Filosofia
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Fisiologia delle «opere della mente»
€12,40Paul Valéry al collège de France(1937-1945)
di Gabriele Fedrigo
Quali legami possiamo stabilire fra una scultura di Michelangelo e un sonetto di Shakespeare? E fra una pagina di un romanzo e la fisica quantistica? Durante i suoi anni di insegnamento al Collège de France (1937-1945) il poeta Paul Valéry si propone il “progetto veramente temerario” di reperire quel denominatore comune che sta alla base della vastissima produzione artistica, letteraria, filosofica e scientifica della nostra specie. L’indagine sui meccanismi fisiologici implicati nella “fabbricazione” di quelle che Valéry chiama “opere della mente”, si sviluppa, da un lato, attraverso il tentativo di abbozzare le linee di una “Economia poietica” e, dall’altro, mediante una riflessione sul significato di quel “Capitale intellettuale” che apre la specie umana a un'”immensa avventura”. Da qui le domande: “Che fare… dell’Uomo? – Possiamo farci una nuova idea dell’Uomo? – Possiamo crearci un nuovo scopo, un nuovo desiderio?”
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Gladiator, l’atleta del possibile
€18,90Valéry e lo «sport della mente»
di Gabriele Fedrigo
Nella “Commedia Intellettuale” messa in scena nei Cahiers di Paul Valéry si assiste alla ricorrente comparsa di eroi della mente dediti a scandagliare e a perlustrare la macchina cerebrale che li ha fatti nascere e che li sostiene. Accanto a Monsieur Teste, Leonardo da Vinci e Robinson splende per la sua luce adamantina un personaggio che gioca tanto il ruolo di un cavaliere che di un cavallo e il cui nome è Gladiator.
Nei Cahiers Gladiator funziona da catalizzatore di un vasto progetto di rifacimento dei meccanismi implicati nella valorizzazione degli “oggetti mentali” (idee e immagini) spontaneamente prodotti dal cervello o che quest’ultimo assume più o meno accidentalmente dall’ambiente esterno. Scopo da raggiungere è depotenziare gli effetti di risonanza di quelle “idee” ed “immagini” che, opportunamente mascherate nelle vesti di “idoli”, cercano di sottrarsi alla transitorietà e alla rapida sostituzione a cui sono invece ‘destinate’. Per raggiungere il suo obiettivo Gladiator impugna le sottili lame dell’analisi e un formidabile arsenale di esercizi con cui praticare quello che lo stesso Valéry chiama “sport della mente”. Gladiator non è infatti solo un ‘terapeuta’ delle aberrazioni della sensibilità nervosa, ma anche lo “sportivo” che pratica un “training” con cui rendere duttile, flessibile e plastico il suo “sistema neuro-psichico”.
L’‘agone neuronale’ fra i circuiti deputati alla valorizzazione e quelli della consciousness coinvolti nei processi di relativizzazione di qualsiasi “oggetto mentale” si trasforma in nuova palestra dove Gladiator cerca di addestrarsi e di forgiarsi. L’esperimento atletico si configurerà come un tentativo alquanto peculiare di costruire nel cervello un dispositivo con cui tenersi costantemente aperti a sperimentare “jusqu’au bout” il proprio “possibile”.
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(0)By : Gianfranco Amato
Gli equivoci della verità
€17,00di Gianfranco Amato
“Quid est veritas” chiede Ponzio Pilato durante il processo a Gesù. Quella domanda ci accompagnerà per i successivi 2000 anni, senza mai aver trovato la risposta conveniente, in grado di mettere tutti d’accordo. Ma la domanda nasce prima di essere pronunciata nel tempo a cui ci riferiamo. Essa possiede radici antiche ed arcane, che affondano nel mito e nelle religioni, in attesa di trovare, poi, gli interpreti adeguati nei secoli successivi.
Il libro prova a percorrere i sentieri impervi e difficili, dove la domanda ha camminato, sulla strada della conoscenza, con passi incerti e con alterna fortuna. Ogni volta messa in questione dai più grandi pensatori della civiltà occidentale.
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Homo neuro-aestheticus
€5,70di Gabriele Fedrigo
Con questo lavoro vorrei mettere a disposizione del lettore un tentativo di accostarmi alla neuroestetica di Semir Zeki abbozzato in occasione di un convegno organizzato da Gian Franco Frigo e Fabio Grigenti del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova. Il convegno svoltosi nei giorni 9 e 10 giugno del 2006 portava come titolo: ‘Anthropos: origine, sviluppo (e fine?) di un concetto’. Elaborato sulla scia di una precedente ricerca, ‘Che cosa può un uomo? Potenzialità biologica, selezione naturale e cervello da Paul Valéry a Gerald M. Edelman’ (Torino, 2005), il mio intervento cercava di interrogarsi criticamente sulla neuroestetica a partire non solo dalla relazione fra estetica filosofica e neuroestetica, ma anche dalla genesi neuronale della nostra poliedrica potenzialità estetica.
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(0)By : Paola Polettini
I piccoli fuochi dell’arte
€15,00di Paola Polettini
Questo piccolo libro che gioca col linguaggio espone il tentativo di rintracciare i segni perduti di una koiné dotata di storicità, differenziandosi dal linguaggio corrente che ha rimosso la sua trasformazione storica a favore di categorie dell’universale; e il tentativo più ambizioso di mostrare che non c’è mai stato un solo ordine simbolico, restituendo alla dimensione del materno il potenziale della narrazione.
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(0)By : Giacomo Pezzano
Ideare
€13,50di Giacomo Pezzano
La filosofia di Deleuze è andata sinora incontro a un destino ambiguo: il suo “rovesciamento” del platonismo è stato celebrato da alcuni, demonizzato da altri, ma non così spesso compreso nel suo rigore e nella sua complessità. In questo libro, Pezzano si propone di ripensare Deleuze liberandosi dall’imperativo di ricondurlo al “postmoderno” e alla teoria dello spontaneismo del desiderio, e sforzandosi piuttosto di portare in superficie le questioni concrete che il suo pensiero consente di far vedere: che cos’è un problema? Come funziona una domanda? Com’è possibile che ci siano cose nuove? Come avvengono le trasformazioni? Qual è lo statuto delle relazioni? Che cosa capita quando avviene un incontro? Ma soprattutto: che cosa nasconde un’idea? Ecco allora che l’incessante lavoro creativo di Deleuze mostra tutta la sua radicalità: chiedersi non tanto “che cos’è un’idea?”, quanto piuttosto “che cosa significa ideare?”, e fare di questo interrogativo l’oggetto principale di tutta la filosofia. È a questo punto che anche il rapporto di Deleuze con Platone può guadagnare una nuova prospettiva.
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Idiorritmie
€24,00di Gabriele Fedrigo
“Chiamo fantasma un ritorno di desideri, d’immagini, che vagano, che si cercano in voi, talvolta per tutta una vita, e spesso non cristallizzano che attraverso una parola”.
Il fantasma esplorato da Roland Barthes nel suo primo corso tenuto al Collège de France (1977) è una possibilità del Vivere-Insieme: “non è il vivere-a-due, non è il discorso simil-coniugale, che seguirebbe – per miracolo – al Discorso amoroso. [È] un fantasma di vita, di regime, di genere di vita, diaita, dieta. Né duale, né plurale (collettivo). Qualche cosa come una solitudine interrotta in modo regolare: il paradosso, la contraddizione, l’aporia di una messa in comune delle distanze – l’utopia di un socialismo delle distanze”.
Nella parola idiorritmia, tratta dal vocabolario dell’esperienza religiosa dei monaci del Monte Athos, Barthes trova ciò che finalmente farà cristallizzare il suo fantasma come Vivere-Insieme. Lontana dalle forme gregarie e dallo stile di vita eremitico, l’idiorritmia è “forma mediana, utopica, edenica, idilliaca” del Vivere-Insieme. Allora perché non mettersi sui suoi passi? Perché non esplorare questa “utopia domestica”? Perché non cominciare ad assaporare il gusto della parola idiorritmia come possibile stile del Vivere-Insieme?
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(0)By : Carlo Chiurco
Il contagio e la cura
€16,00(a cura) di Carlo Chiurco
Per superare la pandemia non dobbiamo augurarci che scompaia, bensì che si faccia endemica: non che se ne vada, ma che, assimilata – alla lettera: “resa simile a noi” –, non se ne vada più. È il modo stesso di procedere della vita. Da questo paradosso sorge una considerazione: lungi dall’identificarsi senz’altro con la salute, la vita sembra invece intrecciare con l’elemento del contagio un rapporto necessario, ineludibile. Tuttavia, se questo è vero, allora bisognerà affermare che altrettanto necessario è, per la vita, il rapporto con la cura.
Il senso della vita, se mai ve ne è uno, sembra dunque giocarsi all’interno di questa relazione triadica tra la vita stessa, il contagio, e la cura. In effetti, molti indizi sembrerebbero andare proprio in questa direzione. Parliamo ad esempio di comunicazione “virale”, ma la comunicazione è anche un fondamentale modo di prendersi cura delle relazioni; e il virus, che ha gettato il mondo intero nella crisi, può anche generare quella spinta verso una rinnovata cura verso il pianeta capace di far finalmente germinare un futuro non soltanto nuovo, ma anche diverso.
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(0)By : Carlo Chiurco
Il pensiero medievale
€19,00di Carlo Chiurco
I mille anni che separano la fine del sistema politico del mondo antico dall’età delle grandi scoperte geografiche sono una delle più ardite e originali creazioni della civiltà occidentale. Teologia, filosofia, etica, estetica si innalzano a vette di complessità inaudite nel segno del continuo confronto con l’eredità del mondo antico da un lato, e la certezza indubitabile per la fede costituita dalla verità rivelata dall’altro. Una verità che l’uomo medievale, come ogni altro aspetto della sua esistenza, non può limitarsi a pensare senza anche viverla e renderla concretamente esistente, così come Dio stesso si era incarnato in una donna facendosi umano. È all’interno di queste tre coordinate fondamentali che si sviluppa la straordinaria avventura del pensiero medievale, della quale il volume intende dar conto attraverso una prima parte dedicata all’analisi dei grandi temi fondamentali della filosofia del Medioevo, ed una seconda, più tradizionale, comprendente delle schede sugli autori o le scuole di pensiero più importanti, in modo da coniugare l’esigenza di informare, tipica del manuale, con la necessità, per la riflessione, di andare sempre al fondamento di ogni questione: perché si può fare storia della filosofia solo se non rinuncia a filosofare.








