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    “SHALOM” Comunità di vita

    a cura di Giuliano Vettorato

    Fino a qualche anno fa non sapevamo nemmeno dell’esistenza della Comunità shalom di Palazzolo sull’Oglio (BS). Ce ne parlò un comune amico, narrandoci fatti sorprendenti, sia sulla fondatrice sia del metodo che dei risultati ottenuti con “tossici” e altri soggetti problematici. Aggiunse che volevano fare una ricerca per documentare tali risultati e che per tale compito avevano posto gli occhi sull’Università salesiana di Roma.

    Noi rispondemmo che per i miracoli non eravamo attrezzati, ma se volevano fare una ricerca di tipo socio pedagogico eravamo disposti a parlarne.

    La vera trattativa iniziò a metà maggio del 2012, quando, dopo vari rimandi, riuscimmo ad avere un colloquio approfondito e competente con il prof. Angelo Lascioli, docente dell’Università di Verona e Direttore Pedagogico della Comunità Shalom. Egli ci parlò di com’era nata e sviluppata la Comunità, quale era il suo metodo, i risultati che avevano ottenuto; ma ci parlò anche delle difficoltà e dei problemi che erano sul tappeto, facendoci un quadro completo e realistico della situazione. Soprattutto ci disse quali erano le attese nei nostri riguardi e l’obiettivo della ricerca: documentare l’assetto metodologico cha fa del “Metodo Shalom” un modello educativo esemplare.

    18,00
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    Fondamenti di sociologia dello sport

    di Rosarita Cuccoli

    Il volume fornisce una serie di chiavi e di riferimenti essenziali per capire il ruolo dello sport nella società. Si parte dal tentativo di definire, attraverso i paradigmi teorici principali, che cosa sia lo Sport, termine dato erroneamente per scontato. Vengono poi ripercorse le tappe storiche principali che hanno portato lo sport ad essere uno dei fenomeni sociali più popolari su scala mondiale. Infine, il testo approfondisce alcuni dei temi che caratterizzano lo sport nel mondo contemporaneo, dalla simbiotica collaborazione con i media alle responsabilità del settore in sfide di oggi quali sedentarietà, sostenibilità e integrazione, senza trascurare aspetti meno gloriosi come la violenza del tifo e gli eccessi legati a un’idea distorta di performance.

    20,00
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    Psicologia dello shopping

    di Paola Pizza

    Gli acquisti che ci fanno stare bene sono quelli che aumentano la nostra autostima, che ci fanno provare emozioni positive e ci aiutano a definire meglio chi siamo. Questo è un libro pensato per aumentare la consapevolezza delle dinamiche psicologiche che guidano lo shopping di moda. È la seconda edizione, ampliata e aggiornata, del volume Abiti e tacchi, pubblicato nel 2016.

    Il percorso di questa seconda edizione conduce all’analisi dei diversi comportamenti di acquisto degli oggetti moda, attraverso i significati psicologici di ciò che contiene il nostro armadio (gli abiti, le scarpe, le borse, i cappelli, le cravatte, le cinture, i gioielli, gli occhiali), della cura personale, (il profumo, il trucco, i capelli), fino ai diversi stili di shopping di moda basati sugli archetipi delle dee e degli dei greci.

    L’analisi degli acquisti che facciamo per valorizzare la nostra immagine e la nostra identità, si conclude con una riflessione sul potere della moda di renderci felici, quando è usata in modo libero e assertivo.

    Ogni capitolo è arricchito da esercizi per diventare più consapevoli del rapporto con la moda e coglierne i significati profondi.

    20,00
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    I volti del simulacro

    di Domenico Secondulfo

    Pochi termini hanno l’aura affascinante di cui può ammantarsi il simulacro. Il suo fascino ambiguo promana dall’essere a cavaliere di lontani passati, guerre religiose e iconoclastie, e di altrettanto lontani futuri, chimere inorganiche e mondi virtuali. Ricondotto all’attualità da J. Baudrillard, il simulacro continua ad affascinare il pensiero occidentale con il suo sfuggente volto.

    Il volume si pone l’obiettivo di fare il punto sul concetto di simulacro, ne analizza le componenti semantiche e la funzione all’interno della transizione post-moderna, attraversandone l’utilizzo in diversi campi di azione sociale. Attraverso questo itinerario, che spazia dalla comunicazione al consumo, alla cibernetica, il simulacro viene proposto in una accezione non più soltanto negativa, ma come snodo significativo delle trasformazioni in atto nella nostra società.

    19,80
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    Sport come mezzo di inclusione

    a cura di Paolo Dell’Aquila

    Sport come mezzo di inclusione racchiude un insieme di contributi interdisciplinari relativi al rapporto fra gioco e integrazione sociale. In esso si trovano saggi di Paolo Dell’Aquila, Antonello De Oto, Donatella Donati, Nico Bortoletto, Cristina Lonardi, Alessio Albertini ed una presentazione di Federico Schena. Il volume descrive come l’attività sportiva, a determinate condizioni, si trasformi in un mezzo di inclusione dei soggetti più deboli e oggetto di discriminazioni, a causa del sesso, dell’età, delle condizioni sociali o dell’appartenenza religiosa o etnica. Negli ultimi anni il fenomeno è divenuto un formidabile strumento per rivendicare i diritti delle minoranze (pensiamo a Cassius Clay, Joe Lewis, Joe Frazier, Jesse Owens) o per integrare gli atleti disabili (tramite le Paralimpiadi). Le manifestazioni sportive recenti hanno visto comparire le rivendicazioni del movimento black live matter (vedi campionati europei di calcio) o i trionfi di atleti come Marcell Jacobs o Faustino Desalu, che ci hanno fatto riflettere sul multiculturalismo e sullo sport. Eroi come Bebe Vio e le sessantanove medaglie paralimpiche di Tokyo stanno a testimoniare un movimento che rivendica uno sport diverso, umanistico ed inclusivo. Per questo il gioco assume oggi la sfida di un nuovo diritto di cittadinanza culturale, di uno strumento volto a reintegrare ampie fasce della popolazione all’interno

    del sistema sociale

    16,00
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    L’Antibergoglio dolente

    di Lorenzo Dani

    Antibergoglio è una specie di prototipo di coloro che muovono critiche particolarmente dure ed aspre contro Papa Bergoglio. L’atteggiamento di Antibergoglio, cioè le sue idee, i suoi comportamenti e alla fine la sua identità religiosa, è stato ricostruito attraverso una ricognizione di scritti e discorsi fatti a Verona – ma è probabile che sia in buona misura rappresentativo dell’identità di molti altri antagonisti totali del Papa.

    Le finalità di questo lavoretto sono due: direttamente, evidenziare l’origine e la dinamica dei modi di pensare, di sentire e di essere religiosi di un certo numero di persone; e poi, indirettamente, predisporre una specie di guida per chi volesse fare un esame di coscienza per verificare se e quanto il proprio atteggiamento assomiglia a quello di Antibergoglio, un atteggiamento qui considerato prodotto e causa di tante dolorose sopraffazioni. Con una avvertenza: attenzione che tanti atteggiamenti socialmente ritenuti moderati, inoffensivi, canonici, normali, religiosamente positivi, se non controllati, possono costituire il primo passo sulla strada che porta a pensare e ad agire come Antibergoglio.

    14,00
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    Monografie Istituzionali d’Impresa

    di Mario Magagnino

    Storia, maestra di vita. Anche le storie “minori”, quelle che non hanno l’iniziale maiuscola, hanno sempre qualche cosa da insegnare. E così le storie aziendali, che raccontano di grandi successi, ma lasciano trasparire le mille fatiche e le mille sofferenze che un’impresa ha superato per arrivare al momento giusto, nel quale può finalmente raccontarsi. In tempi sempre più difficili per la Comunicazione d’impresa – ma anche per le imprese, naturalmente! – ecco che Mario Magagnino, docente di questa importante materia all’Università di Verona, pubblica con Lorena Foroni, giovane ricercatrice, un interessante volume sulle monografie istituzionali. Pubblicazioni, più o meno ponderose, che le aziende realizzano in particolari occasioni, o a volte con una cadenza periodica regolare, per consolidare la propria immagine attraverso il racconto del cammino percorso. Un lavoro di ricerca, che – come riportato alla fine del libro, continua con l’invito alle aziende a inviare la propria monografia agli autori – ha portato alla realizzazione di un agile volume che analizza lo “strumento” monografia anche dal punto di vista del destinatario finale, e mette in luce la valenza strategica del raccontare il passato per valorizzare il presente e il futuro prossimo di un’azienda. Molti esempi e dettagliati casi aziendali spiegano le finalità e il successo di alcune monografie, e delineano questo importante settore dell’editoria d’impresa che, forse per la prima volta, trova uno spazio specifico nella pubblicistica. Silvano Tommasoli

    14,80
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    Verona (Provincia di Gardaland)

    di Mario Magagnino

    A raccontarlo così, non sembrerebbe quasi possibile. Perché viviamo nella società dell’immagine, ma può capitare di sentirsi dire, da una estetista, che «lavora nel mondo dell’immagine». O di incontrare un giovane “PR di discoteca”, convinto di essere occupato nelle relazioni pubbliche. Fino a qualche tempo fa, l’insegna di una tipografia ben visibile su una strada di grandissimo traffico, spiegava che questi volonterosi tipografi stampavano «moduli continui, déplant, magliette, marketing»! La domanda sorge spontanea: il mondo della comunicazione è capace di comunicare sé stesso? Dopo aver letto questo libro, la risposta è altrettanto spontanea: sì! È sufficiente lasciarsi prendere per mano da Magagnino e farsi raccontare – con il suo stile secco e senza troppi svolazzi – che cosa veramente sia la comunicazione d’impresa e quali strumenti concorrano a costruire un’efficace immagine di marca. Senza reticenze e falsi moralismi, l’impresa deve comunicare con ogni mezzo a sua disposizione – dall’asilo aziendale al necrologio – la sua esistenza e la sua presenza a tutto il mondo che le sta attorno. Fino a far pensare che Verona, la città di Romeo e Giulietta, sia in provincia di Gardaland! Silvano Tommasoli.

    15,80
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    Il realismo della finzione

    di Gianfranco Amato

    Tra Realtà e Finzione corrono fili spesso invisibili, legami talvolta inattesi, ma disponibili a costruire un rapporto dialettico intenso e tenace.

    Attraverso l’analisi di alcune opere di Edward Hopper e di una straordinaria pellicola di Alfred Hitchcock, il testo si propone di individuare le vie di fuga del Realismo e i sentieri di accesso al terreno della Finzione.

    Il rapido richiamo a Magritte e a Rossellini diviene utile per sostenere la tesi centrale di questa indagine, intesa a raccogliere le manifestazioni visibili di un’Idea altrimenti riposta nelle pieghe del Tempo

    15,00