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    Anche se lontani, amore

    di Lulù Leblanche

    ESSENZA DEL VIVERE

    Lascia andare

    lasciati volteggiare

    godi del cielo

    dei gabbiani in volo

    godi dei frutti della terra,

    annusa il profumo dei gigli

    senti il sapore di queste

    bacche di felicità

    immergiti tra le onde

    come carezze che ti cullano,

    essenza del vivere

    in sintonia

    col battito del tempo

    13,00
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    Natura mia

    di Andrea Bazzani

    Natura mia di Andrea Bazzani si muove sul crinale d’un difficile rapporto tra l’umana natura interiore e la natura che si stende là fuori nel silenzio dei muri, tra i sassi, nel crepitare degli sterpi. Forse verso un’ecologia dei sentimenti, forse ancora più in là, sulla via del ritorno a casa, col vento che corre impaziente tra i rami.

    13,00
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    La ragazza era ancora lì

    di Laura Bortolotti

    Laura Bortolotti è al suo primo libro .

    Nato al termine di un lavoro sulla scrittura frutto dei Laboratori poetici e del lavoro personale con Ida Travi, la raccolta presenta immagini che parlano di lucertole, di pesci che cadono dal cielo , di astronavi che interrompono la nostalgia .E della ragazza che resta , che è ancora lì , a saltare al cavallo , perché ora ha imparato a rimbalzare. È un lavoro “fotografico “ nel quale si può riconoscere il Friuli , la dolcezza di una lingua madre che “non sa dire il suono delle ciliegie “.

    13,00
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    Seguo la via del giardino segreto

    di Stefano Aldrighetti

    Questa nuova silloge di Stefano Aldrighetti “s’affaccia al limitare della coscienza”, ci fa entrare in un giardino segreto dove la parola “va e viene tra il nulla e il tangibile”, prende forma e si trasforma in poesia.

    La mente vaga su fili intrecciati nell’andar per sogni si perde si perde e si ritrova.

    13,00
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    C’è stato un inizio

    di Graziella Nicolis

    “non ne vuole sapere

    di cosa c’è dentro

    di cosa c’è fuori

    solo desidera alzarsi, estraniare

    danzare, danzare, danzare.” (G.N.)

    13,00
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    Chi bussa alla porta

    di Elisa Paganica

    Il giardino d’una vecchia casa, una gatta, un marito. Vengono a ruota figure, venditori ambulanti. Avanti e indietro nel tempo nello splendore rosso della vite americana, nel bianco rosato d’una pratolina. Uccelli e fantasmi

    fremono insieme, dorme il giardino. Pulsa lì accanto il mattone antico della città.

    13,00
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    La fermata

    di Andrea Bazzani

    Nella raccolta di Andrea Bazzani si incontra una miriade di immagini incalzanti, tratte dalla quotidianità, colte con drammatica freschezza nell’intimità fragile di una lunga “fermata” nel corso della vita.

    I versi denotano un grande spirito di osservazione, che l’autore sa mettere a frutto nella ricerca estemporanea di suggestioni anche solo sfiorate, ma vivide di inquietudine. Il poeta si dimostra grande studioso dell’animo umano, ne conosce i drammi e li sottopone al giudizio del mondo. (…)

    Notevoli le situazioni che ritraggono profonde sinestesie, frutto di accostamenti sensoriali audaci e sorprendenti.

    Dall’Introduzione di Orio Grazia

    13,00
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    Un giaciglio per l’anima

    di Orio Grazia

    Illustrazioni di Luciana Soriato

    Dialogare con la propria anima si rivela un percorso tormentoso, lastricato di tante incertezze e illuminato da sporadici sprazzi di luce. Nella tensione che sgomenta, si va allestendo una galleria di quadretti che la quotidianità ispira e la mente fatica a tradurre in linguaggio. Tardano a comporsi le risposte, persino insperate su argomenti così profondi…

    14,00
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    Vento d’autunno e prima neve

    di Luisa Palazzoli Mostrada

    La poesia occidentale si è molte volte bagnata alle rive del lirismo giapponese racchiuso nella forma poetica haiku, per trovarvi chiarezza, semplicità sorgiva e legittimazione alle piccole presenze quotidiane. I versi di Luisa Palazzoli Mostarda si rilevano subito per la grazia, la misura, la compiutezza, ed insieme per un’impronta peculiare: ogni componimento nasce da uno stile contemplativo, da una postura dell’anima che dona libertà. Emotivamente, la raccolta è scaturita da un vissuto di perdita, e il desiderio del superamento di una perdita, implica, di per sé, la disposizione al viaggio, nella consapevolezza della fugacità di tutte le cose, anche dell’esperienza del dolore.

    Il titolo della raccolta “Vento d’autunno e prima neve” è, esso stesso, lo sguardo poetico calato su di un istante, un momento dell’anno sospeso tra due stagioni, quando, in Giappone, il freddo giunge lentamente a mutare i colori del paesaggio. L’attenzione alle piccole cose fugaci diviene la via per accostarsi all’eterno, all’universale, al sublime, coltivando una costante inclinazione alla leggerezza nella quotidianità, in profonda adesione ai valori della cultura giapponese. Lo sguardo sfiora il mondo circostante, nell’irripetibile bellezza di un momento pienamente colto.

     

    15,00