio Varisco

    Il libro è il diario che l’autore ha tenuto per un periodo di cinque mesi in cui si è trovato ad affrontare un improvviso problema di salute (l’occhio destro ha drasticamente ridotto la propria capacità visiva). Il percorso per arrivare ad una diagnosi, e ad una possibile soluzione, è stato difficoltoso anche a causa della scarsa empatia di alcuni medici, e la scrittura autobiografica si è rivelata uno strumento prezioso: “La formula del diario (…) mi ha aiutato a rielaborare il mio vissuto e le mie risorse interiori, a riprendere fiducia in me mentre mi sentivo tradito da una funzione importante del mio corpo, la vista, e faticavo a trovare medici che si prendessero davvero cura di me. Tenere un diario mi ha aiutato a unificare la mia vita, la mia persona, accettandone anche la fragilità, la disabilità che non avevo previsto.”

     

    12,00
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    By : Deborah

    Buio

    di Deborah

    “Fino a dove può arrivare un adolescente che si sente solo e inadeguato? Quali sono gli errori che si possono fare in questo periodo buio? Uscirne si può? Questa piccola ma profonda biografia ci rivela gli aspetti difficili di un mondo reale che in molti affrontano ma in pochi riescono a superare. Una realtà viva e impossibile da ignorare. Tutto questo è la mia storia.”

    12,00
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    Cattive comunioni, buone divisioni

    di Lorenzo Dani

    Raccolta dei miei interventi dal 1975 al 2022 sull’esperienza del

    Gruppo per il pluralismo e il dialogo di Verona, nato per dare

    ospitalità e sostegno a varie persone che, pur unite alla comunità

    cristiana nella fede e nell’affermazione di valori religiosi, si sono

    trovate divise nelle scelte politiche.”

    Dal 1975 ad oggi sono stato in contatto col Gruppo per il pluralismo e il dialogo di Verona. Una traccia del rapporto che ho avuto con questo gruppo è contenuta in queste note che ho steso per il Gruppo stesso o che si riferiscono ad alcune iniziative e ad alcuni argomenti che nel Gruppo sono stati discussi. Mi pare risaltino alcuni temi:

    – per potersi dire cristiani non è necessario identificarsi con le istituzioni storiche religiose e politiche, le quali possono essere fatte oggetto di analisi e di critica;

    – realmente, non solo teoricamente, anche altri possono percorrere un proprio originale percorso di fede e di impegno sociale: questo è il pluralismo;

    – si possono stimolare e sostenere le prese di posizione personali, senza deleghe, contro il tendenziale disinteresse per la vita sociale e nel rispetto della propria coscienza;

    – la fede religiosa stessa, o valori etici secolari ma altrettanto fondamentali, esigono un impegno nella vita politica, però fede e valori non devono servire per sacralizzare scelte storiche, ma come stimolo a modificare la società;

    – come condividere, idealmente e praticamente, le azioni di coloro che si dedicano alla liberazione e alla emancipazione dei poveri e degli esclusi.

    18,00
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    Rebby

    di Celeste Sartori

    Quello che scrivo l’ho rubato da dove l’ho sentito. Io ripeto un furto di cronaca già scritta – la mano ladra di una mente copiona – una pagina bianca che sporco con il già detto.

    12,00
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    Tre onde in mare

    di Sonia Elisa Pasini

    Una saga famigliare che si snoda tra l’800 e il 900, anni fervidi di cambiamenti e di innovazioni persino in una terra nuova e sperduta come il Polesine. Una terra dove si formano persone generose, forti, capaci di resistere alle tempeste della vita; una terra dove si dipanano le esistenze di donne irridenti e baldanzose, sedotte dalle sfide dell’amore appassionato che diventano più mature e consapevoli, rimanendo però, tenacemente ironiche e capaci di inventarsi ogni volta un nuovo destino.

    16,00
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    Sposare un italiano

    di Francesco Alberti

    Una storia che racconta due vite, con la gioia e la tristezza che si accavallano e si susseguono in un vortice di emozioni e di sorprese. Sullo sfondo l’Italia e l’Ucraina, le nazioni native dei due protagonisti, mai così vicine come nella narrazione di questa storia.

    I diversi modi di pensare di essi, figli di terre diverse, e di vivere sociale differente, porteranno a gravi momenti di crisi nei rapporti interpersonali.

    Alla fine, però, sarà proprio il linguaggio universale dell’amore a prevalere e vincere la sua battaglia. Il sentimento prevarrà sull’ipocrisia e i fraintendimenti, lasciando che il destino compia il suo corso fino in fondo

    Nel mare del destino,

    sotto il cielo dell’infinito,

    la barca della vita solca

    le onde dell’ignoto.

    18,00
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    Sulle note di un violino

    di Sonia Elisa Pasini

    Nel Polesine di fine Ottocento, dove i confini fra terra e acqua non danno certezze, nasce Bismarck Mantovani. Il giovane è destinato all’agricoltura come suo padre e i suoi fratelli, ma l’intuito di un umile maestro gli pone tra le mani un violino che lo porterà tra i velluti d’Europa e del mondo.

    Il dono di un antico, prezioso Testori da parte di una nobildonna sembra dischiudergli anche le porte dell’amore.

    Sullo sfondo di un secolo che estingue le convenzioni del passato con le conquiste del progresso, Bismarck asseconda il suo destino.

    20,00
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    Perfettamente imperfetta

    di Claudia Campus

    Struggente testimonianza di una membro della ‘comunità’ dei bambini farfalla.

    Sono nata il 24 Maggio 1983 a Berchidda, un paesino al nord della Sardegna. Claudia è il mio nome, ‘Epidermolisi Bollosa’ è il nome di una malattia crudele della pelle che mi fa compagnia da quando sono nata.

    Da un paio di anni, purtroppo, è venuto a mancare anche mio padre che era il mio aiuto, il mio punto di riferimento, il mio tutto. Per lungo tempo mi sentivo triste e sola. Il Natale scorso, senza mio padre, mi è venuta una ispirazione e ho deciso di raccontare la mia vita.

    Il mio motto è: una vita mi è stata data, questa. Io cerco di viverla ogni giorno nel miglior modo possibile. A causa della malattia io non ho le unghie: allora io le disegno mettendo lo smalto nelle dita del piede, così da non sembrare troppo diversa dagli altri, e dare un po’ di colore a questa vita. Avrete notato che ho scritto ‘del piede’: ebbene sì, a causa di un carcinoma ho subito anche l’amputazione di un piede.

    Questo libro vorrebbe essere un messaggio ai giovani e un aiuto di speranza alle persone fragili che si perdono nelle difficoltà e nei labirinti della vita. Vorrei dire ai giovani e a tutti di essere sempre sé stessi, di lottare e superare i momenti in cui si sentono diversi da quello che impone la società. Innanzitutto dobbiamo piacere a noi stessi. So e sento che è bello amare la vita nella sua semplicità e avversità; è bello non sentirsi mai inferiori a nessuno, perché ognuno di noi vale tanto.

    Nonostante tutto sono fiduciosa e penso che per me qualcosa di bello deve ancora arrivare.

    Intervista di Eleonora Daniele a Claudia Campus a Storie Italiane, RAI 1.

     

    13,00