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    Noi Italia Pallavolo

    15,00

    di Ferdinando De Giorgi (a cura di Giuliano Bergamaschi)

    Quando arrivò il momento di scegliere il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale Maschile, la scelta ricadde sul profilo di Ferdinando De Giorgi – che per la verità non chiamo mai così dato che per me è sempre stato solo ed esclusivamente Fefè – per diverse ragioni.

    La prima e più importante è che il suo curriculum parla da sé; un uomo e uno sportivo impeccabile che ha contributo a scrivere pagine importanti della storia della nostra disciplina. Proprio per questo motivo pensai che sarebbe stato giusto dargli una chance in questo senso, affidando la panchina della squadra a un uomo che per anni aveva lottato per la maglia azzurra.

    Non scelsi lui però solo per le sue indubbie capacità tecniche, dimostrate vincendo tanto sia da atleta che da allenatore, ma anche perché volevo che sulla squadra venisse svolto un lavoro dal punto di vista motivazionale. Era arrivato un momento in cui si ripartisse da una certezza imprescindibile: l’importanza della maglia azzurra e con lei la consapevolezza che non esiste niente di più prezioso per uno sportivo.

    La maglia azzurra è infatti un valore, un quid che viene prima di tutto sempre e comunque; un qualcosa che va conquistato con fatica, sudore e determinazione, ma che soprattutto va custodito giorno dopo giorno, come un tesoro.

    Chiesi proprio questo a Fefè: di trasmettere ai suoi ragazzi la consapevolezza di ciò che facevano con obiettivi chiari, non solo tecnico-sportivi. Credo che i primi risultati si siano visti e che la cronaca parli da sé…

    Giuseppe Manfredi

    Presidente Federazione Italiana Pallavolo

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    Calcio e principi

    22,00

    di Stefano Zerbato e Mattia Rizzo

     

    La buona o cattiva riuscita di una situazione di gioco è influenzata da una miriade di fattori importanti.

    Tecnica, tattica, aspetti condizionali, emotivi… sono sempre fusi tra di loro e non si possono sperare per poi riunire.

    Questo libro offre una visione globale dell’allenamento del calcio andando a rovesciare il paradigma classico (dal gesto alla circostanza) con quello moderno (dalla circostanza al gesto) grazie all’estrapolazione dei principi di gioco, i quali si potranno applicare in qualsiasi contesto (in gara, in allenamento…).

    Quali sono i parametri fondamentali per allenare complessità del gioco?

    Come si può allenare la tecnica in un contesto funzionale alla specificità del calcio?

    Quanto conta la figura del formatore per generare un apprendimento significativo?

    Quali sono i comportamenti migliori per un calcio formativo?

    Queste e molte altre sono le risposte che potrai trovare se il tuo obiettivo è quello di migliorare le tue conoscenze da trasportare all’interno dei tuoi allenamenti.

    “Solo chi conosce sceglie, altrimenti crede di scegliere”

    (Andrea Biasci)

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    Fondamenti di sociologia dello sport

    20,00

    di Rosarita Cuccoli

    Il volume fornisce una serie di chiavi e di riferimenti essenziali per capire il ruolo dello sport nella società. Si parte dal tentativo di definire, attraverso i paradigmi teorici principali, che cosa sia lo Sport, termine dato erroneamente per scontato. Vengono poi ripercorse le tappe storiche principali che hanno portato lo sport ad essere uno dei fenomeni sociali più popolari su scala mondiale. Infine, il testo approfondisce alcuni dei temi che caratterizzano lo sport nel mondo contemporaneo, dalla simbiotica collaborazione con i media alle responsabilità del settore in sfide di oggi quali sedentarietà, sostenibilità e integrazione, senza trascurare aspetti meno gloriosi come la violenza del tifo e gli eccessi legati a un’idea distorta di performance.

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    I 4 punti cardinali della scuola calcio

    22,00

    di Luciano Faccioli

    Scuola calcio ed educazione sono un connubio possibile?

    Educare o far apprendere a giocare a calcio?

    Molti adulti pensano che alla Scuola Calcio sia importante curare la crescita socio-educativa dei bambini, al contrario molti altri pensano che sia importante dare la precedenza alla crescita calcistica. Il comune denomintore di queste due visioni è che proprio in questa fascia di età i bambini gettano le basi per il loro sviluppo umano e calcistico.

    Purtroppo però pochi pensano che queste due sfere di sviluppo, umano-educativa e sportivo-calcistica, possano coesistere e anzi rinforzarsi l’un l’altra. Troppo spesso l’una è vista come ostacolo all’altra: sembra che se si cura troppo l’aspetto di crescita socio-educativa in qualche modo si tolgano energie e possibilità per la crescita calcistica, allo stesso modo molti adulti pensano che praticare il gioco del calcio con abnegazione rischi di portare i bambini e le bambine su una strada educativa poco virtuosa se non addirittura pericolosa.

    Con questo manuale cercheremo di portarvi a ragionare sul fatto che invece una sinergia tra queste due prospettive di sviluppo non solo è possibile, ma si rivela vincente sia dal punto di vista della crescita umana che sportiva.

    All’interno del manuale potrete trovare 70 esercitazioni pensate per tutta la Scuola Calcio, dai Piccoli Amici agli Esordienti. Questa proposta formativa si basa su un approccio metodologico all’interno del principio A.A. e tiene conto sia della crescita calcistica che delle esigenze educative della fascia 6-12 anni.

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    Basta un pallone?

    17,00

    di Luciano Faccioli

    Per fare felici i bambini basta un pallone! Quante volte abbiamo sentito questa frase?

    In effetti è vero: per fare felici i bambini basterebbe farli giocare a calcio e nient’altro. Forse anche per imparare a giocare a calcio basterebbe solo farli giocare, senza tanti accorgimenti i particolari esercitazioni.

    Ma è davvero così facile?

    Se bastasse solo un pallone, allora gestire un gruppo di bambini alla Scuola Calcio sarebbe una passeggiata, ma chi lo fa o l’ha fatto sa bene che non è così.

    Non è così perché gestire un gruppo di bambini alla Scuola Calcio non vuol dire solo farli giocare, anche se già quello è molto importante, ma non vuol dire nemmeno insegnare loro la tecnica calcistica più perfetta, significa piuttosto accompagnarli nella loro crescita personale e sociale e soprattutto insegnar loro il valore delle Emozioni.

    Sì, perché le Emozioni vengono prima di tutto: vengono prima dei ragionamenti, vengono prima degli apprendimenti e soprattutto vengono prima dello sport e determinano l’approccio verso di esso e verso il mondo.

    Quindi basta un pallone?

    No! Serve anche altro: servono empatia, relazioni e intelligenza emotiva, ma prima di richiedere queste cose ai bambini, sono gli adulti di riferimento a doverle coltivare in se stessi.

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    Attività motoria e sport per persone con disabilità: incominciamo da qui

    12,00

    di Donatella Donati

    Questo libro assolve all’accezione di manuale in quanto fornisce le informazioni di base a chi intende avvicinarsi al mondo delle attività motorie e dello sport per persone con disabilità. Nelle prime pagine, vengono puntualizzati alcuni aspetti che si ritengono imprescindibili per lo sviluppo della cultura della disabilità, a partire dalla definizione di persona con disabilità alla luce dei dettami della Convenzione Onu, caposaldo del terzo millennio, che la individua come soggetto di diritti.

    Sul piano del linguaggio, viene evidenziato il valore etico della modalità che pone enfasi sulla persona, poiché colloca la disabilità proprio all’interno del tema del rispetto dei diritti. Dello sport paralimpico viene enfatizzato il ruolo di strategia di innesco del processo di resilienza, e della disabilità viene presentato il modello concettuale dato dalla Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) dell’OMS che la definisce come il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, e l’ambiente, fisico e relazionale, in cui vive.

    Il manuale passa poi a dare informazioni generali sulle varie tipologie di disabilità, che ne profilano gli aspetti fondamentali e, con il focus sull’attività motoria ne evidenzia le caratteristiche specifiche individuando, in riferimento alla letteratura esistente, quali le esperienze più significative anche in ambito sportivo.

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    Il calcio giocato. Il gioco insegna attraverso le Emo-Azioni

    20,00

    di Roberto Pirovano e Daniele Tacchini

    70 giochi che permettono di scatenare tante Emo-Azioni: coraggio, pensiero, interpretazione, calma, istinto, fantasia, concentrazione. L’idea da trasmettere ai lettori è che i bambini provano tante emozioni durante l’attività, ma spesso non sanno gestirle. Purtroppo non vengono allenati a gestirle. Perché, a volte, il gioco è degli adulti, più o meno ridotti in proporzione.

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    Sport come mezzo di inclusione

    16,00

    a cura di Paolo Dell’Aquila

    Sport come mezzo di inclusione racchiude un insieme di contributi interdisciplinari relativi al rapporto fra gioco e integrazione sociale. In esso si trovano saggi di Paolo Dell’Aquila, Antonello De Oto, Donatella Donati, Nico Bortoletto, Cristina Lonardi, Alessio Albertini ed una presentazione di Federico Schena. Il volume descrive come l’attività sportiva, a determinate condizioni, si trasformi in un mezzo di inclusione dei soggetti più deboli e oggetto di discriminazioni, a causa del sesso, dell’età, delle condizioni sociali o dell’appartenenza religiosa o etnica. Negli ultimi anni il fenomeno è divenuto un formidabile strumento per rivendicare i diritti delle minoranze (pensiamo a Cassius Clay, Joe Lewis, Joe Frazier, Jesse Owens) o per integrare gli atleti disabili (tramite le Paralimpiadi). Le manifestazioni sportive recenti hanno visto comparire le rivendicazioni del movimento black live matter (vedi campionati europei di calcio) o i trionfi di atleti come Marcell Jacobs o Faustino Desalu, che ci hanno fatto riflettere sul multiculturalismo e sullo sport. Eroi come Bebe Vio e le sessantanove medaglie paralimpiche di Tokyo stanno a testimoniare un movimento che rivendica uno sport diverso, umanistico ed inclusivo. Per questo il gioco assume oggi la sfida di un nuovo diritto di cittadinanza culturale, di uno strumento volto a reintegrare ampie fasce della popolazione all’interno

    del sistema sociale

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    Didattica dell’allenare nelle Scienze Motorie

    15,00

    di Giuliano Bergamaschi

    Scienze motorie. Il motorio, secondo le più recenti neuroscienze, è alla base dello sviluppo cognitivo dell’essere umano. Il motorio si converte attraverso lo scopo in azione innervata da desideri, bisogni ed intenzioni esprimendo così significato. Laddove vi è significato vi è necessità dell’educazione che, attraverso una didattica coniugata con l’allenare, “renda parole cose”: allenare è sempre una “interazione educativa” tra persone che esprimono in primo luogo reciproco significato. Il testo, su queste premesse, esamina ed interpreta il ruolo della didattica nell’ambito dello sport come mediazione di significato secondo una prospettiva di natura filosofica-pedagogica e sulla base di esperienze sportive vissute concretamente.

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