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    Vento d’autunno e prima neve

    di Luisa Palazzoli Mostrada

    La poesia occidentale si è molte volte bagnata alle rive del lirismo giapponese racchiuso nella forma poetica haiku, per trovarvi chiarezza, semplicità sorgiva e legittimazione alle piccole presenze quotidiane. I versi di Luisa Palazzoli Mostarda si rilevano subito per la grazia, la misura, la compiutezza, ed insieme per un’impronta peculiare: ogni componimento nasce da uno stile contemplativo, da una postura dell’anima che dona libertà. Emotivamente, la raccolta è scaturita da un vissuto di perdita, e il desiderio del superamento di una perdita, implica, di per sé, la disposizione al viaggio, nella consapevolezza della fugacità di tutte le cose, anche dell’esperienza del dolore.

    Il titolo della raccolta “Vento d’autunno e prima neve” è, esso stesso, lo sguardo poetico calato su di un istante, un momento dell’anno sospeso tra due stagioni, quando, in Giappone, il freddo giunge lentamente a mutare i colori del paesaggio. L’attenzione alle piccole cose fugaci diviene la via per accostarsi all’eterno, all’universale, al sublime, coltivando una costante inclinazione alla leggerezza nella quotidianità, in profonda adesione ai valori della cultura giapponese. Lo sguardo sfiora il mondo circostante, nell’irripetibile bellezza di un momento pienamente colto.

     

    15,00
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    C’è stato un inizio

    di Graziella Nicolis

    “non ne vuole sapere

    di cosa c’è dentro

    di cosa c’è fuori

    solo desidera alzarsi, estraniare

    danzare, danzare, danzare.” (G.N.)

    13,00
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    La ragazza era ancora lì

    di Laura Bortolotti

    Laura Bortolotti è al suo primo libro .

    Nato al termine di un lavoro sulla scrittura frutto dei Laboratori poetici e del lavoro personale con Ida Travi, la raccolta presenta immagini che parlano di lucertole, di pesci che cadono dal cielo , di astronavi che interrompono la nostalgia .E della ragazza che resta , che è ancora lì , a saltare al cavallo , perché ora ha imparato a rimbalzare. È un lavoro “fotografico “ nel quale si può riconoscere il Friuli , la dolcezza di una lingua madre che “non sa dire il suono delle ciliegie “.

    13,00
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    Gli occhi di Nausicaa

    di Marina Cherubini

    “Gli occhi di Nausicaa” sono espressione di uno sguardo che nasce oggi ma si ispira a una fonte mitica, arcaica, come da sempre la poesia nel suo essere lirica. I temi che la muovono sono temi classici dell’uomo in quanto tale ed è proprio questa natura che soffre, che ama, che ricorda e che desidera, ad avere la capacità di legare fra loro tempi così distanti, ma così umani.

    8,00
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    Versi

    di Massimo Spiritini

    a cura di Mirella Spiritini Massari

    Massimo Spiritini pubblicò in vita molte opere, fra cui soprattutto traduzioni dalle più varie lingue. Egli teneva moltissimo ai “Poeti del mondo”, integrati poi da “Panorama della poesia mondiale”. Il presente volume raccoglie una scelta di testi divisi in sezioni, che corrispondono alle raccolte di cui portano il titolo. Alcune liriche risultano ripetute nei vari volumi, evidentemente perché ritenute dall’autore più valide. Sono qui conservate nella posizione cronologicamente corretta, perché si collochino nella temperie spirituale in cui presero vita.
    16,90
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    Poeti del mondo

    di Massimo Spiritini

    Introduzione di Mirella Spiritini

    “Massimo Spiritini tra le tante opere pubblicate teneva moltissimo alle traduzioni, come Poeti di Francia, Poeti stranieri, Poeti del mondo e Panorama della poesia mondiale. Discutevo molto con mio padre, perché io davo la preferenza ai suoi libri di poesie; infatti Versi è il titolo che ho scelto per una raccolta di sue poesie pubblicata nel 2010.

    Affrontare la pubblicazione di una delle sue opere di traduttore mi pone anche innanzi un problema di scelta. Poeti del mondo esce nel 1939 come dimostra il contratto stipulato con la Garzanti. Dalle mie ricerche non risulta che ne sia rimasta copia, nè alla Nazionale di Firenze, nè in altre prestigiose biblioteche e neppure a Verona. Io lo ricordo bene quel libro: la copertina nella quale il cartone era foderato da una stoffa sottile color rosso scuro. Anche nella nostra casa, centrata da un aereo americano colpito dalla contraerea, quell’edizione è sparita. Tuttora si trova facilmente la ristampa del 1945, decisa dalla Garzanti, forse pensando ad una possibilità di successo, dato il momento favorevole per uno slancio verso una cultura libera ed aperta al mondo. Il mio papà ricevette le copie della seconda edizione, ma certo non andò a Milano; durante quella primavera era impegnato con capomastri e muratori a salvare quel che era rimasto della casa di Castelvecchio. Aveva dunque in testa altro che la poesia.

    L’edizione del 1945 fece il suo corso, ma lo Spiritini, sistemate le faccende di famiglia, tornò a lavorare; nacque così il Panorama della poesia mondiale, edito da Bocca nel 1951. Questa raccolta contiene alcune delle liriche già pubblicate dalla Garzanti ed altre nuove, che erano rimaste nel cassetto. Quindi io mi trovavo di fronte ad un bivio: riprendere con copia anastatica il più noto Poeti del mondo, o privilegiare il volume del 1951 della casa editrice Fratelli Bocca.

    Ho scelto Poeti del mondo e me ne assumo tutta la responsabilità. L’edizione del 1939 è interessante anche per una caratteristica del contratto: la firma dallo Spiritini è posta al seguito di questa frase: “L’autore dichiara di non essere di razza ebraica.”

    Ancora: i nomi di battesimo dei poeti dovevano, ove possibile, essere tradotti in italiano. L’autore dovette subire poi un’altra costrizione: i testi poetici erano divisi in capitoli, uno per ogni lingua e sicuramente il traduttore aveva iniziato con i poeti francesi, seguiti dai belgi, dai tedeschi e dagli inglesi. L’editore volle dare la precedenza ai poeti tedeschi e nel 1945 non ripristinò l’ordine preferito dall’autore. Che il Massimo volesse partire dai poeti francesi è provato dal lavoro successivo Panorama della poesia mondiale: qui troviamo al primo posto i francesi ed i nomi di battesimo nelle lingue originali”

    (Dall’introduzione di Mirella Spiritini Massari)

    55,00
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    Sebastian

    di Gabriele Fedrigo

    Il sole di nuovo.

    La luna di nuovo.

    Fuori a Spoon River

    sono ancora baci

    mentre nel fuoco

    brilla la mia testa.

    Fra luce ardente

    si scioglie

    il piacere e il dolore,

    e un triste ricordo.

    Era ancora di ieri

    il nostro muto stare

    fra gli oleandri e i noccioli verdi.

    E lontano il cumulo di tempo,

    le ossa calde

    dietro il biancospino

    e il ciliegio in fiore.

    8,40
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    Un padre

    di Andrea Bazzani

    Un padre di Andrea Bazzani inaugura la collana di poesia Poetica Opera Prima, pubblicata da QuiEdit. La collana è riservata a opere di autrici e autori alla loro prima

    pubblicazione.

    Gli esordi in poesia sono un’uscita all’aperto di primo mattino dopo una notte in cui i sogni hanno agito su di noi come un risveglio. Come un impercettibile movimento, un esordio dà il via a qualcosa che, pur nella sua evidenza, a lungo resterà da decifrare. Sempre in viaggio dentro alle condizioni dell’esistere c’è un padre, c’è la legge, c’è la parola. Accanto c’è la linea materna. E un libro prende corpo nel suo umanissimo impulso creativo. Come un sì. Come un no. Come un eccomi qui, ci sono!

    La curatrice della collana

    Ida Travi

    12,00