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    Note di epistemologia

    di Paola Polettini

    Questo studio prende spunto da un recente dibattito sulla freeenergy presentato dall’international journal “Physics of Life reviews”, per focalizzare l’attenzione sui processi di trasformazione all’origine del vivente dal punto di vista dell’energia come condizione fisicochimica.

    Considerare la funzione dell’energia alle origini del vivente ci invita a ripensarlo nella dimensione più ampia delle trasformazioni della materia delle quali esso stesso si fa tramite trasformando a sua volta il mondo per esistere e permanere.

    In questo Quaderno ho esposto, come nel comporre un patchwork, i punti salienti necessari a rilevare le modalità fisico-chimiche all’origine del movimento. Condizione primaria dello sviluppo dell’organismo biologico il rapporto intensità/espressione che costituisce la forma delle interazioni del vivente col mondo.

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    Transizioni

    a cura di Davide Poggi

    Questo quarto volume del Centro “Ricerche di Gnoseologia e Metafisica”, sin dall’immagine di copertina, raffigurante la giovane Europa sul dorso del toro, manifesta il proprio tema portante, che dà il titolo all’opera: Transizioni.

    La violenza del ratto, pur innegabile e inarrestabile, avviene lentamente e gradualmente: così siamo appunto noi nel divenire e, a fortiori, nel contingente, in una condizione di “transizione”, una condizione liminale dai bordi costantemente sfumati in cui la sfida è affrontare questa “traduzione” (sia in senso fisico-etimologico, che metaforico) con tutto ciò che essa implica e con tutti i suoi aspetti chiaroscurali (un po’ crepuscolari, un po’ aurorali).

    Una “transizione” di cui l’essere umano è massimamente capace, nonché protagonista, in quanto assomma al mutare quella capacità astrattiva e quell’autocoscienza che gli consentono di domandarsi “chi sono io?” (un “chi” che si trasforma in un “dove” metafisico ed esistenziale nel tableau dell’essere) e, nello slittamento tra il non-più-del-passato e il non-ancora-del-futuro, di gestire questa metamorfosi senza perdere se stesso e il mondo, trasformando il mutare in “performare”, ovvero muoversi tra e con le forme e mantenere il “filo narrativo” dell’esistenza. Plasmandosi e plasmando, “agendo-nel-farsi-della-realtà” e della storia (e non solo retrospettivamente), l’essere umano pone le condizioni di possibilità di una filosofia dell’azione e della liberazione propriamente detta.

    Questa è la cornice tematica in cui si collocano i molteplici interventi del volume, cui hanno contribuito tanto i membri e le/i collaboratrici/tori del Centro RGM, quanto alcune/i studiose/i di fama internazionale che hanno partecipato alle attività e iniziative di quest’ultimo.

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    Note di epistemologia

    di Paola Polettini

    Questo studio prende spunto da un recente dibattito sulla free-energy presentato dall’international journal “Physics of Life reviews”, per focalizzare l’attenzione sui processi di trasformazione all’origine del vivente dal punto di vista dell’energia come condizione fisicochimica.

    Qui trovi la nuova edizione.

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    Il contagio e la cura

    (a cura) di Carlo Chiurco

    Per superare la pandemia non dobbiamo augurarci che scompaia, bensì che si faccia endemica: non che se ne vada, ma che, assimilata – alla lettera: “resa simile a noi” –, non se ne vada più. È il modo stesso di procedere della vita. Da questo paradosso sorge una considerazione: lungi dall’identificarsi senz’altro con la salute, la vita sembra invece intrecciare con l’elemento del contagio un rapporto necessario, ineludibile. Tuttavia, se questo è vero, allora bisognerà affermare che altrettanto necessario è, per la vita, il rapporto con la cura.

    Il senso della vita, se mai ve ne è uno, sembra dunque giocarsi all’interno di questa relazione triadica tra la vita stessa, il contagio, e la cura. In effetti, molti indizi sembrerebbero andare proprio in questa direzione. Parliamo ad esempio di comunicazione “virale”, ma la comunicazione è anche un fondamentale modo di prendersi cura delle relazioni; e il virus, che ha gettato il mondo intero nella crisi, può anche generare quella spinta verso una rinnovata cura verso il pianeta capace di far finalmente germinare un futuro non soltanto nuovo, ma anche diverso.

    16,00
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    Presente/i e Futuro/i

    a cura di Davide Poggi

    Recuperare i significati racchiusi nella figura di Atlante, colui che porta su di sé il “peso” del “globo del mondo” (quindi del “tutto”), la responsabilità della sua interpretazione/comprensione, delle possibilità che deriveranno da quest’ultima e dei “sì” e dei “no” che determineranno il corso della storia: questa è la cornice tematica di Presente/i e Futuro/i, terzo volume del Centro “Ricerche di Gnoseologia e Metafisica”, una riflessione corale non solo e non tanto sul “presente” e sul “futuro” in sé e per sé, ma, soprattutto (come già il titolo dichiara con la scelta di entrambe le desinenze, singolare e plurale: [Present]e/i e [Futur]o/i), su una molteplicità di argomenti che

    costituiscono, ciascuno a suo modo, punti di snodo, nel presente, per diverse situazioni future e in cui si palesa il ruolo del soggetto (come singolo e come collettività, nelle sue varie conformazioni e organizzazioni) come “prisma di rifrazione” (dove la rifrazione sta, metaforicamente, per la capacità di scomporre, reinterpretare e generare).

    Le questioni trattate, nella loro varietà, mirano intenzionalmente a riflettere il più pienamente possibile la polifonia degli interessi delle/dei partecipanti e vanno da quelle più speculative (teoretiche, morali ed estetiche), a quelle storico-filosofiche, fino a quelle connesse con la presente situazione storica e le sue concrete difficoltà.

    21,00
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    Vivere l’incertezza

    a cura di Carlo Chiurco

    Un verso famoso dell’atto V della Tempesta di Shakespeare afferma: «Siamo della materia / Di cui son fatti i sogni». La pandemia ci ha impartito numerose lezioni, ma forse la più importante è proprio questa: l’incertezza è la materia di cui sono fatte le nostre vite. La fiducia che riponiamo nel potere della razionalità calcolante, nella volontà e nella sovranità del soggetto deve (re)imparare a convivere con l’incertezza dell’esistenza. Oltre ad analizzare i vari sensi in cui si declina  l’incertezza, così come sono stati indagati e definiti dalla fisica, dalla logica, dal pensiero antico e dalla filosofia morale, il volume cerca di mostrarne l’importanza sia come virtù morale che come principio della conoscenza: una guida pratica e teorica al vivere.

    20,00
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    Susanne K. Langer

    di Marina Cherubini

    Opera terza premiata alla XIII edizione del Premio Nazionale di Filosofia “Le figure del pensiero”, sezione Saggio edito.

    La struttura di un pensiero trova la sua espressione “nella forma delle sue domande. Una domanda è, in realtà, una proposizione ambigua: la sua determinazione è costituita dalla risposta. Ci può essere solo un certo numero di alternative atte a completarne il senso.” Per questo Susanne Langer (1895-1985) in Filosofia in una Nuova Chiave invita a formulare bene le proprie domande, vale a dire a fare filosofia.

    Ci si può quindi chiedere: può la filosofia realmente dirsi tale se nel suo incessante cammino trascura la voce di una filosofa classica contemporanea?

    15,00
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    Homo neuro-aestheticus

    di Gabriele Fedrigo

    Con questo lavoro vorrei mettere a disposizione del lettore un tentativo di accostarmi alla neuroestetica di Semir Zeki abbozzato in occasione di un convegno organizzato da Gian Franco Frigo e Fabio Grigenti del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova. Il convegno svoltosi nei giorni 9 e 10 giugno del 2006 portava come titolo: ‘Anthropos: origine, sviluppo (e fine?) di un concetto’. Elaborato sulla scia di una precedente ricerca, ‘Che cosa può un uomo? Potenzialità biologica, selezione naturale e cervello da Paul Valéry a Gerald M. Edelman’ (Torino, 2005), il mio intervento cercava di interrogarsi criticamente sulla neuroestetica a partire non solo dalla relazione fra estetica filosofica e neuroestetica, ma anche dalla genesi neuronale della nostra poliedrica potenzialità estetica.

    5,70
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    Tilt! I carnet Roland Barthes

    di Gabriele Fedrigo

    “Se fossi scrittore, e morto, come mi piacerebbe

    che la mia vita si riducesse, a cura di un biografo

    amichevole e disinvolto, ad alcuni particolari, alcuni

    gusti, alcune inflessioni, diciamo:

    dei ‘biografemi’, la cui distinzione e mobilità

    potrebbero viaggiare fuori da ogni destino e andare a

    raggiungere, simili ad atomi epicurei, qualche corpo

    futuro, promesso alla stessa dispersione”

    (Roland Barthes)

    …immagino ora quel “corpo futuro, promesso alla

    stessa dispersione”, lo immagino immerso nelle

    acque del Neutro…

    19,00