Lingua e letteratura italiana

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    Gli ospiti di Resia

    12,00

    di Quirino Viviani

    a cura di Corrado Viola

    Nel 1827, a Udine, l’ormai quarantaduenne Reimondo Cortelazis si univa in matrimonio con la ventiduenne Teresa Vorajo. Benchè gli sposi non appartenessero al gotha dell’aristocrazia friulana – il Cortelazis era anzi di famiglia borghese per quanto influente e facoltosa – gli sponsali destarono una competente mobilitazione locale, che fece gemere i torchi non solo nel capoluogo friulano ma anche nella Dominante, sia pure coinvolgendo nomi di fievolissima o nulla rinomanza letteraria. In aggiunta ai soliti versi epitalamici, gli sposi si videro altresì dedicare un nuptiale in prosa di genere inconsueto. Si trattava di un “romanzetto” epistolare, pubblicato dapprima sotto l’anodino titolo di Lettere inedite, e subito ristampato con addizioni come Gli ospiti di Resia. Ne era autore l’abate Pietro Domenico Viviani noto con il nom de plume di Quirico.

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    Il Baretti vostro. Lettere inedite di Giuseppe Baretti

    10,00

    di Francesca Luigia Savoia

    Riportando alla luce, raccogliendo e commentando sette nuove missive di Giuseppe Baretti, appartenenti tutte quante all’ultimo terzo della sua vita, quand’egli finì per stabilirsi definitivamente in Inghilterra, questo volumetto vuole attestare l’importanza davvero vitale che lo scriver lettere rivestì, sia personalmente che professionalmente, per lo scrittore emigrato. I testi di questa raccolta confermano Baretti come uno dei prosatori italiani più avvincenti, informativi e leggibili del Settecento, e confermano altresì la sua insaziabile curiosità intellettuale e il suo profondo rispetto per lo studio delle lingue straniere come effettivi strumenti di esplorazione e conoscenza umana e culturale.

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    Il bibliotecario e lo scienziato

    18,00

    di Alfonso Mirto

    Il volume pubblica il carteggio tra Geminiano Montanari, scienziato modenese, e Antonio Magliabechi, bibliotecario ed erudito fiorentino. Il carteggio, ricco di 74 lettere, ci fornisce un quadro pressoché completo della vita culturale italiana ed europea della seconda metà del Seicento: incontriamo personaggi notissimi sia nel campo scientifico, sia in quello prettamente storico-letterario, come per esempio Jean Mabillon, Charles Patin, Jacobus Gronovius, Niels Stensen, Caspar e Thomas Bartholin, Giuseppe Valletta e molti altri. Il rapporto epistolare tra i due inizia nel 1676, quando il Montanari ritorna a Bologna dopo il soggiorno fiorentino, e prosegue per tutto il periodo della sua permanenza a Padova e a Venezia, terminando nel settembre del 1685.

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    Issipile – Tragedia

    11,00

    di Corrado Viola

    Tra i manoscritti pindemontiani della Biblioteca Civica di Verona, giace l’autografo, finora inedito, di una tragedia incompiuta di Ippolito Pindemonte, l’Issipile. Ideata e stesa tra il 1798 e il 1800, nei tempi avversi della «gran tragedia europea», questa «tragedia tutta amor materno e figliale» – così l’autore stesso, del resto pronto a esibire nel nome arcadico, Polidete Melpomenio, la sua particolare devozione alla musa del coturno – incrementa in misura non disprezzabile un corpus tragico che, nel complesso, riesce tutt’altro che ampio. Un misurato patetismo tardo-settecentesco – o, se si preferisce, post-illuministico – sommuove le venerande spoglie del mito greco: e ritornano, variamente declinati e strettamente connessi, temi ben cari alla meditazione del poeta veronese, dal motivo antibellicista a quello dell’allattamento al seno e della ‘vera’ maternità.

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    LA LETTERATURA PAZIENTE – Volume quinto

    19,50

    Articoli e saggi

    (2022-2025)

    Volume quinto

     

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    La lingua italiana e l’idea di nazione

    12,00

    di Mirella Spiritini Massari

    “Non so a voi, ma a me capita a volte di avere un’intuizione che però presenta tante facce difficili da identificare e raccordare. Siamo davanti a mille rivoli e non ci resta che darci da fare per mettere ordine e distinguere i vari argomenti cercando di creare una progressione accettabile.

    Iniziamo dalla parola.

    La parola ci distingue in quanto uomini. L’uomo ha dato un nome alle cose, ai sentimenti, agli dei. Tuttavia la parola in sè è uno strumento, che viene usato dal pensiero per esprimere un’idea o per raccontare una storia. Per di più i significati delle parole spesso col passar del tempo subiscono delle modifiche; insomma hanno a che fare con la storia.

    Dunque la parola, il linguaggio, la storia.

    A questo punto mi è sembrato giusto scegliere tra le tante la parola Italia. L’Italia anticamente era considerata un luogo geografico, nel quale gli intellettuali ancora scrivevano in latino, anche se con molte semplificazioni. Il popolo parlava ormai una lingua volgare, discesa dal latino e diversa nelle varie regioni. Si passa presto al diffondersi di una lingua colta, che è ancora un volgare, ma è soprattutto lingua italiana.

    Dunque l’Italia non è più solo un luogo geografico, ma è un paese unito nella cultura, nel linguaggio, nella storia. In Europa l’Italia è considerata maestra di civiltà, ma nessuno la considera un possibile stato: anche quando le Signorie sono ricche e potenti, c’è sempre la mano straniera che si garantisce il potere supremo.

    Pur con questi limiti tra gli intellettuali si è ormai diffuso il senso della libertà di pensiero, liberando la cultura dalle ristrettezze imposte dalla Chiesa. L’Illuminismo significa tutto questo ed offre alla letteratura uno spazio nuovo. Il Rinascimento trae origine da questo spirito di libertà. Siamo al culmine del Rinascimento nel momento del massimo splendore e tuttavia vi è nell’aria un’inquietudine che risuona nell’opera di molti poeti. Insomma non siamo più al Quant’è bella giovinezza. Il mondo dell’Ariosto, per esempio, solo ad uno sguardo superficiale può apparire sereno. In realtà è pieno di avventure confuse e gratuite, nasconde dunque una visione negativa della vita. Arriviamo poi presto alla controriforma, che blocca la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero; nascono allora solo innocue poesiole e canzonette.

    Il pensiero è comunque sempre vivo e nasce l’Illuminismo con filosofi francesi come Voltaire, Rousseau, Montesquieu ed italiani come Verri, Parini, Cesare Beccaria. I filosofi dunque lavorano e diffondono un pensiero nuovo, presto colto in Francia nel suo significato politico. E siamo alla rivoluzione. Le barricate, Napoleone, un primo assaggio di libertà poi tradito dal dittatore; il tempo corre ed una certa idea dell’Italia prende forma.

    La scossa arriva alla fine del Settecento, quando inizia a farsi strada un pensiero nuovo, nel quale in Italia trova posto l’idea di uno stato. Per realizzarla occorsero molti decenni, molte guerre e molti morti; alla fine pian piano si costruì uno Stato, sempre tuttavia con i confini contesi e spesso incerti.

    (dall’Introduzione)

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    La lumaca, la gallina e i figli del diavolo. Lettere di Gianrinaldo Carli e Saverio Bettinelli

    14,00

    di Giovanni Catalani

    con una premessa di Corrado Viola

    Il volumetto raccoglie e commenta 62 lettere finora inedite, inviate, tra il dicembre 1792 e il febbraio 1795, pochi giorni prima di morire, dal poligrafo istriano Gianrinaldo Carli (1720-1795), già funzionario a Milano del governo asburgico, al letterato ed ex gesuita mantovano Saverio Bettinelli (1718-1808). I temi sono quelli consueti agli scambi epistolari tra intellettuali settecenteschi, con particolare attenzione alle diatribe di argomento naturalistico-vulcanologico, allora in voga, e a quelle che coinvolgevano il Carli stesso in relazione alle proprie opere di antiquaria. In più, le costanti, dettagliate e spesso inorridite relazioni di questi dipingono un quadro assai vivo e preoccupato degli avvenimenti storici contemporanei, negli anni in cui la Rivoluzione francese iniziava a minacciare seriamente l’Ancien Régime lombardo ed europeo.

    Giovanni Catalani

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    Leggendo la Divina Commedia – Il Sole

    10,00

    di Ernesto Guidorizzi

    Quale immagine sublime, ricorre lo splendore del sole nella Divina Commedia. E come i frammenti di luce si spandono dal cielo alla terra, così i frammenti poetici, che Dante ha dedicati all’astro generoso di bellezza e vita. Sono frammenti poetici, i quali si fanno leggere come bagliori che incantano gli sguardi, rivivendoli nel Poema

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    Letteratura italiana – antologia di testi

    30,00

    Dispensa (parte generale) di Letteratura Italiana

    2026

    Rilegata a spirale

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