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    Karl Jaspers. Tra filosofia e scienza

    di Ivan Valbusa

    Al di là della molteplicità degli interessi, l’intera opera di Karl Jaspers appare animata dall’idea di fondo che scienza e filosofia sono legate da un intreccio indissolubile, pena la morte di entrambe: come non si dà filosofia contro la scienza («chi desidera la filosofia […] desidera anche la scienza»), così non si dà nemmeno filosofia al di fuori della scienza («le scienze costituiscono inevitabilmente il campo in cui deve orientarsi ogni filosofia che voglia pensare secondo verità»). In tal senso, attraverso l’esame critico dei testi più significativi del pensatore di Oldenburg e il confronto con alcuni temi centrali dell’epistemologia classica e contemporanea, il libro intende mostrare come solo un dialogo consapevole, sereno e non ideologico tra le due discipline possa scongiurare ogni forma di scientismo da una parte o di dogmatismo dall’altra.

    Il presente lavoro si rivolge, in primo luogo, a quegli scienziati che nella loro pratica hanno incontrato i limiti della scienza e si sono interrogati su questioni di senso: gli scienziati che, più o meno consapevolmente, si sono fatti filosofi. Avrà raggiunto un buon risultato se riuscirà a offrire loro ulteriori spunti di approfondimento e di ricerca. In secondo luogo, è rivolto anche a quei filosofi che o non conoscono Jaspers, oppure lo ritengono un profeta dell’antiscienza e del pensiero olistico: la speranza è, in tal caso, quella di restituire la complessità della sua ricerca filosofica, superando le facili semplificazioni storiografiche del momento.

    16,00
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    Itinerario filosofico

    di Giuseppe Zamboni (a cura di Antonino La Russa)

    Come chiarisce il sottotitolo, Dalla propria coscienza all’esistenza di Dio, l’Itinerario filosofico di Giuseppe Zamboni (1875-1950) intende prendere in esame, in modo sistematico, le ragioni della trascendenza di Dio, fino a giungere al confine della possibilità di un assenso di fede. Un percorso di ricerca che l’Autore affronta “dal vivo” in un ciclo d’incontri tra l’autunno del ’46 e la primavera del ’47 e che pubblica nel 1948.

    Ne scaturisce un’opera coinvolgente, perché Zamboni, in continuità con le sue ricerche, attraverso un’analisi dei processi conoscitivi sviluppa una rigorosa indagine gnoseologica, riuscendo a offrirci valide prospettive, e forti argomentazioni, nel campo dell’antropologia, dell’etica e della metafisica. Comincia da ciò che si presenta e si manifesta nell’immediatezza sensibile della vita della coscienza per individuare, attraverso gli atti funzionali dell’intelligenza e della volontà, l’esperienza delle oggettività

    caratterizzate da differenti valori entitativi.

    Ciò che per il senso comune, e anche per tanti filosofi, è oramai scontato viene riscoperto in un’armonia in cui l’io, nell’autotrasparenza della consapevolezza di sé, dà vita a una nuova comprensione. In questo sfondo, il discorso su Dio si viene modellando come ricerca autonoma, tesa a cogliere gli elementi soprasensibili che possano rinviare, speculativamente, a un ente assoluto, capace di ridare senso alla realtà che, altrimenti, si dibatterebbe «nell’assurdo, nella tenebra e nel silenzio».

    18,00
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    La Fenomenologia nella Settima Stanza: Gerda Walther ed Edith Stein

    di Lucia Vantini

    Con Edith Stein e Gerda Walther la fenomenologia si spinge nella settima stanza, addentrandosi nello spazio straordinario e inquieto dell’esperienza mistica. Qui il mondo si esprime nella forma di un’oscurità feconda, capace di trasformare e rigenerare le storie. Queste due donne hanno saputo farne un tesoro da spartire, ispirando con la loro scrittura non solo le singolarità ma anche quelle piccole e grandi comunità che non si rassegnano a vivere di apatia verso le esistenze e i destini più feriti.

    16,00
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    Ideare

    di Giacomo Pezzano

    La filosofia di Deleuze è andata sinora incontro a un destino ambiguo: il suo “rovesciamento” del platonismo è stato celebrato da alcuni, demonizzato da altri, ma non così spesso compreso nel suo rigore e nella sua complessità. In questo libro, Pezzano si propone di ripensare Deleuze liberandosi dall’imperativo di ricondurlo al “postmoderno” e alla teoria dello spontaneismo del desiderio, e sforzandosi piuttosto di portare in superficie le questioni concrete che il suo pensiero consente di far vedere: che cos’è un problema? Come funziona una domanda? Com’è possibile che ci siano cose nuove? Come avvengono le trasformazioni? Qual è lo statuto delle relazioni? Che cosa capita quando avviene un incontro? Ma soprattutto: che cosa nasconde un’idea? Ecco allora che l’incessante lavoro creativo di Deleuze mostra tutta la sua radicalità: chiedersi non tanto “che cos’è un’idea?”, quanto piuttosto “che cosa significa ideare?”, e fare di questo interrogativo l’oggetto principale di tutta la filosofia. È a questo punto che anche il rapporto di Deleuze con Platone può guadagnare una nuova prospettiva.

    13,50
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    Dietrich Bonhoeffer

    di Ferdinando Luigi Marcolungo

    Quando nel 1951, poco dopo il secondo conflitto mondiale, furono pubblicate da Eberhard Bethge le lettere dal carcere di Bonhoeffer nel volume dal titolo significativo di Resistenza e resa, la vasta eco che quel testo ebbe nel dibattito teologico del tempo consacrò del teologo luterano un’immagine che doveva risultare predominante nei decenni successivi: la lettura non religiosa del cristianesimo venne vista come la svolta di un pensiero che abbandonava le proprie posizioni precedenti per assumere una sorta di “ateismo cristiano” chiamato a trarre le ultime conseguenze del processo di secolarizzazione.

    10,00
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    Traiettorie di pensiero

    di Davide Poggi

    Il presente volume, Traiettorie di pensiero, Prospettive storico-teoretiche di riflessione e ricerca, nasce in seno al Centro “Ricerche di Gnoseologia e Metafisica” del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, e in particolare, nel contesto dei cicli laboratoriali attivati nel corso degli anni accademici 2018-2019 e 2019-2020. L’obiettivo è quello di riassumere gli interessi e i temi cari ai membri del Centro e lanciare spunti di riflessione in funzione/al servizio di tutti coloro che, più o meno esperti, studenti o semplici appassionati, mostreranno il desiderio di coglierli: in tal modo, le altrui ricerche si trasformeranno in stimoli personali che termineranno in approfondimenti, conferme o smentite dei lavori che qui vengono proposti, e, in ogni caso, daranno continuità e vita alla ricerca del vero, arricchendo il mosaio della conoscenza del reale di sempre nuovi tasselli. Traiettorie di Pensiero costituisce una collezione di interventi che spaziano dall’area disciplinare teoretica e storico-filosofica (Marcolungo, Macor, Di Bella e Vitale), a quella etica (Erle e Battistoni) e, da ultimo, a quella epistemologica (Moretto).

    18,00
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    Cuore e Mente. Sentire, motivare e pensare per diventare migliori

    di Giuliano Bergamaschi e Matteo Rampin

    In questo testo sono illustrati i sentieri educativi con cui il cuore e la mente possono sollevare l’ego umano dalla sua malattia mortale: l’egoismo. L’egoismo per la sua pretesa di “controllo-possesso-consumo” è la fonte principale della disperazione umana. Comprendere, affrontare e trasformare ogni giorno i condizionamenti dell’egoismo in nome di un “progetto di senso” è la premessa per una realizzazione vera e buona della nostra vita.

    17,00
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    Istruzioni d’uso per diventare più buoni

    di Giuliano Bergamaschi

    Cercare di comprendere che cosa sia il buono ed il cattivo è un tema fondamentale dell’esistenza umana: ancora di più oggi considerato il rischio concreto dell’affermazione nel mondo del non uomo. Occorre arrestare la brama di distruzione di tutto ciò che di umano vi è nel mondo! L’etica si deve impegnare in questa battaglia di umanizzazione poiché pienamente coinvolta nella relazione tra il potere della soggettività e della comunità e l’indigenza altrui: mettere il proprio potere a servizio dell’indigenza o sfruttarla? Il mio fare, il mio disporre ed il mio usare nei confronti dell’indigenza – come descritto nella parabola del buon Samaritano – debbono essere animati dal cuore di pietra del levita e del sacerdote o dal cuore coinvolto del Samaritano? I primi evitano il malcapitato picchiato e derubato dai briganti, il secondo si fa prossimo al malcapitato. Il sì ed il no nei confronti dell’indigenza del malcapitato ci svela il buono o cattivo del nostro esistere etico o per umanizzare o per disumanizzare. Esiste il Samaritano perfetto? No! Ma non possiamo e non dobbiamo esimerci dal diventare come lui.

    15,00
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    Pietra filosofale della salute. Filosofia antica e formazione in medicina

    Filosofia antica e formazione in medicina

    di Linda M. Napolitano Valditara

    Il volume rielabora i contributi offerti da una filosofa nell’arco di sei anni ad operatori sanitari (medici e infermieri). I testi meditati son tratti per lo più dal pensiero antico e mostrano come vi si trovi materia proficuamente utilizzabile anche nell’approccio a problemi odierni.

    Sono trattate anzitutto le nozioni di ‘salute’ e ‘cura’ e quella di una distribuzione equa del bene stesso ‘salute’; si riflette poi sull’impiego in campo sanitario della ‘narratività’ (Medicina Narrativa) e sui problemi del dolore e della morte.

    Il volume, diretto non solo ad addetti ai lavori (filosofi od operatori sanitari), documenta una ‘pratica filosofica’: cioè l’impiego di testi e nozioni propri della filosofia antica in un campo – quello della salute, del dolore e della stessa morte – che ci coinvolge tutti in modo profondo e dove occorre oggi riguadagnare un modo dell’‘esser sani’ e dello stesso ‘darsi cura’ non declinabili in senso solo tecnologico.

    16,80