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    Dimensioni del tempo nella scrittura poetica

    di Paola Polettini

    La prima parte di questo lavoro prende in esame le diverse dimensioni del tempo vissuto attraverso due testi di due diverse scrittrici: Ida Travi e Virginia Woolf. La seconda parte è relativa all’ermeneutica, e tende a ripensare una teoria dell’interpretazione alla luce delle esperienze della Psicoanalisi Interpersonale/Relazionale in quanto pratica in un ‘campo’ fenomenologico.

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    Note di epistemologia

    di Paola Polettini

    Questo studio prende spunto da un recente dibattito sulla freeenergy presentato dall’international journal “Physics of Life reviews”, per focalizzare l’attenzione sui processi di trasformazione all’origine del vivente dal punto di vista dell’energia come condizione fisicochimica.

    Considerare la funzione dell’energia alle origini del vivente ci invita a ripensarlo nella dimensione più ampia delle trasformazioni della materia delle quali esso stesso si fa tramite trasformando a sua volta il mondo per esistere e permanere.

    In questo Quaderno ho esposto, come nel comporre un patchwork, i punti salienti necessari a rilevare le modalità fisico-chimiche all’origine del movimento. Condizione primaria dello sviluppo dell’organismo biologico il rapporto intensità/espressione che costituisce la forma delle interazioni del vivente col mondo.

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    Note di epistemologia

    di Paola Polettini

    Questo studio prende spunto da un recente dibattito sulla free-energy presentato dall’international journal “Physics of Life reviews”, per focalizzare l’attenzione sui processi di trasformazione all’origine del vivente dal punto di vista dell’energia come condizione fisicochimica.

    Qui trovi la nuova edizione.

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    L’io nell’era tecnologica

    di Antonino La Russa

    “Non esistono fatti, solo interpretazioni” è questo un celebre aforisma nietzschiano che attacca il principio di realtà. Non esistono fatti che si presentino come realtà in sé, dotati di un valore assoluto per il quale possano imporsi rispetto ad altri fatti. Posta questa negazione, quelli che chiamiamo fatti in realtà sono tali soltanto per il soggetto che li enuncia, quindi sono solo interpretazioni. Com’è noto, questa prospettiva vuole aprire la possibilità di dichiarare il superamento dei valori tradizionali che nella cultura occidentale hanno svolto il ruolo di riferimento per distinguere il bene e il male. Così, parafrasando il titolo di una delle opere più famose del filosofo tedesco, “al di là del bene e del male” rimane solo la volontà di potenza che pone se stessa come principio di realtà.

    Lo stesso aforisma, specialmente nella seconda parte, che riduce il mondo dei fatti a mondo di interpretazioni, significa anche che il senso dell’esistere del soggetto può ritrovarsi soltanto nella relazione con gli altri, quindi nella comunicazione e nel linguaggio. È nel campo ermeneutico dunque che bisogna cercarlo.

    Qui però l’esperienza si presenta in una molteplicità di sensi, sia per i diversi ambiti di indagine scientifica, che coesistono secondo gli interessi specifici delle scienze, sia perché gli stessi fatti possono essere interpretati con intenzioni e metodi diversi e perfino opposti1.

    In quest’ultimo caso è evidente che il campo ermeneutico si caratterizza per una conflittualità che richiede un superamento e una unificazione. Questo sforzo è stato da sempre la sfida che contraddistingue la filosofia.

     

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    La realtà e l’io

    di Ferdinando Luigi Marcolungo

    Il presente volume è frutto delle ricerche sul pensiero di Giuseppe Zamboni avviate a partire dalla pubblicazione degli inediti, che hanno consentito una conoscenza del suo pensiero al di là degli schemi della polemica attorno al problema del realismo e in particolare alla precedenza o meno della metafisica rispetto alla gnoseologia.

    Tali contesti problematici impedivano di comprendere le ragioni delle posizioni zamboniane e soprattutto le staccavano dalle problematiche a partire dalle quali avevano preso le mosse, in particolare il positivismo di fine Ottocento, rappresentato in Italia e a Padova, dove Zamboni studiò, dalla figura di Roberto Ardigò, il Maestro del positivismo italiano.

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    La coscienza come ricerca di senso

    di Giuliano Bergamaschi

    L’uomo è un essere di senso; il senso per l’uomo è essenziale non tanto perché senza senso egli “non può” vivere, ma perché è ciò senza cui egli non “vuole vivere”. L’essenzialità del “bisogno di senso” deriva proprio dal fatto che è proprio tale bisogno a sostanziare come umano ogni altro ulteriore bisogno e desiderio. Nell’ambito di queste constatazioni fenomenologiche la coscienza intenziona di senso i vari vissuti con una “presa di posizione” – vera nota personale dell’individualità – in cui la stessa coscienza non solo si vive ma diventa protagonista dei propri atti. L’esercizio della “presa di posizione” attraverso il significativo e non significativo per me fa emergere il mondo dei valori, che induce la coscienza ad aprirsi interiormente ad essi per realizzarsi. Il conosciuto si dà come bene o come male? Ecco la responsabilità della propria progettualità. L’atto di cogliere e la presa di posizione risultano quindi reciproci: la rappresentazione del mondo significa vedere le cose attraverso la dimensione assiologica, indispensabile per evitare l’assurdità dell’assenza di senso. Gli scritti di questo volume intendono esplorare – secondo un’ispirazione cristiana – la coscienza nella sua ricerca di senso nell’ambito di essenziali dimensioni della vita umana quali l’etica, la motivazione, la fatica, la fiducia e la politica. Nell’appendice si riporta la traduzione di un testo di Montesquieu, Elogio della Sincerità (1719 ca.), un tema molto significativo. La sincerità è presupposto per ogni domanda vera sulla ricerca del nostro senso di vita.

     

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    Preliminari al Pensiero Puro

    di Paolo Livieri

    Tra Mente e Mondo in G.W.F. Hegel

    Questo breve saggio cerca di rispondere ad una domanda fondamentale: che cosa intende G.W.F. Hegel per pensiero puro? Nonostante l’obiettivo di questa indagine si presenti in maniera così ben definita, esso può risultare difficile da raggiungere, poiché tutto il sistema Hegeliano delle scienze filosofiche si regge su una definizione di pensiero innovativa e complessa.

    Per guidare il lettore inesperto ed evitare il rischio di rimanere impigliati nella ricchissima trama del sistema del pensiero filosofico, la presente indagine prende in considerazione solo i testi che Hegel redige come introduzione ad alcune sue opere fondamentali. Grazie al lessico semplice e alla prospettiva generale, il concetto di pensiero puro appare così chiaramente delineato: nei testi selezionati, infatti, Hegel parla di Hegel ed espone ciò che la sua filosofia intende fare. Il saggio si rivolge quindi prevalentemente a studenti che per la prima volta si avvicinano ai testi del filosofo di Stoccarda.

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    Dietrich Bonhoeffer

    di Ferdinando Luigi Marcolungo

    Quando nel 1951, poco dopo il secondo conflitto mondiale, furono pubblicate da Eberhard Bethge le lettere dal carcere di Bonhoeffer nel volume dal titolo significativo di Resistenza e resa, la vasta eco che quel testo ebbe nel dibattito teologico del tempo consacrò del teologo luterano un’immagine che doveva risultare predominante nei decenni successivi: la lettura non religiosa del cristianesimo venne vista come la svolta di un pensiero che abbandonava le proprie posizioni precedenti per assumere una sorta di “ateismo cristiano” chiamato a trarre le ultime conseguenze del processo di secolarizzazione.

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    Studi e ricerche galileiane

    di Antonino La Russa

    Vi sono degli interessi che accompagnano e riempiono una vita. La scintilla che li accende spesso scocca inaspettatamente e si manifesta attraverso ineffabili emozioni intellettuali.

    Così è accaduto nella mia prima lettura del galileiano Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, lettura iniziata per obblighi di studio, preparando un esame di filosofia all’università, e terminata col proposito, allora indefinito, di onorare, nel mio piccolo, il grande scienziato pisano con studi e ricerche. Mi è sembrato che solo così potessi ripagare la luce che egli mi aveva fatto intravedere.

    Poi, procedendo negli anni, mi resi conto che la biografia umana e intellettuale di Galileo Galilei è segnata da nodi che resistono all’opera della critica, sia per l’insufficienza dei documenti disponibili, che per la natura complessa della personalità di Galileo e del suo impegno storico-scientifico.

    Cerco solo di accennarli, per darne un’idea a grandi linee.

    Preferisco nodi, termine concreto e immaginifico, e non i termini più tecnici antinomie o contraddizioni, anche per una differenza semantica di non poco conto. Le antinomie e le contraddizioni si giocano in uno spazio concettuale dualistico, nei nodi, invece, i loro due capi sono costituiti dalla stessa materia. Ciò, secondo me, corrisponde meglio alla personalità di Galileo: egli vive in tensione per una volontà determinata a creare delle sintesi nella complessità della realtà naturale e umana, che ama profondamente e vuole ricomporre in un’unità razionalmente coerente.

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