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    Basta un pallone?

    di Luciano Faccioli

    Per fare felici i bambini basta un pallone! Quante volte abbiamo sentito questa frase?

    In effetti è vero: per fare felici i bambini basterebbe farli giocare a calcio e nient’altro. Forse anche per imparare a giocare a calcio basterebbe solo farli giocare, senza tanti accorgimenti i particolari esercitazioni.

    Ma è davvero così facile?

    Se bastasse solo un pallone, allora gestire un gruppo di bambini alla Scuola Calcio sarebbe una passeggiata, ma chi lo fa o l’ha fatto sa bene che non è così.

    Non è così perché gestire un gruppo di bambini alla Scuola Calcio non vuol dire solo farli giocare, anche se già quello è molto importante, ma non vuol dire nemmeno insegnare loro la tecnica calcistica più perfetta, significa piuttosto accompagnarli nella loro crescita personale e sociale e soprattutto insegnar loro il valore delle Emozioni.

    Sì, perché le Emozioni vengono prima di tutto: vengono prima dei ragionamenti, vengono prima degli apprendimenti e soprattutto vengono prima dello sport e determinano l’approccio verso di esso e verso il mondo.

    Quindi basta un pallone?

    No! Serve anche altro: servono empatia, relazioni e intelligenza emotiva, ma prima di richiedere queste cose ai bambini, sono gli adulti di riferimento a doverle coltivare in se stessi.

    17,00
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    Dilettanti per caso

    di Stefanio Marina

    Non è mai facile fare una selezione di quello che ci piace. Figurarsi se lo possiamo fare in ambito sportivo, e sportivo locale, come in questo caso. Ci sono equilibri da rispettare, simpatie reciproche e antipatie conclamate, reciproche anche queste. C’è poi la vita sui campi cittadini, quelli della prima periferia e della provincia profonda. Ci sono gli agenti atmosferici che ti inseguono e spesso ti perseguitano: la neve e la nebbia, la pioggia e il caldo, che tuttavia non ti preoccupano più di tanto, perché sei sicuro che al bar del campo c’è sempre qualcosa di caldo o di fresco che ti aspetta.

    E tu sei sempre lì, e rispondi presente all’ennesima “convocazione”!

    È la passione che ha guidato Stefano Marina in questo suo “Dilettanti per caso – I miei primi 11”, dove l’amore per il Calcio Dilettante, con la “C” e la “D” strettamente maiuscole, non ha nulla da invidiare a palcoscenici nazionali o internazionali ben più famosi. Una vita passata a “raccontare e capire” nel vero senso della parola, inizi in radio e poi in televisione, cosa è il Calcio Dilettante a Verona e nella sua provincia, scoprendo una vastità di personaggi, che all’apparenza possono sembrare tutti uguali.

    In realtà è quando vai sul “personale” che tutto cambia, tutto è diverso, tutto assume una connotazione mai vista prima: emozioni, ricordi, rimpianti (pochissimi) e tanta, tantissima passione. La formazione messa in campo da Stefano è di quelle da sottoscrivere all’istante, di quelle che tutti gli allenatori passati nel “Nostro Calcio” negli ultimi 20 anni avrebbero sognato almeno una volta di allenare. Ricordando anche chi fa andare avanti il calcio e lo amministra: presidente, direttore sportivo, allenatore, segretario e dirigente federale. Una visione a tutto tondo di un Mondo in continua e costante evoluzione, in moltissimi casi mandato avanti come vera e propria azione sociale. Gioie e paure, emozioni e delusioni, euforie e depressioni che passano in un batter d’occhio, quando finalmente la palla gonfia la rete avversaria.

    Lettura veloce, ritmo incalzante e conoscenza profonda del Calcio Dilettante veronese, “Dilettanti per caso – I miei primi 11” è uno spaccato genuino su un movimento che deve sì fare i conti con la crisi di questi anni, ma che non smette mai di sognare, anche se il Lunedì…andiamo tutti a lavorare!!!

    18,00
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    NetTribe 2.0

    di Paolo Dell’Aquila

    Il mondo della rete appare oggi un formidabile veicolo di produzione culturale. Le comunità virtuali spesso sono strumenti per la generazione di forme di “intelligenza collettiva” e svolgono un’attività simile a quella del giornalismo professionale. Gli individui postmoderni sanno sviluppare forme di comprensione e comunicazione del mondo sociale che combinano sia i vecchi che i nuovi media.

    Il giornalismo, però, rimane anche oggi un sistema esperto e specializzato, controllato dalle normative pubbliche. I flussi comunicativi sono sempre dominati da broadcaster e da produttori nazionali ed internazionali che operano con una logica di tipo seduttivo ed autoreferenziale. Di questo processo è un esempio lo sport: un prodotto, oggi, più comunicato che sperimentato sul campo, perché costretto a performance spettacolari. In questo volume si introduce una riflessione anche sul sistema-sport e sui suoi collegamenti con la politica, l’economia e la cultura. Si analizzano i mutamenti del giornalismo sportivo nella società di rete e la convergenza fra i media vecchi e nuovi nella diffusione dell’informazione alle tribù dei tifosi.

    18,70
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    Il calcio giocato. Il gioco insegna attraverso le Emo-Azioni

    di Roberto Pirovano e Daniele Tacchini

    70 giochi che permettono di scatenare tante Emo-Azioni: coraggio, pensiero, interpretazione, calma, istinto, fantasia, concentrazione. L’idea da trasmettere ai lettori è che i bambini provano tante emozioni durante l’attività, ma spesso non sanno gestirle. Purtroppo non vengono allenati a gestirle. Perché, a volte, il gioco è degli adulti, più o meno ridotti in proporzione.

    20,00
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    Fondamenti di sociologia dello sport

    di Rosarita Cuccoli

    Il volume fornisce una serie di chiavi e di riferimenti essenziali per capire il ruolo dello sport nella società. Si parte dal tentativo di definire, attraverso i paradigmi teorici principali, che cosa sia lo Sport, termine dato erroneamente per scontato. Vengono poi ripercorse le tappe storiche principali che hanno portato lo sport ad essere uno dei fenomeni sociali più popolari su scala mondiale. Infine, il testo approfondisce alcuni dei temi che caratterizzano lo sport nel mondo contemporaneo, dalla simbiotica collaborazione con i media alle responsabilità del settore in sfide di oggi quali sedentarietà, sostenibilità e integrazione, senza trascurare aspetti meno gloriosi come la violenza del tifo e gli eccessi legati a un’idea distorta di performance.

    20,00
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    Calcio e principi

    di Stefano Zerbato e Mattia Rizzo

     

    La buona o cattiva riuscita di una situazione di gioco è influenzata da una miriade di fattori importanti.

    Tecnica, tattica, aspetti condizionali, emotivi… sono sempre fusi tra di loro e non si possono sperare per poi riunire.

    Questo libro offre una visione globale dell’allenamento del calcio andando a rovesciare il paradigma classico (dal gesto alla circostanza) con quello moderno (dalla circostanza al gesto) grazie all’estrapolazione dei principi di gioco, i quali si potranno applicare in qualsiasi contesto (in gara, in allenamento…).

    Quali sono i parametri fondamentali per allenare complessità del gioco?

    Come si può allenare la tecnica in un contesto funzionale alla specificità del calcio?

    Quanto conta la figura del formatore per generare un apprendimento significativo?

    Quali sono i comportamenti migliori per un calcio formativo?

    Queste e molte altre sono le risposte che potrai trovare se il tuo obiettivo è quello di migliorare le tue conoscenze da trasportare all’interno dei tuoi allenamenti.

    “Solo chi conosce sceglie, altrimenti crede di scegliere”

    (Andrea Biasci)

    22,00
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    I 4 punti cardinali della scuola calcio

    di Luciano Faccioli

    Scuola calcio ed educazione sono un connubio possibile?

    Educare o far apprendere a giocare a calcio?

    Molti adulti pensano che alla Scuola Calcio sia importante curare la crescita socio-educativa dei bambini, al contrario molti altri pensano che sia importante dare la precedenza alla crescita calcistica. Il comune denomintore di queste due visioni è che proprio in questa fascia di età i bambini gettano le basi per il loro sviluppo umano e calcistico.

    Purtroppo però pochi pensano che queste due sfere di sviluppo, umano-educativa e sportivo-calcistica, possano coesistere e anzi rinforzarsi l’un l’altra. Troppo spesso l’una è vista come ostacolo all’altra: sembra che se si cura troppo l’aspetto di crescita socio-educativa in qualche modo si tolgano energie e possibilità per la crescita calcistica, allo stesso modo molti adulti pensano che praticare il gioco del calcio con abnegazione rischi di portare i bambini e le bambine su una strada educativa poco virtuosa se non addirittura pericolosa.

    Con questo manuale cercheremo di portarvi a ragionare sul fatto che invece una sinergia tra queste due prospettive di sviluppo non solo è possibile, ma si rivela vincente sia dal punto di vista della crescita umana che sportiva.

    All’interno del manuale potrete trovare 70 esercitazioni pensate per tutta la Scuola Calcio, dai Piccoli Amici agli Esordienti. Questa proposta formativa si basa su un approccio metodologico all’interno del principio A.A. e tiene conto sia della crescita calcistica che delle esigenze educative della fascia 6-12 anni.

    22,00