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    Dimensioni del tempo nella scrittura poetica

    di Paola Polettini

    La prima parte di questo lavoro prende in esame le diverse dimensioni del tempo vissuto attraverso due testi di due diverse scrittrici: Ida Travi e Virginia Woolf. La seconda parte è relativa all’ermeneutica, e tende a ripensare una teoria dell’interpretazione alla luce delle esperienze della Psicoanalisi Interpersonale/Relazionale in quanto pratica in un ‘campo’ fenomenologico.

    12,00
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    Lo scacco e la ripresa

    di Antonino La Russa

    Con una metafora che contiene un certo fascino si può dire che la vita è una partita, una partita ingaggiata dal soggetto vivente, per cercare di dare senso al proprio essere nel mondo. In questa condizione lo scacco, anche se rinvia alla sconfitta, è il segno vitale della ricerca. Finché si vive, lo scacco ha un significato relativo, perché il vivere ci riserva la possibilità della ripresa della ricerca.

    La saggezza popolare esprime questa apertura alla possibilità della ripresa con il detto: “Finché c’è vita c’è speranza”. Chi lo pronuncia alza un po’ le spalle, come a far scivolare dietro di esse le preoccupazioni, e riprende a vivere la sua vita come prima, o quasi. Perché prima, come un’ombra, è passata l’idea che quella speranza ha un termine nella morte.

    12,20
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    Fisiologia delle «opere della mente»

    Paul Valéry al collège de France(1937-1945)

    di Gabriele Fedrigo

    Quali legami possiamo stabilire fra una scultura di Michelangelo e un sonetto di Shakespeare? E fra una pagina di un romanzo e la fisica quantistica? Durante i suoi anni di insegnamento al Collège de France (1937-1945) il poeta Paul Valéry si propone il “progetto veramente temerario” di reperire quel denominatore comune che sta alla base della vastissima produzione artistica, letteraria, filosofica e scientifica della nostra specie. L’indagine sui meccanismi fisiologici implicati nella “fabbricazione” di quelle che Valéry chiama “opere della mente”, si sviluppa, da un lato, attraverso il tentativo di abbozzare le linee di una “Economia poietica” e, dall’altro, mediante una riflessione sul significato di quel “Capitale intellettuale” che apre la specie umana a un'”immensa avventura”. Da qui le domande: “Che fare… dell’Uomo? – Possiamo farci una nuova idea dell’Uomo? – Possiamo crearci un nuovo scopo, un nuovo desiderio?”

     

    12,40
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    Un’idea di filosofia

    di Antonino La Russa

    Il termine filosofia deriva da due parole greche, philos=amore-amico e sophìa=sapienza, dunque filosofia significa amore per la sapienza, filosofo colui che è amico della sapienza, perché l’ama.

    Nel caso della filo-sofia, l’amicizia e l’amore sono rivolti verso la sapienza e non dovrebbe esservi nessun presupposto o pregiudizio contro. Tuttavia non di rado è capitato e capita anche ai filosofi di polemizzare (dal greco polemos=contesa, guerra), di contrapporsi con uno spirito di rigidezza che confina con la partigianeria. Talvolta si trovano contrapposte scuole filosofiche. Per esempio, ai primi del Settecento i seguaci di Leibniz polemizzano con quelli di Newton per il merito e la precedenza nella scoperta del calcolo infinitesimale.

    In altri casi, istituzioni storiche e correnti filosofiche polemizzano contrapponendo le rispettive concezioni generali della realtà.

     

    12,90
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    Ideare

    di Giacomo Pezzano

    La filosofia di Deleuze è andata sinora incontro a un destino ambiguo: il suo “rovesciamento” del platonismo è stato celebrato da alcuni, demonizzato da altri, ma non così spesso compreso nel suo rigore e nella sua complessità. In questo libro, Pezzano si propone di ripensare Deleuze liberandosi dall’imperativo di ricondurlo al “postmoderno” e alla teoria dello spontaneismo del desiderio, e sforzandosi piuttosto di portare in superficie le questioni concrete che il suo pensiero consente di far vedere: che cos’è un problema? Come funziona una domanda? Com’è possibile che ci siano cose nuove? Come avvengono le trasformazioni? Qual è lo statuto delle relazioni? Che cosa capita quando avviene un incontro? Ma soprattutto: che cosa nasconde un’idea? Ecco allora che l’incessante lavoro creativo di Deleuze mostra tutta la sua radicalità: chiedersi non tanto “che cos’è un’idea?”, quanto piuttosto “che cosa significa ideare?”, e fare di questo interrogativo l’oggetto principale di tutta la filosofia. È a questo punto che anche il rapporto di Deleuze con Platone può guadagnare una nuova prospettiva.

    13,50
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    La terra Il vento

    di Paola Polettini

    Questo libro presenta una Raccolta di poesie e l’ultima parte di una ricerca intesa a mantenere in correlazione l’origine biofisica del vivente, in quanto processo generativo, e la dinamica dei sistemi complessi, mediante i quali viene descritto gran parte del lavoro delle scienze fisiche e della biologia: sistemi che pur nelle relative differenze hanno in comune il movimento della free-energy implicato nei processi di trasformazione.

    La rilevazione delle corrispondenze formali, che possono essere interpretate come un Linguaggio, mi ha suggerito di accostare il potenziale espressivo dei networks complessi alla complessità formale e non solo semantica mediante la quale si alimenta e si compone il respiro poetico.

     

    14,00
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    Istruzioni d’uso per diventare più buoni

    di Giuliano Bergamaschi

    Cercare di comprendere che cosa sia il buono ed il cattivo è un tema fondamentale dell’esistenza umana: ancora di più oggi considerato il rischio concreto dell’affermazione nel mondo del non uomo. Occorre arrestare la brama di distruzione di tutto ciò che di umano vi è nel mondo! L’etica si deve impegnare in questa battaglia di umanizzazione poiché pienamente coinvolta nella relazione tra il potere della soggettività e della comunità e l’indigenza altrui: mettere il proprio potere a servizio dell’indigenza o sfruttarla? Il mio fare, il mio disporre ed il mio usare nei confronti dell’indigenza – come descritto nella parabola del buon Samaritano – debbono essere animati dal cuore di pietra del levita e del sacerdote o dal cuore coinvolto del Samaritano? I primi evitano il malcapitato picchiato e derubato dai briganti, il secondo si fa prossimo al malcapitato. Il sì ed il no nei confronti dell’indigenza del malcapitato ci svela il buono o cattivo del nostro esistere etico o per umanizzare o per disumanizzare. Esiste il Samaritano perfetto? No! Ma non possiamo e non dobbiamo esimerci dal diventare come lui.

    15,00
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    Susanne K. Langer

    di Marina Cherubini

    Opera terza premiata alla XIII edizione del Premio Nazionale di Filosofia “Le figure del pensiero”, sezione Saggio edito.

    La struttura di un pensiero trova la sua espressione “nella forma delle sue domande. Una domanda è, in realtà, una proposizione ambigua: la sua determinazione è costituita dalla risposta. Ci può essere solo un certo numero di alternative atte a completarne il senso.” Per questo Susanne Langer (1895-1985) in Filosofia in una Nuova Chiave invita a formulare bene le proprie domande, vale a dire a fare filosofia.

    Ci si può quindi chiedere: può la filosofia realmente dirsi tale se nel suo incessante cammino trascura la voce di una filosofa classica contemporanea?

    15,00
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    I piccoli fuochi dell’arte

    di Paola Polettini

    Questo piccolo libro che gioca col linguaggio espone il tentativo di rintracciare i segni perduti di una koiné dotata di storicità, differenziandosi dal linguaggio corrente che ha rimosso la sua trasformazione storica a favore di categorie dell’universale; e il tentativo più ambizioso di mostrare che non c’è mai stato un solo ordine simbolico, restituendo alla dimensione del materno il potenziale della narrazione.

    15,00